
Si è svolto martedì 3 febbraio in Corte d’Appello l’incontro conclusivo del ciclo 2025 dell’Osservatorio della Giustizia di comunità, presieduto dalla presidente della Corte d’Appello, Roberta Palmisano, dedicato al tema «Roma e la criminalità organizzata: dialogo e proposte». Al confronto ha preso parte anche l’assessore capitolino alle Periferie, Pino Battaglia, che ha richiamato l’attenzione sulla complessità delle situazioni presenti in alcuni quartieri della città, a partire dal Quarticciolo, evidenziando la necessità di un lavoro comune e integrato tra istituzioni e territori.
Nel corso del confronto è emersa la necessità di un approccio multilivello per affrontare la presenza della criminalità organizzata nelle aree più fragili della Capitale. Battaglia ha sottolineato come gli interventi repressivi e le sole risorse economiche non possano essere sufficienti senza una visione complessiva capace di incidere sulle condizioni sociali ed economiche dei territori più esposti.
«Le risorse economiche e gli interventi di riqualificazione urbana sono fondamentali – ha evidenziato l’assessore – ma da soli non sono sufficienti. La criminalità organizzata trova spazio dove mancano servizi, lavoro e prospettive. È su questi vuoti che bisogna intervenire, con politiche strutturali e di lungo periodo». Roma Capitale intende collegare gli investimenti infrastrutturali, anche attraverso i fondi del Pnrr, a progetti di sviluppo sociale ed economico, puntando sul potenziamento dei servizi pubblici, sul sostegno all’occupazione e sulla creazione di spazi dedicati alla formazione e all’impresa, oltre al rafforzamento della rete territoriale.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’abitare e alla gestione del patrimonio pubblico, con l’obiettivo di superare modelli che concentrano il disagio e promuovere un tessuto residenziale più equilibrato. «È una sfida – ha concluso Battaglia – che non si vince nel breve periodo. Servono scelte coerenti, una strategia condivisa e un lavoro integrato tra tutti i livelli istituzionali e il territorio. L’obiettivo è ricostruire la comunità, perché senza comunità non può esserci sicurezza né sviluppo».
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