Dopo otto mesi di lavori, la fontana delle Naiadi è tornata a splendere al centro di piazza della Repubblica. Il restauro, promosso dalla sovrintendenza capitolina con i fondi del programma Pnrr – Caput Mundi, ha restituito alla città uno dei monumenti più rappresentativi dell’identità artistica e storica della Capitale. L’intervento, avviato nel settembre del 2024, ha avuto una durata complessiva di 240 giorni per un costo superiore ai 580mila euro.
Il risultato è ora visibile in tutta la sua evidenza: i giochi d’acqua tornano a danzare tra le Naiadi, le superfici scultoree risplendono nella loro originale plasticità, e l’intero impianto monumentale riacquista centralità nel paesaggio urbano, tra la stazione Termini e la basilica di Santa Maria degli Angeli. La conclusione dei lavori è stata celebrata nella serata di martedì 15 luglio alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del sovrintendente ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce, della presidente di Acea Barbara Marinali e dell’amministratore delegato di Areti Raffaele De Marco.
Il restauro si è reso necessario a causa del grave degrado accumulato negli anni. L’esposizione agli agenti atmosferici, unita all’inquinamento prodotto dal traffico, aveva compromesso la leggibilità delle superfici e danneggiato le strutture idrauliche. Le Naiadi, Glauco, i mostri marini e gli animali erano coperti da spesse incrostazioni calcaree e da depositi misti che ne offuscavano i dettagli. L’intervento ha interessato ogni parte del monumento: dalla disinfezione e pulitura delle superfici alla sostituzione delle stuccature e all’applicazione di prodotti protettivi, fino al rifacimento completo dell’impermeabilizzazione delle vasche.
Particolare attenzione è stata dedicata al recupero delle cromie originali del granito rosa e alla valorizzazione dei modellati scultorei. Importanti anche i lavori sugli impianti. Areti ha curato la manutenzione straordinaria dell’illuminazione artistica, intervenendo su oltre cento corpi illuminanti a led da 23 watt e relativi trasformatori, rimuovendo le incrostazioni di calcare. Acea Ato 2 ha invece rifatto l’intero sistema di ricircolo dell’acqua, sostituendo 150 ugelli e 48,5 metri di collettori.
Opera tra le più iconiche del liberty romano, la fontana delle Naiadi venne completata nel 1914 ed è considerata la prima grande realizzazione pubblica dell’era post-unitaria, simbolo della Roma divenuta capitale del Regno d’Italia. Il progetto originario è firmato dall’architetto Alessandro Guerrieri, che concepì un impianto scenografico complesso con oltre 350 zampilli d’acqua. Le sculture in bronzo sono opera di Mario Rutelli, che vi impresse uno stile audace e innovativo. La fontana, incastonata tra alcuni dei monumenti più significativi dell’area – dalle Terme di Diocleziano alla Fontana del Mosè – è stata più volte restaurata nel corso del Novecento, ma il nuovo intervento rappresenta uno dei più completi dall’ultimo importante restauro del 1997-98.
La sua storia affonda le radici nel 1870, quando Papa Pio IX fece collocare una prima fontana provvisoria nel sito attualmente occupato dal monumento ai caduti di Dogali. La versione attuale fu avviata nel 1885 come mostra finale dell’Acqua Pia Antica Marcia, e tra il 1897 e il 1914 venne arricchita dalle celebri sculture di Rutelli. Dopo un primo tentativo con un gruppo scultoreo centrale poi giudicato inadeguato e trasferito a piazza Vittorio, l’artista realizzò l’attuale figura di Glauco, mitico pescatore che abbraccia un delfino, da cui sgorga il potente getto d’acqua centrale.
Oggi, con le Naiadi nuovamente al centro della scena, Roma riscopre uno dei suoi gioielli più affascinanti, riportato alla luce grazie a un’operazione che coniuga tutela del patrimonio e visione contemporanea della città. Ed è solo l'ultimo degli interventi conclusi sulle fontane monumentali della Capitale: nei mesi scorsi sono state riaperte al pubblico, tra le altre, la fontana della Barcaccia a piazza di Spagna, la fontana dei Quattro Fiumi, quella del Nettuno e quella del Moro a piazza Navona, la fontana di piazza di Santa Maria Maggiore, la fontana delle Tartarughe in piazza Mattei e quella in piazza d'Ara Coelie la fontana di Santa Maria in Trastevere.
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