
Sarà un «grande corteo nazionale» quello indetto per il 19 settembre dagli attivisti di Spin Time, il palazzo occupato nel 2013 e sgomberato a seguito di un principio d’incendio il 29 luglio scorso.
Chiamando a raccolta attivisti e simpatizzanti dell’esperienza collettiva legata al palazzo ex sede Inpdap, il corteo anticipa una grande assemblea nazionale prevista per il giorno dopo, il 20 settembre. Nel frattempo, il ricollocamento delle persone che vivevano all’interno del palazzo continua.
Secondo quanto annunciato dagli attivisti, la manifestazione del 19 settembre partirà dai cancelli dell'edificio di via Santa Croce in Gerusalemme, all'Esquilino, con l'intenzione di raggiungere la sede di Investire Sgr, la società di gestione del risparmio proprietaria dello stabile.
«Spin Time non è finito con quel rifiuto, e quel cancello non rimarrà chiuso», sostengono gli attivisti dopo il mancato accordo tra il Campidoglio e la proprietà.
Roma Capitale aveva infatti avanzato una proposta per acquisire l'immobile, accompagnandola con l'ipotesi di un accordo transitorio che avrebbe consentito al Comune di effettuare gli interventi necessari alla messa in sicurezza e, nelle intenzioni dell'amministrazione, permettere un progressivo rientro degli abitanti.
Investire Sgr ha respinto quella soluzione. La società ha motivato il proprio no al rientro sostenendo che le condizioni dell'edificio non consentissero di ripristinare in tempi brevi i requisiti di sicurezza e agibilità necessari per un utilizzo abitativo. La proprietà aveva comunque dichiarato la disponibilità a proseguire il confronto con il Comune per una possibile cessione dello stabile.
L'emergenza è iniziata nella notte del 29 luglio, quando un incendio all'interno dell'edificio ha portato all'evacuazione e al successivo sequestro dello stabile. Nei giorni immediatamente successivi centinaia di persone hanno dormito in tende, brandine e sistemazioni di fortuna lungo via Santa Croce in Gerusalemme e negli spazi messi a disposizione dalla rete solidale del quartiere.
Da allora il Campidoglio ha avviato il ricollocamento degli ex residenti in strutture temporanee. Il 10 agosto erano state individuate soluzioni per circa 120 persone, mentre una parte degli abitanti continuava a rimanere nel presidio all'esterno dell'ex occupazione.
Il numero è progressivamente aumentato fino alle 269 persone ricollocate indicate nell'aggiornamento del 19 agosto. A oggi mancherebbero quindi da collocare circa 40 persone.
Per la comunità il trasferimento resta però una soluzione provvisoria. «Spin Time rimane il nostro orizzonte politico», ribadiscono gli attivisti, che intendono utilizzare gli appuntamenti del 19 e 20 settembre per riportare al centro della discussione non soltanto il futuro del palazzo, ma più in generale le politiche abitative e urbanistiche della Capitale.
Il 24 agosto ci sarà inoltre un nuovo tavolo con il Comune, in cui gli attivisti porteranno proposte su altri spazi e sul futuro pubblico del palazzo.
Intanto su via di Santa Croce in Gerusalemme continua il presidio permanente di fronte all’ingresso dello stabile. Come ricordato più volte dagli attivisti, questo verrà prolungato fin quando non verranno allocati tutti gli ex residenti.
Continuano quindi le attività quotidiane organizzate sulla via, che comprendono momenti di confronto e dibattito seguiti da proiezioni di film o attività di svago. Una volta terminata la ricollocazione di tutti gli abitanti di Spin Time, gli attivisti stanno pensando a una nuova formula per mantenere il presidio permettendo la riapertura della via.
Tra queste, la possibilità di “esternalizzare” tutti quei servizi che prima si garantivano all’interno del palazzo, come lo sportello legale o quello dedicato al lavoro.
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