Roma, 4 settembre 2026
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Capannelle riapre dopo mesi di lavori: 130 ettari recuperati e 85 persone tornate al lavoro

Gualtieri e Lollobrigida all’ippodromo romano per la ripresa delle attività. Riqualificate piste, tribune e spazi interni. Il Comune cerca ora un gestore stabile. Il ministro: «L’ippica non deve finire in un museo, la vogliamo viva»

di Camilla Palladino e Leonardo Campara TEMPO DI LETTURA 4'
Capannelle riapre dopo mesi di lavori: 130 ettari recuperati e 85 persone tornate al lavoro

L’Ippodromo Capannelle riapre i cancelli e torna a ospitare le corse dopo mesi di lavori e un percorso di riqualificazione che ha coinvolto Campidoglio e ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Nella mattinata di venerdì 4 settembre, a partire dalle 11, lo storico impianto di via Appia Nuova 1245 è stato visitato dal sindaco Roberto Gualtieri, dal ministro Francesco Lollobrigida, dall’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato e dal sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra. La ripartenza dell’attività agonistica è prevista proprio per oggi con il galoppo. Nei prossimi mesi torneranno anche le corse al trotto, all’interno di un programma che punta a restituire a Capannelle un ruolo centrale nel panorama ippico nazionale.

Nove mesi di lavori e 130 ettari recuperati

A ricostruire il lavoro fatto è stato Onorato, che ha parlato di 130 ettari recuperati in 146 giorni, all’interno di un impianto complessivamente esteso su 136 ettari. Un intervento realizzato mentre il Comune si è trovato a dover gestire direttamente una situazione che, secondo l’assessore, rischiava di trasformarsi nella perdita non soltanto di un impianto sportivo, ma anche di una realtà con una rilevante funzione sociale. «Le amministrazioni locali non possono mandare la palla in tribuna e voltare la testa da un’altra parte», ha detto Onorato, rivendicando la capacità delle istituzioni pubbliche di intervenire con rapidità.

Il recupero ha riguardato innanzitutto le piste. Sono stati seminati 81 mila metri quadrati di pista in erba, utilizzando 64 quintali di seme, mentre una superficie di 126 mila metri quadrati è stata fertilizzata e sottoposta a tagli ripetuti. Su 81 mila metri quadrati sono stati inoltre effettuati interventi di Verticut, per arieggiare il tappeto erboso e rimuovere il feltro, e con Agrivator, per la bucatura del terreno e il miglioramento della struttura del suolo. Per la pista di sabbia di allenamento sono stati utilizzati 92 camion e 2.300 metri cubi di nuovo materiale, mentre sulle piste di corsa sono stati portati altri 500 metri cubi di sabbia. Per la pista del trotto sono stati impiegati 500 metri cubi di tufo rosso e 400 metri cubi di lapillo.

Rifatti impianti, illuminazione e sistemi tecnologici

Il lavoro non si è limitato alle piste. Sono stati effettuati interventi sugli impianti elettrici e idraulici, sui gruppi elettrogeni, sulle torri faro e sull’illuminazione delle piste. Sono state inoltre interessate la sala regia e il sistema di ripresa televisiva, mentre è stato installato un nuovo sistema di fotofinish ed è stato realizzato un intervento sulla fibra e sulla rete dati dell’ippodromo. Anche gli spazi destinati agli operatori e al pubblico sono stati oggetto di recupero. Gli interventi hanno riguardato la sala fantini, la Club House, le tribune e i locali destinati a medici, veterinari, antidoping, fantini, amazzoni, cavalieri, guidatori, commissari e funzionari. Nella tribuna principale sono state realizzate opere murarie, mentre è proseguito il restyling della Club House e il ripristino delle aree comuni. Sono stati inoltre resi nuovamente agibili ed efficienti i locali destinati ai terminali delle scommesse e sono stati riqualificati i servizi igienici.

Il Comune: «Recuperate 85 persone»

Uno degli aspetti sottolineati da Onorato è quello occupazionale. Ottantacinque persone sono tornate a lavorare stabilmente nell’impianto. «Abbiamo recuperato 85 persone che stanno lavorando stabilmente, che hanno recuperato il loro orgoglio e la loro appartenenza», ha detto l’assessore, spiegando che la riapertura deve rappresentare anche il punto di partenza per un progetto più ampio di valorizzazione. L’idea è infatti quella di utilizzare e riqualificare ulteriori spazi, dalla ristorazione alle strutture sportive e ai luoghi di aggregazione, ampliando anche l’offerta di intrattenimento musicale e culturale.

La vecchia gestione e la ricerca di un nuovo gestore

La riapertura arriva dopo una fase particolarmente complessa per l’impianto. Roma Capitale aveva tentato attraverso diversi avvisi pubblici e bandi di affidare la struttura a un operatore privato, senza arrivare a un risultato. «Oggi abbiamo chiuso la gara che era in corso, perché non rispecchia quella che ormai è l’ambizione e l’aspettativa di questo luogo», ha spiegato Onorato. Secondo l’assessore, la vecchia gestione non poteva più rappresentare la ripartenza e la gestione ordinaria dell’ippodromo. Il Comune ha quindi acquistato autostart, gabbie di partenza e altre attrezzature necessarie per consentire la ripresa delle attività. «Il Comune di Roma, con l’appoggio del ministero, rimarrà qui fin quando non troveremo un soggetto affidabile», ha assicurato Onorato. L’amministrazione capitolina, ha aggiunto, ha inoltre garantito che le risorse impiegate attraverso un ente privato avessero una finalità pubblica, rivendicando la capacità dell’istituzione di essere «efficiente, trasparente e rapida» nell’affrontare le criticità.

Gualtieri: «In pochi credevano che Capannelle avrebbe riaperto»

Per Gualtieri, quella di oggi è una «giornata straordinaria». Il sindaco ha ricordato come, fino a pochi mesi fa, la situazione dell’impianto apparisse compromessa: la chiusura, la rinuncia del gestore, le gare andate deserte e il progressivo degrado avevano reso incerto il futuro di Capannelle. «È stato un lavoro incredibile, straordinario, pochi credevano sarebbe stato possibile recuperare una situazione ormai che appariva compromessa», ha detto il sindaco. Gualtieri ha ringraziato le istituzioni coinvolte e, in particolare, il ministro Lollobrigida, la Regione e la società che ha partecipato al percorso di recupero, citando anche il presidente De Silvestri e la presidente Masi, che «si è imbarcata in un compito complesso» riuscendo ad assolverlo «con la massima professionalità». «Di fronte alle cose importanti le istituzioni sono presenti», ha sottolineato il sindaco, ribadendo l’intenzione dell’amministrazione di preservare quanto realizzato.

«Non solo ippica: Capannelle può diventare uno spazio per le famiglie»

Per Gualtieri, il significato della riapertura va oltre le corse dei cavalli. «È soprattutto un altro pezzo di città che viene sottratto al degrado e all’incuria e si riqualifica, perché noi abbiamo dei gioielli straordinari», ha affermato. L’obiettivo è fare di Capannelle un luogo accessibile anche a chi non frequenta abitualmente il mondo dell’ippica: «Può diventare un luogo dove non soltanto gli appassionati del settore, ma anche le famiglie possono partecipare, assistere a eventi sportivi e godersi uno spazio così bello e accogliente». Il sindaco ha definito l’impianto «bellissimo» e storico, ricordandone anche la componente ottocentesca. Capannelle è inoltre destinata a essere teatro di un calendario sportivo articolato: il galoppo riparte il 4 settembre, mentre il trotto torna il 6 settembre. Da settembre a dicembre sono previste complessivamente 32 giornate di trotto.

Il ministro: «Scelte folli nel passato»

Lollobrigida ha inserito la riapertura di Capannelle nel più ampio progetto di rilancio dell’ippica italiana, criticando apertamente alcune scelte del passato. «Sono state fatte scelte folli nel passato. Lo dico con chiarezza: secondo me è stato folle sciogliere l’Unire ed è stato sbagliato assegnare la funzione di gestire l’ippica italiana a un ministero, che non è un soggetto che dovrebbe avere una competenza di questa natura», ha affermato. Secondo il ministro, in altri Paesi europei l’ippica mantiene un ruolo centrale, mentre in Italia il comparto ha affrontato «un lento declino verso un’eutanasia programmata», senza sufficienti azioni di rilancio. «Il nostro governo ha messo in campo azioni di rilancio», ha rivendicato.

Più investimenti, premi pagati più rapidamente e Iva al 5 per cento sui puledri

Tra le misure ricordate da Lollobrigida ci sono l’aumento degli investimenti nel settore, le agevolazioni per l’allevamento e la riduzione dei tempi per l’erogazione dei premi. Il ministro ha sottolineato in particolare la riduzione dell’Iva dal 22 per cento al 5 per cento per i puledri sotto i 18 mesi e il taglio di oltre il 20 per cento dei tempi necessari per l’erogazione dei premi. «Abbiamo lavorato per mettere in condizione il comparto di avere speranza», ha detto Lollobrigida, ricordando che quando arrivò al ministero gli era stato consigliato di stare lontano dall’ippica perché considerata un settore senza prospettive. «Invece oggi la speranza è tornata ad esserci».

Capannelle diventa «l’ippodromo centrale italiano»

Tra gli obiettivi del rilancio c’è anche l’attribuzione a Capannelle del ruolo di «ippodromo istituzionale, cioè l’ippodromo centrale italiano». «Ovviamente l’ippodromo chiuso non avrebbe avuto la possibilità di svolgere questo ruolo», ha osservato Lollobrigida. Il ministro ha precisato che le competenze dirette sulla gestione dell’impianto non spettano al Masaf, anche se il ministero sovvenziona una parte consistente delle attività. In collaborazione con Roma Capitale, ha spiegato, si è cercato di «correggere una rotta» che le istituzioni non condividevano, superando uno status quo privo di una prospettiva di lungo periodo. «Il risultato oggi è ripartire. Ripartire non può essere il punto di arrivo, perché l’ippica italiana merita di più e Capannelle merita di più», ha concluso.

