Roma, 18 agosto 2026
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L’acquisto pubblico dello Spin Time diventa la priorità del collettivo dopo lo stop alla trattativa

Il team legale della comunità indica nell’acquisto da parte di Roma Capitale la via principale e propone l’esproprio come strumento di riserva. Sistemate 245 persone

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 5'
L'ingresso di Spin Time nella notte del 30 luglio 2026 (La Capitale)

L'ingresso di Spin Time nella notte del 30 luglio 2026 (La Capitale)

L’acquisto pubblico dell’immobile di Spin Time deve diventare la priorità per il Campidoglio dopo lo stop, almeno per il momento, alla trattativa con Investire SGR. È la posizione espressa dalla comunità di via di Santa Croce in Gerusalemme in una nota di approfondimento giuridico realizzata con "Scomodo" e con il supporto del proprio team legale.

Nello stesso giorno arriva anche un aggiornamento sulla situazione degli ex occupanti: secondo il Comitato Spin Time sono state trovate sistemazioni temporanee per 245 persone, quattro in più rispetto al 16 agosto.

«Oggi la battaglia principale è l’acquisto pubblico», sostiene la comunità, chiedendo al Campidoglio di trasformare il ritorno dell’immobile in mani pubbliche in «un obiettivo politico di primaria importanza per Roma».

I due sequestri che gravano sull’immobile

Il documento ricostruisce innanzitutto la situazione giudiziaria del palazzo, attualmente sottoposto a due distinti sequestri penali, entrambi eseguiti il 30 luglio.

Il primo è un sequestro preventivo disposto nel 2020 nell’ambito del procedimento per invasione di edifici, mentre il secondo è un sequestro probatorio legato all’indagine per incendio colposo a carico di ignoti.

Secondo il team legale di Spin Time, questi provvedimenti impediscono a Roma Capitale di disporre materialmente dell’immobile, autorizzarne il rientro o utilizzarlo finché restano in vigore. I legali sostengono però che i sequestri non impediscano di avviare il percorso amministrativo e negoziale necessario per un’eventuale acquisizione pubblica.

Perché Spin Time esclude la requisizione

La comunità analizza tre possibili strumenti: requisizione, esproprio e acquisto. La prima strada viene giudicata «non percorribile» dal team legale.

Tra le ragioni indicate c’è innanzitutto la competenza sulla requisizione, che secondo la ricostruzione giuridica spetterebbe in primo luogo al prefetto e solo in via sussidiaria al sindaco. A questo si aggiunge la presenza dei sigilli penali, che impedisce una disponibilità immediata dell’edificio.

Il documento sostiene inoltre che per mettere in sicurezza il palazzo dopo l’incendio sarebbero necessari circa due mesi di lavori. Una tempistica che, secondo i legali, renderebbe la requisizione inadatta a rispondere immediatamente all’emergenza abitativa.

L’esproprio resta come soluzione di riserva

Diverso il ragionamento sull’esproprio ordinario. La comunità lo considera uno strumento giuridicamente utilizzabile, ma sottolinea come la procedura possa richiedere tempi molto lunghi.

Secondo la nota, il percorso passa attraverso vincoli preordinati, dichiarazione di pubblica utilità, stima delle indennità, contraddittorio ed eventuali varianti urbanistiche, con tempi che potrebbero arrivare fino a cinque anni per il decreto definitivo.

Anche l’esproprio d’urgenza viene considerato problematico a causa dei tempi e della presenza del sequestro penale. La comunità chiede comunque al Comune di avviare gli atti preparatori alla dichiarazione di pubblica utilità, predisponendo un progetto di recupero dell’immobile e di destinazione a edilizia residenziale pubblica.

L’obiettivo sarebbe quello di costruire un’alternativa concreta qualora Investire SGR dovesse interrompere definitivamente il confronto o, secondo quanto sostenuto dal collettivo, adottare strategie dilatorie.

La richiesta al Campidoglio: chiudere l’acquisto in pochi mesi

La strada considerata prioritaria resta quindi quella della compravendita. Per Spin Time l’acquisizione da parte di Roma Capitale potrebbe permettere di raggiungere una soluzione in tempi compatibili con le esigenze delle famiglie, evitando la loro dispersione sul territorio.

«Chiediamo a Roma Capitale di utilizzare tutta la propria forza politica e negoziale per chiudere la vendita in pochi mesi e riformulare una proposta per destinare il palazzo a case popolari», si legge nella nota.

La comunità rivendica inoltre una scelta politica più ampia sul patrimonio immobiliare della città. Secondo Spin Time, l’acquisto dello stabile dovrebbe diventare un precedente nella gestione delle grandi proprietà immobiliari della Capitale e consentire di mantenere nell’edificio le funzioni abitative e sociali sviluppate negli anni.

Nel frattempo prosegue la ricerca di soluzioni per le persone rimaste fuori dall’immobile. Alla sera del 17 agosto il Comitato Spin Time riferisce che 245 persone hanno trovato una sistemazione temporanea, quattro in più rispetto al giorno precedente.

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