
Il turismo in campeggio continua a crescere in Europa, ma la Grecia resta ai margini di un mercato che nel 2025 ha generato 413 milioni di pernottamenti nell'Unione europea. Nonostante coste, isole e patrimonio naturale rendano il Paese potenzialmente adatto al turismo outdoor, le notti trascorse nei campeggi organizzati rappresentano ancora meno dell'1 per cento del movimento turistico complessivo greco, contro una media europea del 13,4 per cento.
È il quadro ricostruito da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa nell'ambito del progetto internazionale PULSE, sulla base di dati Eurostat e di uno studio dell'INSETE, l'istituto di ricerca della Confederazione greca del turismo.
A livello europeo la crescita è ormai strutturale: rispetto al 2015, i pernottamenti nei campeggi, parchi per veicoli ricreazionali e aree per roulotte sono aumentati del 28,5 per cento. Nello stesso decennio alberghi e altre strutture ricettive hanno registrato una crescita più contenuta. Nel 2025 il solo comparto camping ha rappresentato il 13,4 per cento di tutte le notti trascorse nelle strutture turistiche dell'Unione.
La situazione greca appare molto diversa. Nel 2024 il Paese contava 293 campeggi organizzati, 22.830 piazzole e 1.149 bungalow.
L'offerta è inoltre concentrata soprattutto nelle fasce intermedie e basse: circa il 65 per cento delle strutture era classificato con due stelle e il 21 per cento con tre, mentre i campeggi a quattro stelle rappresentavano il 7 per cento e quelli a cinque stelle appena l'1 per cento.
I dati disponibili per il 2025 indicano peraltro un lieve arretramento quantitativo: le strutture sarebbero scese a 290, con 22.669 piazzole e 1.143 bungalow, rispetto alle 297 strutture e 24.026 piazzole presenti dieci anni prima.
Secondo l'analisi pubblicata da OBCT, a frenare lo sviluppo pesano diversi fattori: la stagionalità, infrastrutture non sempre aggiornate e un modello turistico che ha concentrato gran parte degli investimenti su alberghi e, più recentemente, affitti brevi.
Un maggiore sviluppo del campeggio organizzato potrebbe invece contribuire a diversificare l'offerta, soprattutto nelle destinazioni sottoposte a una forte pressione turistica durante i mesi estivi.
A maggio il governo greco aveva presentato il nuovo Quadro speciale di pianificazione territoriale per il turismo, poi approvato definitivamente il 7 agosto 2026. Il piano punta a distribuire in maniera più equilibrata lo sviluppo turistico, con particolare attenzione alle isole, alle aree ambientalmente sensibili e ai territori sottoposti a una maggiore pressione di visitatori.
Il documento non dedica però una strategia autonoma al turismo in campeggio e in camper. I campeggi organizzati rientrano nel sistema delle strutture ricettive, mentre il piano sostiene più in generale lo sviluppo di forme di turismo alternative e sostenibili.
A complicare ulteriormente il quadro negli ultimi anni è stata la disciplina della sosta dei camper. La legge approvata nel 2025 aveva generato dubbi sull'effettiva possibilità per i veicoli ricreazionali di fermarsi fuori dai campeggi organizzati.
Una circolare della polizia greca del febbraio 2026 ha successivamente chiarito che i camper fino a 7,5 metri possono sostare come le normali automobili nei luoghi in cui il parcheggio è consentito, purché la sosta non si trasformi in campeggio con tavoli, sedie, barbecue o altre attrezzature collocate all'esterno.
Secondo l'Associazione greca dei camperisti citata da OBCT, in Grecia circolano circa 1.200 camper immatricolati nel Paese, mentre nel 2024 ne sarebbero arrivati circa 50mila dall'estero. A mancare, secondo l'associazione, è soprattutto una rete diffusa di aree di sosta attrezzate.
Il risultato è un paradosso: mentre nel resto dell'Europa campeggio e caravanning conquistano una quota crescente del mercato turistico, la Grecia — una delle principali destinazioni balneari e naturalistiche del continente — continua a intercettarne soltanto una parte marginale.
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