Roma, 10 marzo 2026
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Cinecittà, blitz della Finanza per l'inchiesta bilanci falsificati. Acquisiti documenti sulle produzioni di «M il figlio del secolo» e «Queer»

Nel mirino dei magistrati c’è l’ex amministratore delegato Nicola Maccanico, che ha lasciato l’incarico nel giugno 2024, e il dirigente responsabile dei documenti contabili Claudio Ranocchi

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Cinecittà, blitz della Finanza per l'inchiesta bilanci falsificati. Acquisiti documenti sulle produzioni di «M il figlio del secolo» e «Queer»

Mattinata di verifiche negli studi di Cinecittà, dopo che i militari della Finanza hanno acquisito documenti nella sede della società nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Roma sui conti degli anni 2022 e 2023.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire come sono stati registrati alcuni ricavi e costi nei bilanci della società e quali rapporti economici ci siano stati con la casa di produzione The Apartment e con la controllante Fremantle Italy, in particolare per alcune grandi produzioni girate negli studi romani.

L’ipotesi dei pm, ricavi gonfiati e perdite nascoste

L’indagine riguarda le modalità con cui sarebbero stati redatti i bilanci della società negli anni 2022 e 2023.

Nel mirino dei magistrati c’è l’ex amministratore delegato Nicola Maccanico, che ha lasciato l’incarico nel giugno 2024, e il dirigente responsabile dei documenti contabili Claudio Ranocchi. I pm contestano ai due il reato di false comunicazioni sociali.

Secondo l’accusa, nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2022 sarebbero stati inseriti «fatti materiali rilevanti non corrispondenti al vero». In particolare, gli investigatori ritengono che nel conto economico siano stati indicati ricavi non realmente conseguiti per circa 2,4 milioni di euro.

Una parte – circa 1,7 milioni – sarebbe stata registrata come ricavo del 2022 pur essendo in realtà riferita all’anno successivo. Allo stesso tempo non sarebbe stata contabilizzata una nota di credito da 662 mila euro relativa allo stesso esercizio. Secondo i pm, queste operazioni avrebbero portato a indicare un utile di oltre 1,8 milioni di euro che in realtà non esisteva, nascondendo invece una perdita superiore ai 500 mila euro.

Contestazioni anche sul bilancio 2023

Le stesse ipotesi vengono mosse anche per il bilancio del 2023, nell’inchiesta condotta dal pm Giorgio Orano e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini.

In questo caso, secondo i magistrati, nel conto economico sarebbero stati indicati ricavi non conseguiti per oltre 2,4 milioni di euro. La cifra sarebbe legata a una nota di credito emessa nei confronti di Fremantle Italy, registrata nel 2024 ma riferita a sconti sui fatturati relativi all’anno precedente.

Sempre nel bilancio 2023, l’accusa sostiene che sarebbero stati indicati costi molto più bassi rispetto a quelli realmente sostenuti per la realizzazione di scenografie legate ad alcune produzioni cinematografiche. Si tratta di lavori realizzati tramite contratto con The Apartment.

Secondo i pm, dopo l’acquisto delle scenografie questi costi sarebbero stati eliminati e trasformati in attività patrimoniali senza una perizia di valutazione, facendo apparire il bilancio più positivo di quanto fosse realmente. In questo modo sarebbe stato indicato un utile di circa 1,3 milioni di euro mentre la perdita effettiva, secondo l’accusa, sarebbe stata di circa 6,7 milioni.

Le produzioni al centro delle verifiche

Le verifiche della Guardia di Finanza riguardano anche la documentazione relativa ad alcune delle principali produzioni girate negli ultimi anni negli studi romani.

Tra queste la serie M. Il figlio del secolo, tratta dal romanzo di Antonio Scurati e diretta da Joe Wright, con Luca Marinelli nel ruolo di Benito Mussolini.

Sotto esame anche il film Queer di Luca Guadagnino, tratto dalle opere di William S. Burroughs e interpretato da Daniel Craig e Drew Starkey, oltre al film Finalmente l'alba diretto da Saverio Costanzo.

La posizione della società

Cinecittà ha confermato la presenza della Guardia di Finanza nella sede della società. In una nota ufficiale ha spiegato: «Questa mattina, nell’ambito del filone di indagine risalente al periodo 2022-23, la Guardia di Finanza si è presentata presso la nostra sede per acquisire documentazione necessaria ad accertamenti».

La società ha aggiunto di aver garantito «la massima, piena e utile collaborazione» con gli investigatori.

L’indagine è ancora nella fase preliminare e dovrà chiarire nel dettaglio i rapporti economici tra la società degli studios e le produzioni coinvolte, oltre alla correttezza dei bilanci relativi agli ultimi anni di gestione.

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