
Ripartirà il 25 febbraio il processo d’Appello per l’assalto alla sede nazionale della Cgil, avvenuto il 9 ottobre 2021 durante la manifestazione no green pass a Roma.
Il collegio della prima sezione della Corte d’Appello della Capitale ha comunicato alle parti il calendario delle udienze e nella prima giornata sono previste le richieste della Procura generale, seguite da altre quattro date dedicate alle parti civili e alle difese degli imputati. La sentenza è attesa entro il mese di ottobre.
Il secondo grado di giudizio arriva dopo le pesanti condanne inflitte in primo grado nel dicembre 2023. Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e l’ex Nar Luigi Aronica erano stati condannati a otto anni e mezzo di reclusione. Otto anni e sette mesi la pena inflitta a Giuliano Castellino, mentre Salvatore Lubrano, Luca Castellini, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa avevano ricevuto condanne a otto anni e due mesi.
Agli imputati sono contestati, a vario titolo, i reati di devastazione aggravata in concorso e di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata. Per Castellino, Fiore e Aronica è contestato anche il reato di istigazione a delinquere.
Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, i giudici avevano ricostruito in modo dettagliato il ruolo di Giuliano Castellino durante la manifestazione in piazza del Popolo. Secondo il tribunale, dal palco Castellino avrebbe istigato la folla indirizzandola verso condotte criminali, con l’esortazione ad “andare ad assediare” e “andare a prendere la Cgil”. Le sue parole, unite a una serie di attacchi alle istituzioni, avrebbero contribuito a creare un clima di crescente tensione, amplificato da una “staffetta” di interventi e passaggi di microfono con altri esponenti, finalizzata – secondo i giudici – a “scaldare la piazza”.
Diversa, ma comunque rilevante sul piano penale, la valutazione per Fiore e Aronica. Pur non essendo stati protagonisti di proclami pubblici, la prima sezione penale di Roma aveva ritenuto che fossero stati artefici e comunque complici delle condotte che portarono all’assalto alla sede sindacale, inserendoli a pieno titolo nella ricostruzione complessiva dei fatti.
Il processo d’Appello si inserisce in un quadro giudiziario già in parte definito. Lo scorso anno, infatti, nell’Appello bis sono state confermate – dopo il rinvio disposto dalla Cassazione – le condanne per altri nove imputati che avevano scelto il rito abbreviato, tra cui Fabio Corradetti, figlio della compagna di Castellino.
A oltre quattro anni dall’assalto che colpì uno dei principali simboli del sindacato italiano, il processo d’Appello rappresenta un nuovo passaggio chiave per accertare definitivamente le responsabilità di una giornata che segnò profondamente il clima politico e sociale del Paese.
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