
Dopo il crollo di tre pini nel giro di un mese lungo via dei Fori Imperiali, l’ultimo dei quali ha portato alla chiusura della strada per motivi di sicurezza, il Campidoglio accelera sul fronte delle decisioni. Nella mattinata di martedì 3 febbraio si è riunito in Campidoglio un tavolo tecnico-scientifico di altissimo livello per affrontare l’emergenza legata alla stabilità delle alberature nell’area archeologica centrale.
Il confronto è stato convocato a seguito del provvedimento dei vigili del Fuoco che ha disposto la chiusura di via dei Fori Imperiali, dopo una serie di cedimenti che hanno riacceso l’allarme sulla tenuta dei pini storici della zona.
Alla riunione hanno partecipato l’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi, affiancata dai dirigenti e funzionari del dipartimento Tutela ambientale, il direttore generale di Roma Capitale Albino Ruberti e i rappresentanti delle principali istituzioni coinvolte nella tutela, nella sicurezza e nella gestione dell’area.
Seduti allo stesso tavolo, oltre all’amministrazione capitolina, c’erano la Soprintendenza speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il Parco archeologico del Colosseo, i Vigili del Fuoco, il Comando regionale dei Carabinieri Forestali, il Crea – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, l’Orto Botanico dell’Università La Sapienza, il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, gli ordini professionali di agronomi e agrotecnici e i progettisti del Carme.
Un confronto definito «molto partecipato», nel quale tutti i presenti hanno portato contributi tecnici, scientifici e operativi, concordando sulla necessità di interventi urgenti per garantire la sicurezza di cittadini e turisti.
Secondo quanto emerso, la situazione è il risultato di una combinazione di fattori: gli effetti del cambiamento climatico, con l’alternanza di lunghi periodi di siccità e piogge intense concentrate in pochi giorni, l’età molto avanzata degli alberi – compresa tra i 120 e i 130 anni – e le conseguenze degli interventi antropici accumulati nel corso dei decenni.
Un insieme di elementi che ha prodotto una fragilità strutturale tale da non poter essere completamente esclusa o prevenuta attraverso i soli strumenti ordinari di monitoraggio e manutenzione.
Da giorni è attiva una task force del d oh ipartimento capitolino Ambiente, impegnata in prove di trazione statiche e dinamiche, verifiche sulla stabilità dei terreni e delle aiuole e analisi puntuali sulle alberature. Gli accertamenti sono affiancati anche da approfondimenti con air spade per valutare in modo più accurato lo stato degli apparati radicali.
La prima decisione assunta dal tavolo è stata quella di affiancare alla task force comunale una delegazione di esperti esterni per effettuare sopralluoghi congiunti e accelerare le valutazioni. L’obiettivo è arrivare, nel giro di pochi giorni, a stabilire se sia possibile intervenire in modo selettivo oppure se procedere con un nuovo piano di sostituzione dei pini più vetusti con esemplari giovani e di età differenziata.
Una soluzione già adottata in altri contesti sensibili, come piazza San Marco e via di San Gregorio, nel rispetto dei vincoli presenti sull’area dei Fori Imperiali.
Entro pochi giorni è attesa una decisione finale che porterà ai primi interventi concreti, anche alla luce del maltempo di queste ore, che rischia di aggravare ulteriormente la condizione dei terreni già fortemente inzuppati.
«Ringrazio tutti i partecipanti al tavolo di oggi – ha dichiarato l’assessora Sabrina Alfonsi – che ci hanno consentito un confronto di altissimo livello professionale e scientifico». Secondo l’assessora, «tutti sono consapevoli di trovarsi di fronte a una situazione eccezionale».
Nell’area dei Fori Imperiali e nei dintorni, ha ricordato, sono presenti «circa 50 pini con oltre 120 anni di età, curati negli ultimi anni nel migliore dei modi, che hanno superato varie prove di trazione e che appaiono sani», ma che hanno subito «lo stress di decenni di impatto antropico a livello delle radici».
«Da domani (mercoledì 4 febbraio, ndr) – ha concluso Alfonsi – con il contributo di tutte le competenze riunite oggi, avvieremo sopralluoghi congiunti per monitorare il processo di verifica in corso, tenendo conto in particolare degli effetti delle piogge e della tenuta delle radici, e modulare in modo coerente con la tutela della pubblica incolumità la procedura di sostituzione degli alberi a rischio».
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