
Restaurare una pellicola e riavvolgere il filo rosso della Storia tra le strade del proprio Paese per raccontarlo ancora, dopo cinquant'anni. Lunedì 13 luglio Robert De Niro sarà in piazza San Cosimato, a Trastevere, per presentare la versione restaurata di Novecento, il grande affresco storico diretto da Bernardo Bertolucci e uscito in sala nel 1976.
A cinquant’anni dalla prima apparizione nelle sale, il film rivivrà restaurato sotto il cielo di Roma, proprio nel rione in cui Bertolucci abitava e aveva intrecciato una parte della sua vita personale e artistica. Un legame che rende la serata qualcosa di più di una proiezione: un ritorno nei luoghi del regista, e un omaggio affidato a uno dei protagonisti della sua opera più monumentale.
L’appuntamento fa parte della dodicesima edizione de Il Cinema in Piazza, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Piccolo America. L’ingresso sarà libero e gratuito fino a esaurimento dei posti.
Per la Fondazione la presenza dell’attore statunitense è un «regalo alla città, alla quale saremo sempre grati e leali per l’affetto e la vicinanza dimostrati».
In Novecento, Robert De Niro interpreta Alfredo Berlinghieri, erede di una famiglia di proprietari terrieri. Al suo fianco, Gérard Depardieu è Olmo Dalcò, figlio di contadini.
Nati nello stesso giorno ma separati dalla condizione sociale, Alfredo e Olmo attraversano insieme e da fronti opposti le lotte nelle campagne, le disuguaglianze, l’ascesa del fascismo e le trasformazioni dell’Italia del ventesimo secolo. La loro amicizia diventa il filo di un racconto epico, politico e sentimentale, nel quale il destino individuale si misura continuamente con quello collettivo.
A dialogare con De Niro in piazza San Cosimato saranno Antonio Monda, scrittore, docente e studioso del cinema, e Valerio Carocci, presidente della Fondazione Piccolo America.
Bernardo Bertolucci viveva nel rione e proprio qui, nel 2017, presentò Ultimo tango a Parigi davanti al pubblico di una piazza gremita.
Il regista, scomparso nel 2018, è stato tra i primi esponenti del cinema italiano a sostenere la battaglia del Cinema America per la difesa degli spazi culturali della Capitale. Una mobilitazione condivisa anche da figure come Ettore Scola, Ugo Gregoretti e Francesco Rosi. Per la Fondazione Piccolo America, ricordare Bertolucci significa anche ribadire il valore sociale dei luoghi aperti alla comunità:
«Una democrazia vive soltanto se tutela l’interesse pubblico: con meno rendita, meno cemento e più piazze, cinema, biblioteche, teatri, scuole e luoghi culturali capaci di favorire il confronto e ricucire le fratture sociali».
Il ritorno di Novecento diventa così una riflessione sull’eredità culturale del suo autore e sui temi che attraversano il film: il conflitto sociale, il potere, la partecipazione popolare e la capacità della cultura di costruire uno spazio comune.
Anche piazza San Cosimato è parte della storia. Nel 2012, da Trastevere partì l’occupazione dell’ex Cinema America, intrapresa da un gruppo di giovani per impedirne la demolizione e la trasformazione in parcheggi e appartamenti.
Negli anni la piazza è diventata uno dei luoghi simbolo del cinema all’aperto a Roma. Ha ospitato autori, attori e spettatori provenienti da tutto il mondo.
L’arrivo di De Niro aggiunge ora un nuovo capitolo a questa storia: una star internazionale, un film che racconta un intero secolo proiettato nel rione scelto da Bertolucci come casa.
Alla proiezione sono stati invitati il sindaco Roberto Gualtieri, che proprio lo scorso novembre ha consegnato all'attore la Lupa Capitolina, e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Carocci ha auspicato un incontro - dopo i risentimenti dei giorni scorsi - e per
«esporre la nostra più sincera gratitudine all’amministrazione comunale per aver reso possibile il proseguimento de Il Cinema in Piazza, anche negli anni in cui gli altri enti hanno smesso di finanziarlo».
La manifestazione terminerà martedì 14 luglio con la proiezione del secondo atto del lungometraggio. L’ultima notte dell’estate sotto le stelle chiuderà il viaggio cominciato cinquant’anni fa e, forse, qualche discussione romana dall'appassionato sapore novecentesco.
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