Roma, 26 febbraio 2026
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Sito Unesco e Città Storica, i comitati contro i nuovi regolamenti su insegne e cartelloni

La Rete per una Città Vivibile: «Rischio giungla di led e schermi nel centro di Roma». Critiche alle proposte su insegne commerciali e impianti pubblicitari

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Sito Unesco e Città Storica, i comitati contro i nuovi regolamenti su insegne e cartelloni

Un centro storico trasformato in una distesa di insegne luminose, cartelloni e schermi a led. È lo scenario temuto dalla Racv (Rete di Associazioni per una Città Vivibile), che per conto di numerosi comitati di quartiere esprime «estrema preoccupazione e decisa contrarietà» per due proposte di regolamento in arrivo in assemblea capitolina: quella per la disciplina delle insegne di esercizio, a firma dei consiglieri di Italia viva Valerio Casini e Francesca Leoncini, e quella sugli impianti pubblicitari presentata dall’assessora capitolina alle Attività produttive Monica Lucarelli.

Secondo i firmatari del comunicato, i provvedimenti avrebbero un impatto «stravolgente» sul decoro del Centro Storico e dei quartieri della Città Storica, con un effetto ancora più marcato nell’area riconosciuta come patrimonio dell’umanità Unesco.

Insegne più grandi e stop ai pareri preventivi

Nel mirino dei comitati c’è innanzitutto la proposta di regolamento sulle insegne, che punta a «velocizzare e semplificare le procedure» consentendo l’installazione immediata all’avvio dell’attività, eliminando l’attuale regime di autorizzazione dei municipi e, di fatto, la partecipazione degli enti di tutela al procedimento.

Le verifiche verrebbero rinviate a un momento successivo, con controlli a carico del Comune che – sostengono le associazioni – rischierebbero di essere sporadici e inefficaci. Il testo, secondo i promotori della protesta, consentirebbe insegne di dimensioni maggiori, anche il doppio rispetto alle attuali, con utilizzo di tubi al neon e cassonetti luminosi al posto delle lettere singole in metallo brunito con luce retroflessa oggi previste. Verrebbe inoltre eliminato il divieto di utilizzo del colore rosso, oggi interdetto in tutta la Città Storica.

Tra le novità contestate figurano l’introduzione di moduli led continui nei vani porta, la possibilità di targhe luminose per case vacanze e studi professionali accanto ai portoni storici e l’autorizzazione a esporre schermi led con immagini in movimento nelle vetrine di bar, ristoranti e negozi di souvenir, nonostante tali dispositivi siano attualmente vietati dal regolamento delle attività commerciali nella Città Storica.

Più metri quadri di pubblicità nel Sito Unesco

Ancora più critica, secondo la Racv, la proposta sugli impianti pubblicitari. Nel solo Sito Unesco la superficie espositiva passerebbe da circa 2.200 metri quadri previsti dal piano vigente a 6.700 metri quadri. Gli impianti cartacei potrebbero essere trasformati in schermi led con immagini in movimento, modificando in modo significativo il paesaggio urbano di strade e piazze storiche.

La revisione delle sottozone consentirebbe inoltre installazioni oggi vietate in ampie porzioni del sito tutelato. Sarebbero ammessi pannelli led su paline e pensiline del trasporto pubblico, servizi igienici, edicole, banchi fissi del commercio e contenitori per la raccolta differenziata. I comitati denunciano anche la rimozione di alcune prescrizioni della Soprintendenza e parlano di «malintesa liberalizzazione» che favorirebbe «una competizione al ribasso» e una speculazione ritenuta dannosa per il decoro urbano e per la qualità dell’offerta commerciale e turistica.

L’appello al Campidoglio

Nel documento viene espresso sostegno ai pareri dei municipi I e II a tutela del Sito Unesco e della Città Storica, con la richiesta che le osservazioni vengano recepite dall’assemblea capitolina. Le associazioni chiedono coerenza con le recenti dichiarazioni del sindaco Roberto Gualtieri sulla priorità della tutela del decoro del centro storico patrimonio dell’umanità. Il confronto politico sui due regolamenti è atteso nelle prossime settimane, con un voto che potrebbe ridefinire in modo significativo l’impatto visivo delle attività commerciali e della pubblicità nel cuore della Capitale.

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