
Nel giorno in cui l’Italia del pallone perde un pilastro del sua storia, Sandro Mazzola, il calcio italiano rimane dal pareggio dell’Olimpico tra Roma e Inter.
Risultato speculare in tutto. Un tempo per uno. Doppietta di Konè. Doppietta di Lautaro Martinez. Risultato 2-2. In punto a testa e appaiamento momentaneo in solitaria al primo posto.
Una partita che parla di uno spettacolo che la Serie A raramente ha fornito nell’ultima decade. Zero speculazioni, solo ritmo altissimo e continui ribaltamenti di fronte.
Gli unici a cui, forse, non dev’esser piaciuta è per allenatori e difensori, usciti i primi stremati dagli allungamenti delle squadre fin dal fischio d’inizio, i secondi ancor più distrutti dalle fatiche di contenimento di una mole infinita di attacchi da una parte e dall’altra.
La Roma parte fortissimo, schiacciando l’Inter nella propria metà campo. Dopo 5 minuti una grande azione manovrata, innescata dal genio di Dybala, permette la sponda di testa di Molina e il gol di Manu Konè che indirizza il primo tempo a totale marca giallorossa. La Roma arriva da tutti i fronti e calcia molte volte in porta come ormai ha abituato. L’Inter soffre tremendamente i recuperi palla altissimi di Hermoso, Balerdi e Mancini e concede le incursioni alla Roma senza riuscire a tenere il possesso con l’adattato Zielinski al ruolo di mediano.
Il raddoppio arriva nella medesima situazione del primo gol. Invenzione di Dybala che trova Mancini tutto solo in area che svirgola il pallone che arriva sui piedi di Konè che manda in tilt l’Olimpico. Una leggera reazione dell’Inter al 30esimo testimonia di come la squadra di Chivu abbia acquisito la resilienza che mancava all’Inter di Inzaghi. Una grande azione di Bisseck (che nel calcio totale di Gasperini è accoppiato con Soulè) lo porta a tu-per-tu con Svilar che lo ipnotizza e inizia la partita dei miracoli. L’Inter continua la scia dei problemi di approccio alla gara (per la quarta volta quest’anno va sotto di due gol).
A ognuno i suoi problemi però. Così il secondo tempo si apre con un errore di presunzione - così lo ha definito Gasperini ai microfoni di DAZN - che costa alla Roma il 2-1 del capitano Lautaro Martinez. Terzo gol su tre subito della Roma fino a quel momento è arrivato entro i primi 5 minuti del secondo tempo.
Il carattere dei giallorossi c’è e le occasioni pure. Ma l’Inter sale progressivamente di rendimento mentre le energie cominciano a mancare. Le occasioni per l’Inter si fanno sempre più ghiotte fino a quando ancora Lautaro, il più caparbio dei nerazzurri, la insacca all’angolo sinistro di Svilar che poco prima aveva compiuto un miracolo sulla testa di Lautaro stesso.
La Roma avrebbe anche l’occasione del 3-1 ma un riflesso surreale di faccia di Pepo Martinez nega il gol a Malen, dopo uno smarcamento alla Higuain.
Finisce 2-2 con l’Inter che avrebbe anche diverse occasioni per ribaltarla totalmente ma la Roma ha sempre tenuto e contrattaccato a sua volta. Una partita di un dispendio fisico e psicologico che solo la sosta potrà appianare.
Simbolo dello sforzo sovrumano è testimoniato dall’intera linea difensiva cambiata dai giallorossi, il cui pressing forsennato a tutto campo ha costretto Gasperini a ricorrere a tutti gli effettivi difensivi in panchina.
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