
Amatrice dopo il terremoto del 2016 (Foto: Buffy1982 via Getty Images/Canva.com)
Dieci anni dopo la notte che devastò Amatrice e una parte dell'Appennino centrale, Giorgia Meloni è arrivata ad Amatrice per partecipare alle commemorazioni del terremoto del 24 agosto 2016.
La presidente del Consiglio è atterrata nel pomeriggio all'eliporto del paese e ha raggiunto il Parco Padre Giovanni Minozzi, dove ha deposto una corona d'alloro davanti al monumento dedicato alle vittime. Dopo gli applausi di una parte delle persone presenti, durante il raccoglimento è calato il silenzio.
Ad Amatrice il sisma provocò 239 vittime. Complessivamente furono 299 le persone che persero la vita nel terremoto che alle 3:36 del 24 agosto 2016 colpì Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il deputato Paolo Trancassini.
Presenti inoltre il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, Francesco Acquaroli per le Marche, Marco Marsilio per l'Abruzzo e Stefania Proietti per l'Umbria, insieme ai sindaci e alle rappresentanze di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.
Davanti al monumento erano schierati anche i rappresentanti dei corpi che intervennero nelle ore e nei giorni successivi al terremoto: Vigili del fuoco, Croce Rossa, Protezione civile, Polizia, Esercito, Carabinieri e Guardia di finanza.
La visita di Meloni prosegue con la partecipazione alla messa presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. La giornata del decennale era iniziata nella notte, alle 3:36, con la fiaccolata e i rintocchi della campana in ricordo delle vittime.
Accanto al ricordo delle vittime resta il tema della ricostruzione. Arrivando ad Amatrice, Francesco Rocca ha richiamato la necessità di accelerare ulteriormente i lavori.
«La ferita più grande è la lentezza», ha detto il presidente della Regione Lazio, ricordando di essere stato presente nei territori colpiti già nel 2016, quando era alla guida della Croce Rossa italiana.
Secondo Rocca negli ultimi anni è stata impressa «un'accelerazione importante», ma adesso l'obiettivo deve essere portare a conclusione gli interventi ancora aperti.
Una delle questioni principali riguarda il nuovo ospedale di Amatrice. La parte esterna dell'edificio è stata completata, mentre rimangono da realizzare e ultimare gli interventi interni, dagli impianti alle finiture. La Regione ha inoltre previsto nuove dotazioni, tra cui una risonanza magnetica e il servizio di dialisi.
«La ditta che ha l'appalto deve rimboccarsi le maniche e chiudere», ha detto Rocca. «Questo è l'ultimo miglio. È il più difficile, ma devono stringere».
Sul futuro del centro storico è intervenuto anche il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, che considera determinante la riapertura del corso.
Secondo il primo cittadino, le strade provvisorie che per anni hanno consentito di bypassare il centro occupavano aree sulle quali insistevano alcuni degli edifici da ricostruire. Con la riapertura della viabilità centrale sarà ora possibile procedere con nuovi cantieri.
Cortellesi ha ricordato anche le difficoltà incontrate nel ricostruire con precisione la posizione degli edifici dopo la rimozione delle macerie, indicando tra i fattori che hanno rallentato il processo anche il Covid e le interferenze con il Superbonus.
Per il sindaco, «la ricostruzione vera è iniziata solo da tre anni», anche grazie alla stabilizzazione delle regole e alla possibilità di coprire integralmente i costi riconosciuti per gli interventi.
Nonostante i ritardi, Cortellesi si dice ottimista sulla possibilità di far tornare a vivere il territorio, composto dal capoluogo e da 69 frazioni, molte delle quali hanno ripreso negli ultimi anni feste e tradizioni sospese dopo il terremoto.
La commemorazione arriva mentre il paese continua a cambiare volto. Il terremoto del 2016 distrusse gran parte del centro di Amatrice e aprì una sequenza sismica che nei mesi successivi avrebbe interessato un'area molto più vasta dell'Appennino centrale.
La ricostruzione ha registrato un'accelerazione negli ultimi anni, ma rimane incompleta. Lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio per il decennale, ha richiamato la necessità di ultimarla «nel più breve tempo possibile».
La riapertura del centro, il completamento dell'ospedale e il ritorno delle persone restano così, dieci anni dopo la notte del 24 agosto 2016, il passaggio decisivo tra la ricostruzione degli edifici e quella della comunità.
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