Roma, 2 febbraio 2026
ultime notizie
Cultura

Tutta la politica che c'è nel romanzo di Massimiliano Smeriglio

La chimica, le pagine horror, i toni gialli e l'amore ma anche la ribellione e la dimensione individuale della politica ne «Il legame covalente», il nuovo libro dell'assessore alla Cultura di Roma

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

E’ uno strazio leggere il libro di Massimiliano Smeriglio. Il dolore per la morte di Marcella, moglie del protagonista, - un professore di chimica che non ha mai chiesto troppo alla vita - è duro e asciutto come la forma del racconto.

All’inizio tutto appare incentrato sulla fine di un grande amore. Un amore nutrito dalla condivisione, dai film sul divano e dai piccoli gesti quotidiani che, insieme all’altro, creano un microcosmo speciale, quasi unica ragione di vita. Un amore che rende persino piacevole il lockdown mentre Beatrice, la figlia della coppia, cova rabbia per quell’unione così tranquilla e “normale”.

Le pagine horror, i toni gialli e l'amore

Poi la storia diventa inquietante con pagine horror tra descrizioni dettagliate di elementi chimici e rispettive reazioni e il baratro in cui finisce il protagonista: l’alcol, il gioco, la quasi totale assenza di relazioni sociali, la rabbia che si trasforma in rancore e diventa vendetta. «Il legame covalente» tiene vivo il racconto fino al climax dai toni gialli. Poi il ritmo inizia lentamente calare per lasciare spazio alla riflessione e a un pò di pace per il protagonista, ossessionato dagli elementi chimici, gli unici con cui riesce ad interpretare il mondo. La sua sopravvivenza è merito dell’amore. Un altro tipo di amore.

Se questa non è politica...

Ma non è tutto qui. Se tanti lettori si sono chiesti dove sia la politica in un romanzo, pubblicato con Mondadori e già in ristampa, scritto dall’assessore alla Cultura di Roma - già eurodeputato e punto di riferimento della sinistra romana - la risposta si trova nelle pagine del testo. A cominciare da alcuni comportamenti del protagonista: un uomo che non sembra avere molti sogni ma che instaura con la moglie un legame di complicità, di stima, di rispetto per il suo lavoro. Un uomo che non scappa dinanzi ad una difficoltà insormontabile e all’estenuante impegno di cura durante una terribile malattia: un ruolo spesso affidato alle donne o rappresentato anche in letteratura da figure femminili. Così il libro rimarca da una parte un cambiamento sociale della figura maschile e dall’altra prende le distanze dal machismo e dalla cultura maschilista.

La scuola, il lavoro, i diritti civili

Se questa non è politica allora bisogna addentrarsi tra le pagine de «Il legame covalente» per trovare vari riferimenti a chi muore sul lavoro oppure al primo impiego del protagonista, senza contratto, senza garanzie, senza un sostegno dopo il licenziamento. Per non parlare del suo rapporto con la scuola, dei docenti sottopagati, e di quello che accade lungo il racconto.

Se questa non è politica, andiamo a scoprire la figura di «Rossellona», l’unica che per lungo tempo, nonostante quello che sarebbe chiamato «ritardo mentale», riesce a stare accanto al professore disperato, nei momenti più bui della sua vita. C’è, poi, la compagna di scuola, forse il primo amore, che diventa un’attivista per i diritti civili. C’è il potere economico che controlla quello politico. C’è la debolezza del sindacato e il ricatto del più forte. C’è il tofu e la cucina vegetariana. C’è Beatrice che si ribella e trova la sua strada nell’aiutare altre donne.

La ribellione

La ribellione, in realtà, attraversa tutta la storia: si muove scomposta. Non è definibile nelle categorie politiche che conosciamo ma si manifesta fino in fondo: soprattutto nell’ultimo atto de «Il legame covalente» quando il protagonista- che sembra stare nella mediocrità - compie un gesto rivoluzionario opponendosi al «sistema» che non si occupa della vita, della morte, né della malattia e del dolore. Il suo gesto, tutto da scoprire alla fine del romanzo, è liberatorio e si manifesta senza giudizio e senza ideologia.

Forse questa non è politica nel senso in cui intendiamo la politica: le manifestazioni, i grandi riferimenti ideali, le lotte collettive. Ma è la politica delle scelte quotidiane a volte compiute in solitudine. La politica della dimensione individuale di chi non ha un partito, non segue un leader ma vive nella consapevolezza che agire in un modo invece che in un altro può fare la differenza. Può trasformare la vita (o la morte) di una persona.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice