
A Roma si torna a parlare di patentino per chi porta a spasso cani considerati pericolosi. L’idea era di farlo diventare obbligatorio per tutti i proprietari di certe razze e nelle ultime ore se ne sta discutendo.
Secondo i tecnici della Asl, nella Capitale si contano circa un migliaio di aggressioni di cani all’anno, da quelle lievi alle più serie. Ecco perché il tema del corso formativo per i proprietari è tornato al centro del dibattito.
La legge nazionale, che fa riferimento alle norme del ministero della Salute, dice che il patentino è obbligatorio solo per chi ha già un cane che ha morso o aggredito qualcuno. Per gli altri proprietari, il corso resta volontario e nessuno può imporlo a tutti indistintamente.
In pratica, anche se qualcuno volesse estendere questo obbligo a chiunque abbia un cane «potenzialmente pericoloso», la norma vigente non lo permette.
Durante la commissione Ambiente del comune di Roma, Antonella Pallone della divisione Sanità animale della Asl Roma 2 ha spiegato che il patentino deve restare legato ai casi in cui il cane ha già mostrato comportamenti aggressivi, è così che la legge attuale lo prevede. Secondo lei, si può pensare a corsi volontari e a una lista di formazione consigliata, ma non si può rendere tutto obbligatorio per tutti.
Anche Alessia Liverini, dell’Ordine dei Medici Veterinari, ha ribadito che con le norme di oggi non è possibile imporre alcun obbligo generale.
Negli ultimi anni c’è stato un dibattito acceso sulla sicurezza e sulla responsabilità dei proprietari di cani. Alcuni chiedono misure più forti, altri ricordano che la legge italiana non usa più una lista di razze «pericolose» basata solo sul tipo di cane, ma guarda ai comportamenti individuali e alla responsabilità di chi tiene l’animale.
Mentre il comune di Roma valuta come muoversi, resta aperta la discussione su come migliorare la convivenza tra persone e cani in città, soprattutto per ridurre i casi di aggressioni che ogni anno continuano a verificarsi.
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