Roma, 30 gennaio 2026
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Femminicidio di Anguillara, i genitori di Carlomagno morti per asfissia. Analisi sulla scatola nera dell'auto

Asfissia da impiccagione per i genitori di Carlomagno. Accertamenti su villetta, azienda e auto con analisi della scatola nera

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 1 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

L’esame autoptico sui corpi dei genitori di Claudio Carlomagno ha confermato che entrambi sono morti per asfissia da impiccagione. È questo l’esito degli accertamenti medico-legali disposti nell’ambito delle attività parallele all’indagine sul femminicidio di Anguillara, in cui è stata uccisa Federica Torzullo.

I due coniugi si sarebbero tolti la vita nel garage della loro abitazione. La Procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio e sono in corso verifiche anche su eventuali pressioni o minacce ricevute, compresi messaggi comparsi sui social.

In una lettera lasciata al figlio minore, i due avrebbero fatto riferimento alla pressione mediatica e ai messaggi di minaccia ricevuti dopo il femminicidio. Gli inquirenti stanno valutando eventuali approfondimenti per risalire agli autori dei contenuti online.

Le indagini dei carabinieri

Sul fronte investigativo relativo all’omicidio, la Procura di Civitavecchia ha disposto una nuova e articolata attività istruttoria affidata ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia e agli specialisti del Ris. Sono previsti accertamenti irripetibili nella villetta teatro del delitto, nell’azienda riconducibile all’indagato e sull’autovettura in uso a Carlomagno.

Particolare attenzione è rivolta alla scatola nera installata sul veicolo, dispositivo elettronico dotato di sistema Gps in grado di fornire dati su percorsi, spostamenti e soste, utile a ricostruire i movimenti nelle ore successive all’omicidio.

Gli investigatori torneranno nell’abitazione per un nuovo sopralluogo, il primo dopo la confessione resa dall’indagato davanti al gip in sede di convalida del fermo. L’obiettivo è approfondire dinamica e tempi dell’aggressione e repertare ulteriori elementi utili alle indagini.

La ricerca dell'arma

Resta centrale anche la ricerca dell’arma del delitto, indicata dall’uomo in un coltello a doppia lama. Secondo quanto riferito, l’aggressione – durata circa 45 minuti – sarebbe iniziata in uno dei bagni della villetta. L’indagato ha dichiarato di essersi poi disfatto dell’arma gettandola in un corso d’acqua non lontano da via Braccianense, ma le ricerche finora effettuate non hanno dato esito. I nuovi sopralluoghi puntano anche a questo recupero.

Parallelamente proseguono gli accertamenti sulla morte dei genitori. L’abitazione è stata posta sotto sequestro e i carabinieri hanno acquisito materiale ora al vaglio.

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