Roma, 4 febbraio 2026
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SS Lazio, la petizione contro Lotito supera le 35mila firme: «Ai tifosi biancocelesti è stato tolto il sogno»

La lettera pubblicata su Change.org chiede al presidente di farsi da parte. Le firme superano il numero degli abbonati

di Giacomo ZitoULTIMO AGGIORNAMENTO 19 ore fa - TEMPO DI LETTURA 4'

Sono oltre 35mila, e in continuo aumento, i firmatari della petizione lanciata su Change.org dal titolo “Lettera al presidente Lotito”, con cui una parte consistente della tifoseria chiede al presidente della SS Lazio di fare un passo indietro.

Un numero di firme verificate che supera quello degli abbonati complessivi della stagione 2025/26, attestati intorno alle 29mila unità, e che restituisce la fotografia di un dissenso sempre più esplicito nei confronti della gestione societaria.

La lettera aperta al presidente

All’interno della petizione è pubblicato il testo di una lettera firmata dai giornalisti Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, indirizzata direttamente a Claudio Lotito.

«A noi tifosi della Lazio è stato tolto il sogno», si legge nell’incipit, con un riferimento diretto ai 22 anni di presidenza Lotito, periodo in cui, secondo i promotori dell’iniziativa, non sarebbe mai stato possibile ambire a un salto di qualità stabile.

Nel testo si riconosce che «qualche trionfo non è mancato», ma si sottolinea come le stagioni biancocelesti siano state prevalentemente segnate da amarezze sportive e da una ciclica alternanza tra annate positive e stagioni deludenti. «Non abbiamo mai potuto ambire a qualcosa di più», scrivono i firmatari, indicando come mancato l’obiettivo di una crescita strutturale del club.

Trofei, mercato e rapporto con i tifosi

La lettera evidenzia come da quasi sette anni non venga sollevato un trofeo e come, nello stesso arco temporale, non siano stati tesserati calciatori capaci di “scaldare i cuori” della tifoseria.

«Noi tifosi della Lazio non possiamo sognare trofei e campioni», si legge nel passaggio più netto del documento, che critica anche alcune scelte societarie ritenute non rispettose della storia del club e della dignità dei sostenitori.

Nel testo viene richiamato anche il dato dei circa 30mila abbonamenti sottoscritti, nonostante una stagione definita deludente e le difficoltà sul mercato. Quello che i promotori definiscono come «un patrimonio di affetto e di valori», a loro dire, non avrebbe trovato un riscontro analogo da parte della società.

La richiesta di fare un passo indietro

La conclusione della lettera è un appello diretto al presidente. Se non è possibile, «come appare evidente a tutti», riportare la Lazio a competere ai vertici italiani ed europei, i firmatari chiedono a Lotito di seguire l’esempio di altre proprietà calcistiche e «passare la mano».

Un invito accompagnato dalla richiesta di non rispondere con i consueti articolati ragionamenti, ma con un atto formale di responsabilità: «Poiché tutto ha una fine, si faccia da parte».

Proteste, stadio e mercato sullo sfondo

La petizione si inserisce in un contesto di tensione già emerso con particolare vigore nel corso dello scorso anno, con due cortei organizzati dalla Curva Nord e un dibattito aperto su temi centrali come il progetto dello stadio Flaminio, il rapporto con le istituzioni e le scelte di mercato.

All’amarezza per i risultati mancati negli ultimi anni si è aggiunta la stagione 2024/25, chiusa con un piazzamento insufficiente per l’accesso alle competizioni europee, e un 2025 segnato da un mercato rimasto fermo fino alla finestra invernale.

In questo contesto hanno inciso poco le rassicurazioni della proprietà, convinta di poter rilanciare le ambizioni del club a partire dalla questione stadio e da un miglior piazzamento in campionato. Secondo quanto riferito dallo stesso Lotito, supportato dalle dichiarazioni di sostegno dell’arco istituzionale, dal Comune al governo, la vicenda legata al Flaminio dovrebbe avviarsi verso una fase conclusiva con la presentazione della documentazione necessaria.

Nel frattempo, sul piano sportivo la squadra guidata da Maurizio Sarri resta al centro di una fase di transizione, tra tentativi di rafforzamento del centrocampo e operazioni in uscita ancora in corso. Dopo 23 giornate di campionato, la Lazio si trova a nove punti di distanza dal primo posizionamento utile per le competizioni europee, attualmente occupato dal Como.

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