
Ph: Nick Zonna
Memoria, impegno civile, diritti umani: sono i temi centrali del riconoscimento che accompagna l’uscita in sala di un documentario urgente.
È stato consegnato al regista Simone Manetti, agli autori e ai produttori di «Giulio Regeni - Tutto il male del mondo» il Nastro della legalità 2026, premio dei Giornalisti Cinematografici che accompagnerà nelle sale questo lavoro dedicato alla tragica vicenda dell’uccisione del ricercatore e giornalista italiano. Un film che ricostruisce l’orrore di un caso ancora aperto non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e civile.
La decisione è del Direttivo Nazionale Sngci che da otto anni ha affiancato ai Nastri d’Argento questo riconoscimento speciale, destinato alle opere di cinema di impegno civile. A sottolinearne il valore, a nome del Direttivo, è stata la presidente Laura Delli Colli che, alla presenza dei genitori di Giulio Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballerini, ha consegnato il premio sul palco del Cinema Anteo di Milano.
Il Nastro della legalità è stato dedicato alla memoria di Giulio Regeni e all’intero gruppo di lavoro del documentario, rendendo omaggio anche al coraggio della madre Paola Deffendi e del padre Claudio Regeni, e alla tenacia dell’avvocata Alessandra Ballerini, da dieci anni in prima linea nella battaglia per la giustizia e i diritti civili.
«Giulio Regeni - Tutto il male del mondo» grazie al contributo diretto della famiglia e dell’avvocata, ricostruisce le tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione del ricercatore, ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. Una ricostruzione che, come sottolineano gli autori, «fa emergere responsabilità, omissioni e verità negate».
Scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, il film è prodotto da Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni e da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango. Per la prima volta a raccontare la storia sono i genitori di Giulio: un padre e una madre che nella ricerca costante e dolorosa della verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi.
Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, che ha assistito la famiglia nella lunga battaglia legale culminata nel 2023 con l’avvio del processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Il procedimento, iniziato nella primavera del 2024, dovrebbe arrivare a sentenza entro la fine del 2026.
Dopo l’anteprima a Fiumicello Villa Vicentina il 25 gennaio, il documentario è stato presentato a Milano il 26 gennaio in una serata condotta da Fabio Fazio, collegata con 33 sale italiane e trasmessa in diretta su My Movies.
A seguire, le proiezioni di Roma il 28 gennaio al Nuovo Sacher con Nanni Moretti e di Bologna il 29.
Il film toccherà numerose città del Nordest e uscirà ufficialmente in sala il 2, 3 e 4 febbraio con Fandango.
Dal 18 gennaio al 4 febbraio, nella sala espositiva del Comune di Fiumicello, è allestita la mostra «10 anni in giallo: un’onda d’urto», un percorso tra immagini, oggetti e video che ripercorre dieci anni di memoria e impegno accanto a Giulio Regeni.
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