
Robot umanoidi durante la World Artificial Intelligence Conference di Shanghai del luglio 2026. Fonte: agenzia Xinhua
La Cina ha già definito quasi 200 standard chiave per l’intelligenza artificiale, nel tentativo di accompagnare la rapida diffusione della tecnologia con regole comuni per aziende, prodotti e applicazioni.
Il dato è stato fornito il 26 agosto da Xin Guobin, viceministro dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione, durante una conferenza stampa organizzata dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato. Secondo Xin, l’IA è ormai utilizzata in Cina lungo buona parte della filiera industriale: dalla ricerca e sviluppo alla progettazione, passando per produzione, controllo della qualità, gestione e manutenzione.
La standardizzazione diventa quindi uno degli strumenti scelti da Pechino per cercare di rendere più uniforme un settore che sta entrando progressivamente in un numero crescente di attività economiche.
Il governo cinese non punta soltanto a definire requisiti tecnici. Xin ha spiegato che diverse città stanno portando avanti anche attività di valutazione etica dell’intelligenza artificiale e sperimentazioni sulle modalità con cui vengono offerti i servizi basati su questa tecnologia.
Il ministero intende proseguire inoltre nello sviluppo di standard differenziati per le tecnologie di base, per le applicazioni nei diversi settori e per gli aspetti relativi alla sicurezza e all’etica. Tra gli obiettivi indicati dal MIIT ci sono anche il monitoraggio dei rischi, la condivisione delle informazioni sulle vulnerabilità e lo sviluppo di tecnologie per individuare contenuti sintetici e rafforzare la sicurezza di modelli e algoritmi.
Il percorso non parte da zero. Nel 2024 quattro amministrazioni centrali, tra cui il ministero dell’Industria, avevano pubblicato una guida nazionale per la costruzione di un sistema integrato di standardizzazione dell’industria dell’intelligenza artificiale, pensata per coordinare progressivamente le norme applicabili al settore.
Nel maggio 2026 sono stati inoltre pubblicati standard nazionali dedicati alla classificazione del livello di intelligenza dei dispositivi basati sull’IA, con una scala che parte dai sistemi capaci essenzialmente di rispondere a comandi fino a quelli progettati per collaborare in maniera più avanzata con l’utente. Le prime categorie interessano, tra gli altri, smartphone, computer, televisori, occhiali, sistemi per automobili, altoparlanti e auricolari.
Per il periodo del 15esimo Piano quinquennale, dal 2026 al 2030, il governo vuole accelerare ulteriormente l’integrazione tra intelligenza artificiale e industria manifatturiera.
Il MIIT prevede di concentrare gli investimenti su tecnologie come chip avanzati per l’addestramento dei modelli, algoritmi multimodali, robot umanoidi, interfacce cervello-computer e applicazioni dell’IA alla meccanica, all’agricoltura e ai dispositivi medici.
L’obiettivo dichiarato è anche quello di individuare applicazioni industriali concrete e sviluppare soluzioni meno costose e più semplici da implementare nelle imprese, evitando che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale rimanga confinato ai grandi gruppi tecnologici.
La stessa conferenza stampa è servita a delineare un’altra priorità tecnologica dei prossimi anni: il 6G.
Liu Yulin, direttore del dipartimento per lo sviluppo dell’informazione e delle comunicazioni del ministero, ha spiegato che durante il nuovo Piano quinquennale la Cina intensificherà la ricerca sulle tecnologie fondamentali della prossima generazione delle comunicazioni mobili.
Sono previste sperimentazioni continue e attività di definizione degli standard, con l’obiettivo di far maturare progressivamente tecnologie e filiera industriale e preparare il terreno per una futura commercializzazione del 6G.
Per Pechino, standardizzazione dell’intelligenza artificiale e sviluppo delle nuove reti diventano così due parti della stessa strategia: costruire l’infrastruttura tecnologica e normativa necessaria per portare l’IA sempre più profondamente dentro l’industria e i servizi.
Fonte: agenzia Xinhua
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi