
Sei ciclisti morti da inizio anno nel Lazio, nessuno a Roma. È questo il dato che riguarda da vicino la Capitale all'interno del bilancio nazionale tracciato dall'Osservatorio Ciclisti ASAPS-SAPIDATA, secondo cui dal 1° gennaio 2026 sono 140 i ciclisti deceduti sulle strade italiane. Un dato che, seppur inferiore rispetto ai 198 decessi registrati nell'intero 2025 (a cui si aggiungono 30 utilizzatori di bici elettriche, secondo i dati ISTAT), continua a preoccupare gli osservatori della sicurezza stradale. Solo nell'ultima settimana monitorata si sono contati altri 3 decessi a livello nazionale.

Guardando alla situazione regionale, il Lazio si trova in una posizione relativamente defilata rispetto alle zone più colpite del Paese perchè sono 6 i ciclisti deceduti da inizio anno, un dato che colloca la regione al settimo posto della classifica nazionale, ben lontano dalla Lombardia capolista. Il dato più significativo, però, riguarda la Capitale.
Secondo il monitoraggio ASAPS-SAPIDATA, nessuno dei sei decessi laziali risulta avvenuto a Roma, un elemento che va sottolineato mentre nelle grandi città del Nord - a partire da Milano, dove pure si contano 2 vittime su un totale regionale di 34 - il fenomeno resta più marcato.

Non si tratta comunque di un dato che autorizza allentamenti sul fronte della prevenzione. L'Osservatorio ricorda che vengono conteggiate come vittime della strada anche le persone decedute oltre i 30 giorni dal sinistro, e che il quadro può aggiornarsi settimana dopo settimana.
A livello nazionale la classifica regionale vede al primo posto la Lombardia con 34 morti, seguita da Emilia Romagna (22), Veneto (19) e Piemonte (16). Toscana e Campania si fermano a 7 vittime ciascuna, davanti proprio al Lazio con le sue 6 vittime. Chiudono la graduatoria Valle d'Aosta, Molise e Basilicata, che non hanno registrato alcun decesso.
Un dato che desta particolare allarme riguarda i casi di pirateria stradale: sono già 9 dall'inizio dell'anno, l'ultimo dei quali a Mantova, contro i 24 registrati in tutto il 2025 (l'11% del totale dei decessi). Si tratta di automobilisti che, dopo aver investito e ucciso un ciclista, si sono dati alla fuga senza prestare soccorso.
Il bilancio dei primi sette mesi del 2026 (127 decessi) risulta lievemente superiore a quello dello stesso periodo del 2025 (125), segno che il trend resta sostanzialmente stabile e non in miglioramento. Nel dettaglio, gennaio si è chiuso con 11 morti, febbraio con 18, marzo con 10. Aprile ha fatto segnare un'impennata a 21 decessi, seguito da maggio con 24 vittime, il mese più drammatico dell'anno insieme a luglio, che ha chiuso a 25. Giugno ha contato 18 decessi, mentre agosto - ancora in corso al momento della rilevazione - si fermava a 13.
Sul totale delle 140 vittime, la stragrande maggioranza sono maschi. Sono infatti 116 uomini contro 24 donne. Particolarmente esposta la fascia degli over 65, che da sola conta 67 decessi, quasi la metà del totale nazionale - un dato che conferma la maggiore vulnerabilità della popolazione anziana in bicicletta, complice anche la crescente diffusione delle e-bike tra questa fascia d'età.
Il dato "zero decessi" registrato finora a Roma si inserisce in un contesto in cui il Campidoglio ha intensificato gli investimenti sulla mobilità ciclistica cittadina. Il progetto di punta è il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette, ovvero un anello ciclabile di circa 50 chilometri, suddiviso in sei lotti, pensato per collegare il centro storico alle periferie toccando luoghi simbolo come il Colosseo, le Terme di Caracalla, la via Appia Antica, Villa Ada e Villa Borghese, con l'obiettivo dichiarato di offrire un'alternativa sostenibile agli spostamenti quotidiani, oltre che valorizzare un percorso di interesse turistico, come spiega Roma Capitale sul proprio sito istituzionale.
Il primo lotto, lungo via di San Gregorio nei pressi del Colosseo, è già stato inaugurato con la riqualificazione di circa 400 metri di asse stradale; secondo quanto comunicato da Roma Servizi per la Mobilità, i lavori del secondo lotto sono partiti nelle scorse settimane e l'intera opera dovrebbe essere completata entro il 2026, in coerenza con le scadenze legate ai finanziamenti del PNRR.
L'amministrazione capitolina sta poi definendo il Bici Plan, il piano direttore della ciclabilità che fa parte del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e secondo Roma Servizi per la Mobilità, il piano prevede circa 850 chilometri complessivi di piste ciclabili sul territorio comunale, comprese quelle inizialmente stralciate dai finanziamenti PNRR, con obiettivi pluriennali allineati al Piano Nazionale della Mobilità Ciclabile al 2030.
A questi interventi si affiancano altri cantieri già completati o in corso in diversi municipi, dalla pista Monte Ciocci-San Pietro alla riqualificazione di tratti storici come il Ponte dell'Industria: un impegno che l'assessorato alla Mobilità definisce necessario per rendere, nelle parole dell'assessore Eugenio Patanè, "una città più sicura e sostenibile" per chi si sposta in bicicletta.
Per sensibilizzare l'opinione pubblica, ASAPS ha attivato una mappa di geolocalizzazione dei sinistri stradali mortali che coinvolgono ciclisti, consultabile online, e continuerà ad aggiornare i dati in tempo reale nei prossimi mesi. L'associazione, specializzata in sicurezza stradale, sostiene le proprie attività di monitoraggio anche attraverso donazioni e iscrizioni aperte al pubblico.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi