
Papa Leone XIV ha incontrato oggi, 14 maggio, la comunità universitaria della Sapienza Università di Roma, in una visita pastorale che ha assunto il significato di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa di Roma e l’ateneo.
Nel discorso pronunciato nell’Aula Magna, il Pontefice ha rivolto agli studenti un richiamo alla speranza, alla ricerca della verità e alla responsabilità sociale, denunciando al tempo stesso guerre, riarmo, disuguaglianze e malessere giovanile.
La visita arriva dopo la firma, a febbraio, della convenzione tra la Diocesi di Roma e la Sapienza per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla Striscia di Gaza, che ha permesso ad alcuni studenti di venire a Roma per poter proseguire i loro studi.
L'iniziativa, raccontata nel discorso d'apertura dalla Rettrice Antonella Polimeni, è stata accolta da un lungo applauso in Aula Magna a cui ha partecipato lo stesso Pontefice.
Nel lungo discorso rivolto agli studenti, Leone XIV ha toccato diversi punti rivolti tanto al percorso di formazione degli studenti così come all'impegno dell'Ateneo nei confronti dei più bisognosi.
Nel rivolgersi agli universitari, ha dapprima richiamato il valore degli anni di studio come tempo di formazione, relazioni e ricerca.
«Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare», ha detto il Pontefice.
Il Papa ha poi collegato studio, ricerca e speranza: «Quando il desiderio di verità si fa ricerca, la nostra audacia nello studio testimonia la speranza di un mondo nuovo».
Nel Libro d’Onore dell’università, Leone XIV ha lasciato un messaggio sul valore della ricerca della verità e dello studio «per trovare ciò che Dio ha voluto dare a tutti».
Nel suo intervento, il Pontefice si è soffermato anche sul disagio vissuto da molti giovani.
«Non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male», ha affermato, indicando tra le cause «il ricatto delle aspettative» e «la pressione delle prestazioni».
Per Leone XIV si tratta della «menzogna pervasiva di un sistema distorto, che riduce le persone a numeri esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia».
Da qui il richiamo a non ridurre l’identità umana a calcolo o prestazione: «Noi siamo un desiderio, non un algoritmo».
Uno dei passaggi più netti del discorso ha riguardato la guerra e la crescita della spesa militare.
«Che mondo stiamo lasciando? Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra», ha detto Leone XIV, richiamando il grido «mai più la guerra!» e il ripudio della guerra sancito dalla Costituzione italiana.
Il Pontefice ha poi denunciato il riarmo: «Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme. Non si chiami difesa un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune».
Leone XIV ha invitato inoltre a vigilare sullo sviluppo e sull’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, perché non deresponsabilizzino le scelte umane e non aggravino la tragicità dei conflitti.
Quanto avviene in Ucraina, Gaza, nei territori palestinesi, in Libano e in Iran, ha aggiunto, descrive «la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento».
Agli studenti, il Papa ha chiesto di impegnare intelligenza e audacia nella costruzione della pace, della giustizia e della custodia della Terra.
«Insieme a me e a tanti fratelli e sorelle, siate artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra», ha detto Leone XIV.
Il Pontefice ha richiamato anche l’ecologia e la necessità di non cedere alla rassegnazione davanti alla crisi climatica: «Studiate, coltivate, custodite la giustizia».
Nel discorso non è mancato un passaggio rivolto ai docenti della Sapienza.
«È di estrema importanza credere nei vostri studenti e nelle vostre studentesse. Perciò, domandatevi spesso: ho fiducia in loro?», ha detto Leone XIV.
Per il Papa, insegnare significa anche testimoniare valori con la vita: «Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata».
La conclusione è stata un invito alla collaborazione: «Lavoriamo, studiamo, facciamo tutto - dai rapporti fra gli amici, alle nostre parole, al modo di pensare - per costruire la pace nel mondo». Poi l’esortazione finale: «Abbiate sempre la speranza di costruire un mondo nuovo».
Ad accogliere il Pontefice in Aula Magna c'era anche la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, che ha sottolineato nel suo intervento come la presenza di Papa Leone «consolida ulteriormente il legame tra Sapienza e la Chiesa di Roma e rinnova un comune messaggio di dialogo tra culture, religioni e generazioni: un messaggio di pace e di speranza per il futuro dell'umanità».
I due si erano precedentemente incontrati in forma privata durante la prima parte della visita pastorale di Leone XIV nell'Ateneo, nello Studio di Rappresentanza del Palazzo del Rettorato.
Successivamente è stato firmato il Libro d'Onore, nel corridoio antistante lo Studio e scoperta una targa-ricordo della visita. Il Papa ha salutato quindi i membri del Senato Accademico e i dipendenti dell'Università, per poi dirigersi alla mostra "La Sapienza e il Papato".
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