
La Regione Lazio ha ottenuto il primo premio al contest nazionale «PA OK! Insieme per creare valore pubblico» con il progetto «Centri polivalenti per giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico ed altre disabilità con bisogni complessi», nell’area tematica «Innovazione sociale, inclusione, fragilità».
La premiazione si è svolta a Roma nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica e realizzata da Formez, con il contributo scientifico della SDA Bocconi School of Management. Al contest hanno partecipato 208 pubbliche amministrazioni di tutta Italia, con oltre 275 progetti presentati e suddivisi in sette aree tematiche, per valorizzare iniziative capaci di distinguersi per innovazione, impatto concreto sulla vita delle persone e replicabilità dei modelli.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Massimiliano Maselli, che ha parlato di un modello «che funziona ed è facilmente replicabile». L’assessore ha annunciato di aver rifinanziato l’iniziativa con 5 milioni di euro di fondi FSE+, risorse che «consentiranno a breve l’apertura di 10 nuovi Centri Polivalenti, dando vita a una rete regionale».
La nuova fase sperimentale sarà caratterizzata, secondo quanto dichiarato, anche «dall’uso delle nuove tecnologie per sviluppare servizi innovativi, dalla messa in trasparenza e valorizzazione delle competenze – fino alla loro validazione e certificazione – e dal rafforzamento della collaborazione con scuole, università e Centri per l’Impiego», con l’obiettivo di ampliare le opportunità di inclusione sociale e lavorativa. Il riconoscimento nel contest, ha aggiunto Maselli, «conferma il valore strategico del modello dei Centri Polivalenti come buona pratica nazionale replicabile».
La direttrice regionale per l’Inclusione sociale, Ornella Guglielmino, ha spiegato che con il premio «viene riconosciuto alla Regione Lazio il merito di aver realizzato uno dei sette progetti più significativi, a livello nazionale, per l’amministrazione pubblica e la sua modernizzazione».
Il progetto, ha aggiunto, propone «una metodologia efficace per realizzare un cambio di paradigma importante: dal servizio standardizzato al progetto di vita personalizzato», costruito insieme a giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico e altre disabilità con bisogni complessi, con il coinvolgimento delle famiglie e reti territoriali integrate che comprendono oltre 150 partner pubblici e privati.
Nel corso dell’intervento sono stati inoltre ringraziati Ilaria Marchetti e Silvano De Iesu per il contributo alla realizzazione del progetto.
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