
Centoventi tra educatrici, insegnanti e coordinatori pedagogici di Roma Capitale sono in questi giorni a Reggio Emilia per un percorso di formazione dedicato al sistema educativo 0-6 anni. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato capitolino alla Scuola, punta a rafforzare la qualità dei servizi educativi attraverso il confronto con il Reggio Emilia Approach, uno dei modelli pedagogici più apprezzati e studiati a livello internazionale. La delegazione è ospite del Centro Internazionale Loris Malaguzzi nell’ambito del progetto “In dialogo con l’esperienza educativa dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Reggio Emilia”.
Il percorso è stato organizzato in collaborazione con la Fondazione Reggio Children e con l’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia. Il programma prevede momenti di approfondimento pedagogico, confronti tra professionisti e visite ai servizi educativi cittadini, tra cui il nido d’infanzia “Nilde Iotti”, ispirato al Reggio Emilia Approach di Loris Malaguzzi, e la scuola dell’infanzia “Robinson”, la prima scuola dell’infanzia comunale d’Italia. L’obiettivo è consentire al personale romano di osservare da vicino metodologie educative, organizzazione degli spazi e progettualità che hanno reso il modello reggiano un punto di riferimento internazionale.
Il Reggio Emilia Approach rappresenta una delle esperienze pedagogiche più autorevoli nel panorama internazionale. Ogni anno insegnanti, educatori e studiosi provenienti da numerosi Paesi visitano la città emiliana per approfondire un metodo fondato sulla ricerca educativa, sulla partecipazione delle comunità e sulla valorizzazione delle potenzialità di ogni bambina e bambino.
L’assessora capitolina alla Scuola, Formazione e Lavoro, Claudia Pratelli, sottolinea come l’iniziativa rafforzi il rapporto tra Roma e Reggio Emilia. «Quello con Reggio Emilia è un dialogo prezioso. Anche Roma vanta una tradizione importante nel campo dei nidi e delle scuole dell’infanzia. Il confronto tra comunità professionali ci permette di condividere esperienze, continuare a fare ricerca educativa e costruire servizi sempre più capaci di rispondere ai bisogni delle bambine, dei bambini e delle loro famiglie». Secondo l’assessora, il progetto consolida anche «un sodalizio tra due città che condividono la stessa idea di educazione come bene comune e leva di trasformazione delle comunità».
L’iniziativa rappresenta la prosecuzione di un percorso avviato nell’ottobre scorso con una prima visita di studio riservata alle coordinatrici pedagogiche territoriali. Da quell’esperienza è nata la decisione di ampliare il progetto coinvolgendo 120 tra educatrici, insegnanti e coordinatrici pedagogiche, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi direttamente con il modello educativo reggiano.
Pratelli inserisce il progetto nella più ampia strategia di Roma Capitale per il rafforzamento del sistema educativo. «Investire nella formazione continua del personale è una scelta politica precisa», afferma. «Lo abbiamo fatto con percorsi di aggiornamento costanti, con i viaggi di studio in Svezia e a Berlino e lo facciamo oggi con Reggio Emilia». L’assessora conclude spiegando che questa visione rientra nel progetto della “città educante”, che punta a valorizzare le comunità professionali e a costruire reti di collaborazione. Da questo confronto, aggiunge, continueranno a svilupparsi iniziative come EduFestival, Notte Bianca delle Fiabe e Scuole Aperte, considerate luoghi di sperimentazione e collaborazione tra Roma e Reggio Emilia.
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