Roma, 31 agosto 2025
Politica

Esplosione a Roma, l'assessore municipale: «Poli produttivi incompatibili con i nostri quartieri»

Mentre la magistratura è a lavoro alla ricerca delle responsabilità, la cittadinanza è preoccupata per i danni ai palazzi di via Romolo Balzani, per i risarcimenti e per la ripartenza dei servizi pubblici della zona. Il punto con l'assessore all'Ambiente del V municipio Edoardo Annucci

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 18 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 3'

Le esplosioni di venerdì 4 luglio in via dei Gordiani hanno sconvolto tutto il quartiere villa De Sanctis. Mentre la magistratura è a lavoro alla ricerca delle responsabilità, la cittadinanza è preoccupata per i danni all'ambiente e ai palazzi di via Romolo Balzani, per i risarcimenti e per la ripartenza dei servizi pubblici della zona, in primis delle scuole che hanno subito pesanti ripercussioni. A tre giorni dall'evento che ha provocato 50 feriti e che poteva finire in tragedia, La Capitale ha fatto il punto con l'assessore all'Ambiente del V municipio Edoardo Annucci.
Al centro il sindaco Roberto Gualtieri, a destra l'assessore del V municipio Edoardo Annucci

Assessore, siamo alla conta dei danni: un bilancio pesante che poteva finire anche peggio.

«Nel dramma, è un miracolo per come è andata, grazie soprattutto allo straordinario lavoro dei soccorritori».

Un impianto Gpl e uno stabilimento di metalli vicino a scuole, abitazioni e altri servizi. E' anche il momento della ricerca delle responsabilità, lei cosa pensa di quello che è accaduto?

«L’esplosione ha confermato quello che abbiamo detto in più occasioni: ci sono attività non compatibili con contesti urbani consolidati e luoghi sensibili. Considerata l’evoluzione che ha avuto la città negli ultimi decenni, la normativa necessita di un aggiornamento dal livello nazionale fino a quello locale: in aree un tempo isolate e con poli industriali o produttivi - come nel caso di via dei Gordiani - oggi ci sono abitazioni e servizi pubblici.

«In via dei Gordiani, tra la scuola Balzani e l’impianto Gpl esploso, si trova anche un impianto di trattamento di rifiuti. A che punto è l'iter per lo spostamento?

«C’è un impianto di stoccaggio e rottamazione di rifiuti non pericolosi, dichiarato incompatibile dal Municipio, dal Comune, Città metropolitana e Asl Roma 2. La Regione Lazio ha comunicato a marzo - durante una Commissione capitolina ambiente e in risposta a un’interrogazione della consigliera regionale Marta Bonafoni - che non intende rilasciare altre proroghe all’autorizzazione, prossima alla scadenza. La Mcr metalli, società che gestisce l’impianto, ha presentato una proposta di delocalizzazione dell'impianto fuori dal territorio di Roma e l’Amministrazione regionale ha avviato l’iter di valutazione dell’impatto ambientale. Come Municipio, insieme alla Scuola Balzani e al Comitato genitori, con cui negli ultimi mesi abbiamo avviato un confronto, continueremo a monitorare affinché questa faccenda si chiuda al più presto nel modo delineato, dopo decenni».

Ci sono tanti progetti di rigenerazione urbana ed ambientale che riguardano anche il quadrante est eppure ancora accadono queste tragedie, perché?

«Il quadrante est ha un potenziale enorme, soprattuto dal punto di vista ambientale, culturale e archeologico. Tuttavia ci sono vertenze aperte da moltissimi anni, alcune affrontate fin da subito da questa Amministrazione - il parco archeologico di Centocelle, il parco lineare di Roma est o l’ex Snia - e altre di difficile risoluzione».

Quali sono queste difficoltà?

«Serve una maggiore sinergia istituzionale e una visione comune che tenga conto delle questioni ambientali e sociali territoriali che impongono un recupero degli spazi urbani residuali anche in risposta ai cambiamenti climatici. Ci sono aree che si sono sviluppate in modo spontaneo e senza una vera programmazione urbanistica che oggi vivono di contraddizioni. Il versante che va dalla Tiburtina alla Casilina, che corrisponde anche all’ex Sistema direzionale orientale, ha diversi insediamenti produttivi probabilmente compatibili con il contesto urbano degli anni 60-80 ma non più con la realtà di oggi».

L'area che è esplosa è privata ma i danni sono evidenti anche negli spazi pubblici. Cosa sta facendo il Comune in queste ore?

«Alla pulizia delle strade pubbliche ci sta pensando Ama che da giorni tramite l'ufficio Decoro sta intervenendo nel quartiere. Inoltre, in via Balzani l'azienda ha posizionato dei mezzi per per raccogliere i rifiuti ingombranti e i vetri dei palazzi. Inoltre il servizio giardini sta intervenendo sul verde per rimuovere i pericoli e le alberature coinvolte nell’incendio»-

Mercoledì ci sarà un'assemblea per contare i danni alla scuola Balzani. I residenti intanto si stanno attivando per i risarcimenti. La magistratura è a lavoro. Come immagina la ripartenza per il quartiere di Villa De Sanctis?

Il quartiere è forte e da sempre animato da realtà associative ben radicate. Ora tocca unire le forze e definire un percorso comune, capace di trasformare questo dramma in un’occasione. Dall’istante successivo all’esplosione, che ha portato all’attivazione dell’Unità di crisi locale, abbiamo visto una reazione esemplare di tutti - istituzioni e Terzo settore - che lascia ben sperare sulla capacità di reazione. Il sindaco Gualtieri, il presidente Caliste, la Giunta capitolina e quella municipale, ognuno per quanto di propria competenza, sono già al lavoro».

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