
Emergenza abitativa e sfratti senza soluzione. Sono questi i temi al centro del presidio promosso da Unione Inquilini Federazione di Roma, che torna a sollecitare interventi immediati da parte dell’Amministrazione capitolina.
Nella mattinata del 2 febbraio 2026 Unione Inquilini Roma ha promosso un presidio a Piazza Giovanni da Verrazzano, insieme alle famiglie sfrattate e a cittadine e cittadini solidali. L’iniziativa ha portato a un confronto con l’Assessorato e con la Direzione Tecnica del Dipartimento Politiche Abitative del Comune di Roma, aprendo un tavolo di interlocuzione definito «necessario» dall’organizzazione.
Secondo quanto riportato nel comunicato, la mobilitazione nasce dall’aggravarsi dell’emergenza sfratti in città e dalla mancanza di soluzioni strutturali per le famiglie che perdono la casa.
Tra le famiglie presenti al presidio è stato segnalato il caso di Francesca, sfrattata nel mese di gennaio, madre di tre figli, di cui uno con disabilità. Nonostante una posizione alta in graduatoria per l’assegnazione di un alloggio pubblico, la famiglia avrebbe esaurito tutte le risorse disponibili e rischierebbe concretamente di finire in strada.
Una situazione che Unione Inquilini definisce «inaccettabile» e che, secondo l’organizzazione, dimostrerebbe come le dichiarazioni di disponibilità dell’Amministrazione comunale non siano più sufficienti. Il sindacato richiede quindi «soluzioni immediate» mantenendo «il confronto aperto» anche se, secondo gli attivisti, a tempo oramai scaduto.
Nel corso dell’incontro, Unione Inquilini Roma ha ribadito una piattaforma di proposte definita «chiara, praticabile e urgente» per affrontare l’emergenza sfratti che colpisce centinaia di famiglie nella Capitale.
Tra i punti indicati figurano la piena e immediata attuazione della Delibera 185 del 2025, il rafforzamento reale della misura 154 e una programmazione degli sfratti che preveda la valutazione preventiva dei casi più gravi. L’organizzazione chiede inoltre l’attivazione di assegnazioni in deroga per le situazioni di emergenza sociale e l’utilizzo, anche parziale, delle 1.040 case recentemente acquisite o in via di acquisizione, includendo le famiglie già sfrattate e garantendo un effettivo «passaggio da casa a casa».
Nel comunicato si sottolinea come gli sfratti rappresentino «una piaga sociale» e come il diritto all’abitare venga «quotidianamente calpestato», soprattutto nei confronti di famiglie con minori e persone fragili lasciate senza alternative. Una condizione che, secondo Unione Inquilini, «non è più tollerabile».
Da qui il rilancio di una mobilitazione cittadina più ampia sul tema degli sfratti e degli sgomberi. L’obiettivo indicato è «chiaro e non rinviabile»: aumentare subito gli alloggi pubblici, fermare gli sfratti senza soluzione abitativa e garantire una casa a chi oggi vive in una condizione di precarietà.
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