
Un’area isolata nelle campagne di Palestrina trasformata in un punto di raccolta e smantellamento di veicoli rubati. Così i Carabinieri della Compagnia Locale hanno scoperto uno stabilimento irregolare di dimensioni considerevoli e strutturato, che ha portato alla denuncia di due uomini all’autorità giudiziaria.
L’intervento risale al 4 febbraio, quando i militari sono stati inviati in una zona rurale nei pressi del centro abitato a seguito della segnalazione di un’autovettura sottratta poche ore prima nella Capitale. I primi ad arrivare sul posto sono stati i carabinieri della Stazione di San Cesareo, che hanno individuato il mezzo ancora integro e provveduto alla restituzione al legittimo proprietario.
L’ispezione dell’area ha però fatto emergere una situazione ben più ampia. All’interno del terreno, caratterizzato dalla presenza di strutture non autorizzate, sono stati rinvenuti resti di numerosi veicoli. Scocche, parti meccaniche, componenti elettronici e targhe, riconducibili a furti avvenuti tra Roma e provincia negli ultimi mesi.
Secondo quanto emerso, le auto venivano trasportate sul posto e progressivamente smontate, con l’obiettivo di alimentare il mercato illecito dei pezzi di ricambio. Gli elementi raccolti dagli investigatori fanno ritenere che l’attività fosse abituale e organizzata.
Grazie ai numeri di telaio e ad altri codici identificativi, i militari sono riusciti finora a ricondurre i materiali rinvenuti ad almeno otto veicoli rubati. Non viene escluso che ulteriori accertamenti possano portare all’individuazione di altri mezzi sottratti e smembrati nello stesso luogo.
Le verifiche sono state condotte con il supporto dei Carabinieri Forestali, che hanno riscontrato anche violazioni in materia ambientale. Il terreno, infatti, risultava contaminato dalla presenza di oli esausti e altre sostanze potenzialmente pericolose.
I due soggetti individuati sono stati denunciati in stato di libertà per ricettazione e per reati ambientali. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità ulteriori e ricostruire l’intera filiera dell’attività illecita.
L’operazione si inserisce nel quadro dei controlli quotidiani sul territorio condotti dall’Arma e ha consentito di interrompere un’attività illegale che, secondo gli inquirenti, era pienamente operativa fino a pochi giorni prima e risultava essere un polo di riferimento per la destinazione delle auto rubate nella Capitale.
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