Niente più graffiti e tracce di smog. Dopo 63 anni di deterioramento, il ponte Flaminio di corso Francia sta ritrovando la sua immagine originaria. Nelle ultime quattro settimane è stato ripulito il travertino bianco e le storiche iscrizioni come «Spqr», sbiadite dal tempo, stanno tornando visibili nel loro colore originale: il rosso. L’operazione di recupero, portata avanti dai tecnici del dipartimento Lavori pubblici e infrastrutture del Campidoglio, comprende anche la rimozione delle incrostazioni, la valorizzazione degli elementi decorativi come le statue delle aquile e della lupa capitolina.
Il restauro, finanziato con un investimento di circa 600mila euro stanziati dal Comune, riguarda l’intera struttura del ponte lungo 300 metri, con marciapiedi di 10 metri di larghezza. L'intervento si articola in due fasi principali: prima una pulizia a secco tramite micro-aeroabrasione con minerali naturali, poi l’applicazione di un impregnante oleo-idrofobico per proteggere la superficie dalla penetrazione di sostanze oleose, sporco e agenti climatici, senza modificare l’aspetto autentico della pietra e facilitando la manutenzione ordinaria.
«Si tratta di un intervento imprescindibile – ha commentato il sindaco Roberto Gualtieri durante un sopralluogo sul posto nella mattinata di martedì 24 giugno – in continuità con i lavori già effettuati su ponte Marconi e quelli in corso su ponte Risorgimento. Il ponte Flaminio non veniva sottoposto a una pulizia approfondita da oltre sessant’anni e versava in condizioni davvero critiche. Ora, in tempi relativamente brevi, riusciremo a restituirlo alla città nel suo splendore. Siamo molto soddisfatti di questo risultato».
«Ponte Flaminio – ha evidenziato l’assessora capitolina ai Lavori pubblici Ornella Segnalini – è uno dei simboli della Roma moderna. Con questo cantiere non solo salvaguardiamo il valore artistico dell’opera, ma miglioriamo anche la sua resistenza nel tempo. Si tratta di una modalità d’intervento che potrà essere replicata anche su altri beni storici cittadini. È la dimostrazione concreta che è possibile coniugare il decoro urbano con la conservazione del patrimonio». E ha aggiunto: «Abbiamo adottato un prodotto innovativo che consente una pulizia efficace usando una sabbia finissima. Questo permette di operare in modo intensivo senza danneggiare il marmo. L’abbinamento di questa sabbiatura delicata e del trattamento protettivo con l’olio rende il travertino più resistente e ne esalta la bellezza».
Soddisfazione condivisa anche dal presidente del XV municipio Daniele Torquati: «Il recupero di ponte Flaminio non è solo la riqualificazione di un'opera urbanistica ma un vero e proprio restauro di un bene architettonico che finalmente dopo 63 anni viene riportato alla luce con un intervento complesso che sta impegnando numerose squadre a lavoro. Un’opera che come municipio abbiamo richiesto con un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio municipale».
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