Roma, 24 agosto 2026
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Dall’energia all’IA, Boselli vede nuove opportunità nei rapporti tra Italia e Cina

Il presidente dell’Italy China Council Foundation indica rinnovabili, ricerca, biotecnologie e cultura tra i settori in cui rafforzare la collaborazione. Sullo sfondo le quattro iniziative globali promosse da Pechino

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Foto: agenzia Xinhua

Foto: agenzia Xinhua

Energie rinnovabili, intelligenza artificiale, biotecnologie, manifattura avanzata, università e patrimonio culturale. Sono alcuni dei settori nei quali Italia e Cina potrebbero approfondire la cooperazione, secondo Mario Boselli, presidente dell’Italy China Council Foundation, intervistato dall’agenzia cinese Xinhua.

Al centro dell’intervista ci sono le quattro iniziative globali promosse negli ultimi anni dal presidente cinese Xi Jinping, che secondo Boselli possono aprire nuovi spazi di collaborazione internazionale in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche e crescente frammentazione degli scambi.

«L’Italia può svolgere un ruolo di ponte tra Cina ed Europa», sostiene Boselli, puntando in particolare sulla complementarità tra i sistemi economici e sulle relazioni già sviluppate tra i due Paesi.

Le quattro iniziative lanciate da Pechino

Le iniziative richiamate nell’intervista fanno parte dell’architettura di politica estera sviluppata dalla Cina negli ultimi cinque anni.

La Global Development Initiative (GDI) è stata proposta da Xi Jinping all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2021 e concentra l’attenzione sui temi dello sviluppo e sull’Agenda 2030. È stata seguita nell’aprile 2022 dalla Global Security Initiative (GSI) e, nel marzo 2023, dalla Global Civilization Initiative (GCI), dedicata al dialogo e agli scambi tra culture.

La più recente è la Global Governance Initiative (GGI), presentata da Xi nel settembre 2025 con l’obiettivo, secondo la formulazione del governo cinese, di proporre una riforma dei meccanismi della governance internazionale. Le quattro iniziative sono oggi presentate da Pechino come componenti complementari della propria visione delle relazioni internazionali.

Si tratta quindi di proposte di politica estera cinese, e non di programmi dell’Unione europea o delle Nazioni Unite, anche quando alcune di esse richiamano obiettivi multilaterali come quelli dell’Agenda 2030.

Rinnovabili, ricerca e intelligenza artificiale

Boselli individua soprattutto nella Global Development Initiative uno spazio per sviluppare collaborazioni concrete tra imprese e istituzioni italiane e cinesi.

Tra gli ambiti citati figurano fotovoltaico, energie rinnovabili e sistemi di accumulo, ma anche digitalizzazione e innovazione tecnologica. Sul fronte della ricerca, il presidente dell’Italy China Council Foundation indica la possibilità di rafforzare i rapporti tra università e centri scientifici nei settori delle biotecnologie, della sanità, dell’intelligenza artificiale e della manifattura avanzata.

L’Italy China Council Foundation è nata nel 2022 dall’integrazione tra la Fondazione Italia Cina e la Camera di Commercio Italo Cinese. Boselli ne è presidente dal 2020 ed è stato confermato alla guida dell’organizzazione per il triennio 2025-2027.

Cultura e patrimonio come terreno di collaborazione

Un secondo asse indicato da Boselli riguarda gli scambi culturali. La Global Civilization Initiative, sostiene, potrebbe favorire nuovi progetti nella conservazione del patrimonio, nei rapporti tra università e negli scambi tra giovani.

In questo campo l’Italia avrebbe, secondo Boselli, una posizione particolarmente favorevole grazie al peso del proprio patrimonio storico e culturale e all’attrattività esercitata in Cina dal Made in Italy.

La cooperazione culturale è già uno degli elementi delle relazioni bilaterali. Nell’aprile 2026, durante la missione del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Cina, sono state organizzate anche iniziative espositive dedicate al Rinascimento italiano e al Made in Italy.

I rapporti tra Roma e Pechino dopo la Via della Seta

Il ragionamento di Boselli si inserisce in una fase diversa rispetto a quella aperta nel 2019 con l’adesione italiana alla Belt and Road Initiative, la cosiddetta Via della Seta.

L’Italia ha deciso nel 2023 di non rinnovare il memorandum, ma i due governi hanno successivamente mantenuto aperto il rapporto bilaterale attraverso altri strumenti. Nel luglio 2024 è stato adottato il Piano d’azione Italia-Cina 2024-2027, che punta tra l’altro a rafforzare gli scambi economici e gli investimenti e a migliorare l’accesso dei prodotti italiani al mercato cinese.

Nel 2025 l’interscambio tra i due Paesi ha sfiorato i 75 miliardi di euro, in crescita dell’11,2 per cento rispetto all’anno precedente. La Farnesina indica la Cina come primo partner commerciale italiano in Asia e secondo tra quelli extraeuropei, pur sottolineando la necessità di riequilibrare i flussi commerciali e affrontare le barriere ancora presenti per le imprese italiane.

Per Boselli, la possibilità di una maggiore cooperazione non riguarda quindi soltanto il commercio. Le quattro iniziative di Pechino delineano, nella sua lettura, un sistema internazionale nel quale economie emergenti e Paesi del Sud globale avrebbero un peso maggiore.

Le proposte cinesi, riconosce lo stesso presidente dell’Italy China Council Foundation, non rappresentano una soluzione immediata alle tensioni internazionali, ma potrebbero offrire «uno spazio di riflessione e dialogo» dal quale sviluppare collaborazioni di più lungo periodo.

Fonte: agenzia Xinhua

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