Un milione di euro per il rilancio

Per sostenere il progetto di rilancio di Capannelle è stato inoltre destinato un milione di euro attraverso un emendamento parlamentare. «C’è stata anche la collaborazione dei gruppi parlamentari: il gruppo di Fratelli d’Italia in Parlamento, con un emendamento, ha dedicato un milione di euro a Capannelle», ha spiegato Lollobrigida. Le risorse sono destinate a sostenere il rilancio di quello che il ministro ha definito «uno straordinario luogo che dal 1884 è un punto di ritrovo del mondo del cavallo e può tornare ad avere una centralità». L’obiettivo è avvicinare a questo mondo non soltanto gli appassionati di ippica, ma anche un pubblico più ampio.

Più controlli: ricostituito il nucleo dei Carabinieri

Sul fronte della legalità, il ministro ha annunciato il rafforzamento dei controlli negli ippodromi italiani. «Ho voluto ricostituire il nucleo dei Carabinieri che si dedica alle ispezioni all’interno degli ippodromi di tutta Italia, per verificare che ci siano le condizioni di legalità che sono un presupposto per un’attività di questa natura», ha spiegato. Un intervento motivato, secondo Lollobrigida, dal fatto che il settore sia stato «troppo spesso condizionato e a volte anche inquinato da fatti incresciosi». «Su questo, ovviamente, anche nei prossimi mesi avremo esiti che non sto qui ad annunciare», ha aggiunto. L’idea è fare di Capannelle anche un esempio di legalità e sicurezza, in modo che l’impianto possa essere vissuto non soltanto dagli appassionati ma anche dalle famiglie.

«L’ippica non deve finire in un museo»

Il ministro ha poi indicato il modello a cui guardare: Francia, Germania, Svezia e Giappone, Paesi nei quali l’ippica, ha spiegato, rappresenta un momento centrale della vita, dello spettacolo e dello sport. In diversi di questi contesti il settore produce inoltre un attivo per le casse dello Stato e gli ippodromi diventano luoghi frequentati dalle famiglie, non soltanto durante le gare ma anche come spazi di incontro, crescita, formazione e confronto. «Non ci arrendiamo all’idea che l’ippica sia qualcosa da inserire all’interno di un museo: va bene raccontare i grandi eventi legati all’ippica, Varenne, però non è sufficiente. Noi la vogliamo viva», ha detto Lollobrigida. Tra le azioni di rilancio il ministro ha citato anche le campagne televisive per raccontare l’ippica, il rafforzamento della comunicazione positiva e il ritorno del settore a Fieracavalli, con «pari dignità rispetto agli sport equestri». «C’è ancora molto da fare, però alcuni segnali concreti sono già stati riscontrati», ha aggiunto.

Dal debito dell’ex concessionario alla nuova stagione

Il percorso di recupero si è intrecciato anche con la chiusura della lunga vicenda legata al precedente concessionario, che aveva accumulato un debito superiore ai 20 milioni di euro nei confronti dell’amministrazione. Onorato ha parlato di una ferita aperta da oltre vent’anni e ha sottolineato come il Comune sia riuscito, insieme a Zètema e alle altre istituzioni coinvolte, a riportare legalità e trasparenza nell’impianto. «Abbiamo chiuso un cerchio e ci prepariamo all’inizio di una nuova stagione di legalità, efficienza e rilancio», ha detto. La ripartenza, però, non chiude la partita. Anche Gualtieri ha indicato come prossimo obiettivo la costruzione di un assetto stabile e strutturale per il futuro dell’ippodromo, attraverso una nuova gara per individuare un gestore. «Si temeva che questo impianto chiudesse, fortunatamente questo timore è stato smentito», ha sottolineato il sindaco. «Naturalmente lavoreremo sempre insieme, tutti insieme, per una soluzione strutturale, ma basata sull’equilibrio di bilancio».

Quattro mesi di corse per rilanciare Capannelle

Il calendario sportivo accompagnerà la nuova fase dell’impianto per gli ultimi quattro mesi del 2026. A settembre sono previste nove giornate di galoppo, il 4, 8, 11, 15, 19, 20, 22, 25 e 29 settembre, e otto giornate di trotto, il 6, 9, 12, 16, 18, 23, 28 e 30 settembre. Il 20 settembre sarà dedicato alla cerimonia inaugurale della riapertura. A ottobre sono previste otto riunioni di galoppo, a novembre dieci e a dicembre altre sei, con attività fino al 29 dicembre. La sfida, ora, è trasformare la riapertura da semplice ritorno alle corse in un vero rilancio dello storico impianto romano. Perché, nelle parole di Lollobrigida, «il risultato oggi è ripartire», ma «non può essere il punto di arrivo».

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