
Screenshot della web app Street Smart Navigation
Per molti ciclisti, Roma è una città pericolosa da girare in bici e, nonostante i numerosi piani dell'attuale amministrazione, difficilmente si potrà pensare di coprire in tempi brevi tutta la città di piste ciclabili.
Come fare allora per aiutare i ciclisti urbani a percorrere vie più facili e meno pericolose? Da questa domanda nasce il progetto Street Smart Navigation, una nuova applicazione ideata da Nikolai Fissenko per aiutare i ciclisti urbani a scegliere percorsi più adatti alla propria esperienza.
Il sistema funziona su una classificazione delle strade di Roma come se fossero delle piste da sci: nero per le strade considerate più pericolose, rosso per le arterie trafficate che richiedono maggiore attenzione, giallo per la viabilità ordinaria e residenziale, verde per i percorsi dotati di infrastrutture ciclabili e blu per le aree con un’elevata presenza di pedoni.
La mappatura viene quindi aggiornata con valutazioni e annotazioni di una comunità di ciclisti che ha deciso di partecipare al progetto e che, quotidianamente, lascia le proprie valutazioni su tutte le strade della città.
L’idea di sviluppare Street Smarts Navigation nasce dall’esperienza personale di Fissenko. Dopo un cambio di casa e l’aumento delle spese, ha deciso di ridurre l’uso dell’automobile e tornare alla bicicletta, unmezzo che aveva già utilizzato da ragazzo durante gli anni trascorsi a Parigi.
«Ho imparato ad andare in bici a Parigi quando avevo 12 anni, in mezzo al traffico parigino dell’epoca. Ho pensato: se usavo la bici a 12 anni, posso tranquillamente farlo qua», racconta.
Una volta tornato a pedalare, Fissenko ha iniziato a pubblicare video sui propri spostamenti. Le reazioni degli altri utenti hanno fatto emergere un ostacolo ricorrente: molte persone considerano la bicicletta utile e veloce, ma rinunciano a utilizzarla per paura del traffico romano.
Da qui l’idea di costruire uno strumento capace di indicare la difficoltà delle singole strade. «Ho pensato che sarebbe utile avere qualcosa di simile a Waze: come puoi impostare "evita pedaggi" o "evita traffico", la stesa cosa con la bici, però con la sicurezza stradale», spiega Fissenko.
Da questa considerazione è nata quindi l'idea di classificare le strade, principalmente tenendo conto delle caratteristiche strutturali di ogni arteria. Il progetto valuta infatti elementi relativamente stabili, come il numero delle corsie, la funzione della strada, la presenza di una pista ciclabile e l’affluenza pedonale, senza basarsi soltanto sul traffico rilevato in un determinato momento.
Il nero indica i tratti ritenuti più difficili e poco adatti ai ciclisti meno esperti. Secondo la segnalazione dell'utente Sim1_71, ad esempio, lo svincolo di piazzale del Verano è altamente pericoloso per i «molti flussi veicolari veloci che si incrociano».
Il rosso viene assegnato alle grandi arterie urbane che possono essere percorse in bicicletta con particolare attenzione. Nella classificazione proposta rientrano, tra le altre, via Merulana, viale Trastevere, via Labicana, via Nazionale o via del Tritone.
Il giallo comprende gran parte della viabilità ordinaria: strade residenziali, sensi unici e percorsi di quartiere nei quali gli spazi ridotti tendono a contenere la velocità delle automobili. Il verde segnala invece le strade dotate di piste ciclabili considerate percorribili.
Il blu è riservato alle zone con una forte presenza di pedoni, come le zone pedonali di via del Corso o via Condotti e le diverse aree del centro storico. Qui, a seconda delle segnalazioni, il ciclista deve procedere portando la bici a mano oppure fare particolare attenzione ai pedoni presenti.
I criteri iniziali sono stati elaborati da Fissenko, mentre la classificazione viene corretta progressivamente attraverso le segnalazioni della comunità. Intorno al progetto si è formata una rete di ciclisti chiamati "sentinelle", che valuta le strade percorse e invia le proprie osservazioni.
«Ci sono 34 ciclisti iscritti che collaborano, ma ci sono anche tanti follower che mi segnalano le cose», spiega. La web app attualmente disponibile consente agli utenti di selezionare una strada e trasmettere direttamente la propria valutazione.
Grazie a questo confronto molte strade sono già state modificate, come ammesso dallo stesso Fissenko: genitori che accompagnano i figli a scuola, ciclisti occasionali e persone meno esperte hanno infatti portato alcuni percorsi dal rosso al nero e altri dal giallo al rosso.
Il progetto si confronta anche con realtà impegnate nella promozione della mobilità ciclabile, tra cui Salvaiciclisti e Fiab.
Secondo Fissenko, nella Capitale esiste una fascia consistente di cittadini che vorrebbe utilizzare maggiormente la bicicletta, ma si sente frenata dalle condizioni della viabilità. «Ci sono tanti che vorrebbero usare la bici e non lo fanno per timore», osserva.
Accanto alla percezione del rischio, l’esperienza quotidiana mostra anche il vantaggio della bicicletta in diversi spostamenti urbani. Fissenko cita ad esempio alcune prove condotte con degli amici, in cui ha notato come andando in bici sia riuscito ad arrivare a destinazione in tempi più brevi rispetto alle automobili.
«Come ho ripreso la bici ho realizzato: in che senso mi sono fatto da Piramide a piazza Sempione in mezz’ora? L’avessi fatto in macchina ci avrei messo 45 minuti», racconta. Ai tempi di percorrenza si aggiungono l’assenza della ricerca del parcheggio e un’esperienza di viaggio che, secondo Fissenko, può risultare anche piacevole.
La diffusione della mobilità ciclabile, nella sua lettura, potrebbe inoltre liberare spazio sulle strade a vantaggio di chi ha realmente bisogno dell’automobile. Fissenko cita, per esempio, gli spostamenti di persone anziane o dirette in ospedale: una riduzione delle auto utilizzate per tragitti brevi contribuirebbe a diminuire traffico e pressione sui parcheggi per chi ha un'emergenza.
Street Smart Navigation si trova ancora in una fase di sviluppo. La web app permette oggi di visualizzare la classificazione e raccogliere le valutazioni degli utenti. La trasformazione in un vero sistema di navigazione richiederà ulteriori passaggi tecnici.
L’obiettivo è arrivare a elaborare itinerari costruiti sul livello di esperienza e sulle preferenze del singolo ciclista. Un utente abituato al traffico potrebbe accettare tratti più complessi per ridurre i tempi, mentre una persona alle prime armi potrebbe privilegiare strade residenziali, percorsi protetti e segmenti valutati come meno impegnativi.
«L’obiettivo finale è creare un Waze per il ciclista urbano», sintetizza Fissenko. Uno strumento alimentato dall’esperienza di chi pedala ogni giorno e pensato per offrire un riferimento anche a chi, finora, ha rinunciato alla bicicletta per paura del traffico.
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