
Crisi climatica e diritto di protesta, i temi al centro dell’udienza che si è tenuta stamattina al Tribunale di Roma.
Alle ore 12, presso l’aula del tribunale della Capitale, si è svolta l’udienza del processo che vedeva imputate 35 persone per l’azione del 18 maggio 2024 all’incrocio tra Muro Torto e Corso Italia. L’iniziativa rientrava nella campagna per il «Fondo Riparazione», con cui si chiedeva al governo l’istituzione di un fondo preventivo permanente e partecipato per la tutela dei territori colpiti da eventi climatici estremi, una richiesta che torna di stringente attualità alla luce dei cicloni nel Mediterraneo, delle frane e delle recenti emergenze ambientali.
Agli imputati veniva contestato un pacchetto di accuse che andava dal concorso in reato e dall’interruzione di pubblico servizio fino alla resistenza a pubblico ufficiale, alla violazione di misure di prevenzione e alle ipotesi di lesioni aggravate. Un impianto accusatorio ampio e severo, costruito attorno al blocco stradale e ai momenti di tensione con le forze dell’ordine durante la manifestazione.
Al termine dell’udienza, il giudice ha stabilito il non luogo a procedere, riconoscendo che all’epoca dei fatti il blocco stradale non costituiva reato. Una decisione che ha portato al proscioglimento di tutti gli imputati.
«Oggi 3 febbraio 2026 siamo qui di fronte al Tribunale di Piazzale Clodio a Roma dopo un’udienza di successo in cui siamo stati assolti da una serie di reati che derivavano da un blocco stradale» spiega Davide, 29 anni, studente di astronomia, commentando l’esito, in un video diffuso al termine dell’udienza: «L’ultimo grande blocco stradale che abbiamo fatto come Ultima Generazione in più di 35 persone per chiedere un Fondo di Riparazione ai danni delle catastrofi climatiche».
Nel suo intervento aggiunge: «Ieri come oggi è quanto mai necessario un Fondo che vada ad aiutare le persone abbandonate di fronte agli incendi, alle alluvioni, alle mareggiate che abbiamo visto in Sicilia e Sardegna, alle frane che - conclude - stanno facendo miliardi di euro di danni alla popolazione».
Secondo Davide, la sentenza rappresenta un passaggio significativo: «Oggi per noi è un gran giorno in cui abbiamo ottenuto una sentenza di non luogo a procedere che dimostra quanto appunto protestare sia ancora possibile, è necessario oggi e soprattutto non è reato».
La decisione del Tribunale di Roma si inserisce in un quadro più ampio. Con il provvedimento di oggi, che si aggiunge a un’assoluzione a Trapani per mancata presentazione alla residenza dopo un "foglio di via" da Catania, salgono a 61 i provvedimenti della Magistratura relativi ad azioni dirette nonviolente riconducibili a Ultima Generazione in cui vengono riconosciute le ragioni degli attivisti.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi