Roma, 3 ottobre 2026
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I romani e l’intelligenza artificiale: al via il nuovo sondaggio di “Roma, che dici?”

Il secondo appuntamento dell’Osservatorio permanente de La Capitale, realizzato in collaborazione con Troisi Ricerche, misura quanto i cittadini usano l’AI, quanta autonomia sarebbero disposti ad affidare agli “agenti” digitali e come giudicano i rischi segnalati dagli stessi protagonisti del settore

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Immagine realizzata con il supporto di intelligenza artificiale

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Scrivere un testo, preparare un esame, cercare un’informazione, organizzare il lavoro: in pochi anni l’intelligenza artificiale è entrata nella vita quotidiana di milioni di persone. E una nuova generazione di sistemi promette di fare un passo in più.

Gli “agenti” di intelligenza artificiale non si limitano a rispondere alle domande: possono svolgere attività per conto delle persone, attraverso strumenti e servizi digitali, come prenotare un appuntamento, inviare una e-mail, completare un acquisto o presentare una pratica.

Quanto si fidano i romani di queste tecnologie? Fino a che punto sarebbero disposti a delegare? E quali garanzie chiedono perché la persona resti al comando?

Sono le domande al centro del nuovo sondaggio di “Roma, che dici?”, l’Osservatorio permanente con cui La Capitale, insieme a Troisi Ricerche, misura l’opinione dei cittadini della Capitale sui grandi temi dell’attualità.

Logo Troisi Ricerche

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Dopo i social e i minori, l’intelligenza artificiale

Il primo sondaggio dell’Osservatorio, pubblicato il 10 agosto, era dedicato all’accesso dei minori ai social network: quasi il 90% degli intervistati si era detto favorevole a una legge che vieti i social agli under 15, ma con un giudizio molto più prudente sulla reale efficacia di un divieto e una richiesta chiara di controlli, educazione digitale e maggiori responsabilità per le piattaforme.

Il secondo appuntamento resta nel campo del rapporto tra cittadini e tecnologie, ma sposta lo sguardo su un tema destinato a cambiare il lavoro, i servizi e il rapporto con le istituzioni: l’uso, la fiducia e il controllo dell’intelligenza artificiale.

Che cosa chiederemo ai romani

La prima parte del questionario misura il rapporto quotidiano con l’AI: con quale frequenza, nell’ultimo mese, gli intervistati hanno utilizzato consapevolmente un assistente di intelligenza artificiale, quale impatto si aspettano sulla società nei prossimi dieci anni e se conoscono gli agenti AI.

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Agli intervistati sarà poi chiesto quale livello di autonomia concederebbero a un agente in cinque situazioni concrete: prenotare un appuntamento, inviare una e-mail a proprio nome, fare un acquisto entro un budget, presentare una pratica a un ente pubblico ed eseguire un pagamento dal proprio conto. Le possibilità vanno dal non utilizzare affatto l’AI al lasciarla agire entro limiti concordati, passando per i semplici suggerimenti e per l’approvazione preventiva di ogni operazione.

Una seconda sezione riguarda preoccupazioni e opportunità: dalla perdita di posti di lavoro alle notizie false, dalle truffe all’uso dei dati personali, dalla concentrazione del potere in poche aziende al rischio di sistemi autonomi difficili da controllare; e, sul versante dei benefici, la ricerca di nuove cure, la semplificazione della burocrazia, lo studio, l’autonomia delle persone con disabilità e l’ambiente.

L’appello dei protagonisti dell’AI

Il sondaggio dedica un approfondimento a un fatto che ha fatto discutere in tutto il mondo. Il 30 maggio 2023 il Center for AI Safety ha diffuso una dichiarazione di una sola frase: ridurre il rischio di estinzione legato all’intelligenza artificiale dovrebbe essere una priorità globale, al pari di altri rischi su scala sociale come le pandemie e la guerra nucleare. Tra i firmatari figurano ricercatori di primo piano e i vertici di alcune delle principali aziende del settore, tra cui Sam Altman (OpenAI), Demis Hassabis (Google DeepMind) e Dario Amodei (Anthropic).

L’appello riguarda un rischio da prevenire: non afferma che questo esito sia inevitabile né indica quando potrebbe verificarsi. Ai romani chiederemo se avevano già sentito parlare di dichiarazioni di questo tipo, quanto ritengono plausibile un rischio così estremo nei prossimi vent’anni, come cambia la loro fiducia nelle aziende quando sono i loro stessi dirigenti a lanciare l’allarme e quali motivazioni vedono dietro queste prese di posizione.

Chi controlla l’intelligenza artificiale

L’ultima parte del questionario riguarda fiducia e garanzie: quanta fiducia hanno i cittadini nelle aziende, nelle università, nelle autorità italiane, nelle istituzioni europee e negli organismi internazionali come garanti della sicurezza dei sistemi di AI; se accetterebbero di ritardare l’arrivo di un nuovo sistema per consentire verifiche indipendenti; quali tutele considerano indispensabili quando un agente può compiere operazioni con conseguenze sulle persone.

C’è infine una domanda che riguarda direttamente la città: se Roma Capitale introducesse un assistente di intelligenza artificiale per aiutare i cittadini a presentare una pratica, quale modalità preferirebbero, dal servizio gestito soltanto da persone fino all’invio affidato all’AI entro limiti stabiliti dal cittadino. E una domanda aperta, facoltativa, lascia ai romani la parola: che cosa chiederebbero, potendo, a chi guida le aziende di intelligenza artificiale?

Le nuove regole in Italia e in Europa

Il sondaggio arriva in una fase in cui le regole stanno prendendo forma. L’Italia si è dotata di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale, la legge n. 132 del 2025, in vigore dall’ottobre dello scorso anno, che affianca il Regolamento europeo sull’AI (AI Act). In Europa, dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza, tra cui quello di informare le persone quando interagiscono con determinati sistemi di AI e di rendere riconoscibili i contenuti generati o manipolati artificialmente. Con il pacchetto di semplificazione noto come “AI Omnibus”, in vigore dal 27 luglio 2026, sono invece slittate al dicembre 2027 e all’agosto 2028 le scadenze per i sistemi classificati ad alto rischio.

Leggi e scadenze, però, raccontano soltanto una parte della storia. L’altra parte è la fiducia dei cittadini: senza di essa nessuna innovazione, nemmeno nei servizi pubblici, può davvero funzionare.

Il campione

La rilevazione sarà condotta da Troisi Ricerche con metodo CAWI, cioè attraverso la compilazione online del questionario da parte di intervistati appartenenti a panel qualificati. Saranno intervistate 1’000 persone maggiorenni residenti nel Comune di Roma, selezionate per quote di genere, età e area di residenza nella Capitale. I risultati saranno ponderati sulla popolazione residente sulla base dei dati anagrafici di Istat e Roma Capitale.

Con 1’000 interviste il margine d’errore teorico massimo è pari a ±3,1%, con un livello di confidenza del 95%. I risultati saranno pubblicati su La Capitale con grafici, analisi e la nota metodologica completa.

Scheda metodologica

Universo di riferimento: residenti maggiorenni nel Comune di Roma

Numero di interviste: 1’000

Metodo di rilevazione: CAWI su panel online qualificati

Costruzione del campione: quote per genere, età e area di residenza a Roma

Ponderazione: popolazione residente maggiorenne, dati anagrafici di Roma Capitale al 31 dicembre 2024

Margine d’errore teorico massimo: ±3,1% con livello di confidenza del 95%

Periodo di rilevazione: 30/09/2026-6/10/2026

Istituto di ricerca: Troisi Ricerche

Committente: La Capitale

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