Roma, 24 gennaio 2026
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Femminicidio Anguillara, la ricostruzione del pm: «impulsi incontrollati» e «violenza ostinata»

Queste le parole durissime che arrivano dall’ordinanza firmata dal gip di Civitavecchia Viviana Petrocelli

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 2 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Un omicidio consumato in casa, il tentativo di cancellarne le tracce e una confessione che non attenua la gravità del quadro accusatorio. Emergono nuovi dettagli sul femminicidio di Federica Torzullo, uccisa dal marito Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia. A ricostruire i passaggi chiave della vicenda sono la Procura di Civitavecchia e l’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto il carcere per l’uomo.

Il racconto di Carlomagno: «Il corpo bruciato per errore»

Secondo quanto riferito dal procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori al termine dell’udienza di convalida del fermo, Carlomagno ha sostenuto che l’incendio del corpo della moglie non sarebbe stato intenzionale. L’uomo avrebbe cercato di bruciare i teli utilizzati per tamponare e trasportare la salma, ma le fiamme si sarebbero propagate accidentalmente anche al corpo di Federica Torzullo. Una versione che resta al vaglio degli inquirenti nell’ambito dell’accusa di femminicidio e occultamento di cadavere.

L’omicidio avvenuto in bagno

La Procura ha inoltre chiarito il luogo in cui si è consumata l’aggressione mortale. «L’aggressione è avvenuta in maniera esclusiva solo in bagno», ha spiegato Liguori, delimitando con precisione la scena del delitto all’interno dell’abitazione. Un elemento che rafforza l’ipotesi di una violenza concentrata in un unico spazio domestico.

La negazione: «Mai saputo di una relazione»

Nel corso dell’udienza, Carlomagno ha risposto anche alle domande su una possibile relazione extraconiugale della moglie. Alla domanda se ne fosse a conoscenza, ha dichiarato di no, affermando di non averlo mai saputo. Una presa di posizione che esclude, almeno nella sua versione, moventi legati alla gelosia.

L’ordinanza del gip: nessun controllo degli impulsi

Parole durissime arrivano dall’ordinanza firmata dal gip di Civitavecchia Viviana Petrocelli. Secondo il giudice, Carlomagno «non ha mostrato alcuna capacità di autocontrollo e di contenimento dei propri impulsi», manifestando invece «una particolare ostinazione nella condotta delittuosa», sia per la violenza esercitata durante l’omicidio, sia per le successive azioni volte a ostacolare il ritrovamento del corpo.

Custodia cautelare in carcere

Per il gip sussistono pienamente le esigenze cautelari indicate dalla Procura, sia per il pericolo di inquinamento probatorio sia per il rischio di reiterazione di reati della stessa specie. Durante l’udienza di convalida del fermo, Claudio Carlomagno ha confessato il delitto. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda che ha portato alla morte di Federica Torzullo-

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