
Quasi 29 milioni di euro per rinnovare gli impianti della metro A e aggiornare i sistemi tecnologici della metro C. Roma Capitale ha approvato cinque provvedimenti destinati alla manutenzione e alla sicurezza della rete metropolitana romana, con interventi che riguarderanno sia le infrastrutture utilizzate quotidianamente dai passeggeri sia i sistemi tecnologici che permettono di controllare e gestire le linee.
Il provvedimento più consistente riguarda la metro A, con un investimento complessivo previsto di 17,8 milioni di euro per la sostituzione di scale mobili e ascensori nella tratta realizzata con il prolungamento degli anni Novanta. Altri quattro provvedimenti, per un totale di 11 milioni di euro, riguardano invece la metro C e il rinnovo di sistemi di esercizio, sicurezza, comunicazione e ventilazione.
Il progetto approvato riguarda la sostituzione di 48 scale mobili e 17 ascensori. Gli interventi interesseranno in particolare le stazioni di Battistini, Cornelia, Baldo degli Ubaldi, Valle Aurelia e Cipro, dove sono presenti 44 scale mobili e 16 ascensori. A questi si aggiungono quattro scale mobili e un ascensore del parcheggio di scambio di Anagnina. Si tratta degli impianti della tratta realizzata con il prolungamento della metro A negli anni Novanta ed entrata progressivamente in esercizio tra il 1999 e il 2000.
La necessità di procedere alla sostituzione è legata anche alla normativa sulla vita tecnica degli impianti di traslazione in servizio pubblico. Il decreto ministeriale del 2 gennaio 1985 stabilisce infatti in 30 anni, a partire dall’autorizzazione all’immissione in esercizio, la loro vita tecnica. Una volta raggiunto questo limite, non sono consentite riparazioni parziali: è necessaria la sostituzione integrale.
La giunta ha già approvato e finanziato il primo stralcio funzionale, che prevede la sostituzione di 32 scale mobili e 4 ascensori. L’investimento ammonta a quasi 18 milioni di euro e comprende anche la progettazione esecutiva, lo smantellamento degli impianti esistenti e 24 mesi di manutenzione. Il progetto tecnico comprende anche un secondo stralcio, relativo alle restanti 16 scale mobili e 13 ascensori. Questa seconda fase sarà attivata con un successivo provvedimento, non appena saranno reperite le risorse necessarie. I lavori non potranno essere effettuati contemporaneamente su tutti gli impianti, perché una chiusura generalizzata comprometterebbe il funzionamento delle stazioni. Per questo il cronoprogramma prevede di completare la sostituzione nell’arco di tre anni.
Gli altri quattro provvedimenti riguardano la metro C, con uno stanziamento complessivo di 11 milioni di euro. Uno degli interventi principali, del valore di circa 4,5 milioni, riguarda la manutenzione evolutiva del sistema Scada, acronimo di Supervisory Control And Data Acquisition. Si tratta del sistema che consente il controllo digitale dell’intera rete e permette ai tecnici della sala operativa centrale di monitorare in tempo reale diversi aspetti del funzionamento della linea: dalla sicurezza delle gallerie alle stazioni, dal flusso dei passeggeri alla gestione dell’energia. Il rinnovo si è reso necessario perché diverse componenti hardware e software del sistema sono state dichiarate fuori produzione dai costruttori e non sono più supportate né reperibili sul mercato.
Altri quasi 4 milioni di euro saranno utilizzati per la revisione decennale degli apparati elettrici della linea. L’intervento riguarderà 45 quadri di bassa tensione, 25 gruppi di continuità e 255 interruttori di media tensione, secondo i cicli di manutenzione previsti dalle normative tecniche di settore.
Poco più di 1,6 milioni di euro saranno destinati all’aggiornamento del sistema radio Tetra, utilizzato per le comunicazioni Radio Terra Treno. Il sistema garantisce il collegamento tra il Posto Centrale Operativo, le stazioni e i treni in linea, comprese le comunicazioni di emergenza. Una rete di comunicazione particolarmente importante per la sicurezza perché consente di mantenere il collegamento anche in condizioni in cui le normali comunicazioni possono essere compromesse, come in caso di interferenze, blackout o blocchi della rete cellulare. L’obiettivo è quindi garantire il coordinamento delle operazioni di sicurezza anche a centinaia di metri sotto terra.
Infine, oltre un milione di euro sarà destinato alla sostituzione degli inverter che regolano gli impianti di ventilazione delle stazioni e delle gallerie della metro C. Anche in questo caso si tratta di componenti ormai fuori produzione. Gli impianti hanno un ruolo sia durante il normale esercizio della metropolitana, perché contribuiscono a governare la qualità dell’aria, sia in situazioni di emergenza. In caso di incendio, infatti, la ventilazione incide sulle condizioni di esodo dei passeggeri.
«Con l’approvazione di questi cinque provvedimenti compiamo un passo fondamentale per il presente e il futuro del trasporto pubblico romano», ha commentato l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè. Dietro i quasi 29 milioni di euro di investimenti, spiega l’assessore, c’è «una scelta di campo precisa: la priorità assoluta alla manutenzione, alla sicurezza e all’efficienza tecnologica della nostra rete metropolitana». Secondo Patanè, quando si parla di investimenti sulla metropolitana si tende a pensare soprattutto ai nuovi treni o al prolungamento delle linee. Ma una parte fondamentale della rete è costituita da infrastrutture e sistemi che i passeggeri non vedono. «La vera rivoluzione per la mobilità della nostra città passa da ciò che i cittadini non vedono, ma vivono ogni giorno sulla propria pelle: l’invisibile infrastruttura di sicurezza e gestione della rete», sottolinea.
L’assessore rivendica anche un cambio di approccio rispetto al passato. «Per troppi anni Roma ha sofferto la logica della rincorsa alle emergenze, intervenendo sugli impianti solo a guasti avvenuti o a ridosso delle scadenze di vita tecnica. Quel modello ha generato disservizi cronici e disagi inaccettabili per i cittadini», afferma Patanè. L’obiettivo ora è intervenire prima che gli impianti arrivino al limite della loro vita tecnica. «Oggi abbiamo ribaltato radicalmente questo approccio», sostiene l’assessore, ricordando che le scale mobili e gli ascensori della tratta Ottaviano-Battistini sono entrati in esercizio tra il 1999 e il 2000. «La norma fissa in trent’anni la loro vita tecnica quindi stiamo programmando gli interventi con largo anticipo, investendo sul rinnovo profondo prima che le infrastrutture arrivino al punto di rottura», conclude.
Nel suo intervento Patanè pone l’accento anche sull’accessibilità. «C’è poi una ragione che riguarda il diritto di muoversi, non il comfort. Una scala mobile ferma non pesa allo stesso modo su tutti: per una persona con disabilità motoria, per un anziano, per un genitore con il passeggino, una stazione senza impianti di traslazione è una stazione chiusa», spiega. Per l’assessore, l’accessibilità rappresenta «la parte meno raccontata del trasporto pubblico e la più decisiva». Lo stesso principio, aggiunge, vale per gli interventi tecnologici sulla metro C. «Un sistema di supervisione con componenti che i costruttori non producono più è un rischio che cresce ogni mese: manutenerlo diventa progressivamente più difficile, e la disponibilità del servizio ne dipende». Da qui la scelta di intervenire prima che la manutenzione diventi un’emergenza: «Abbiamo scelto di intervenire adesso, programmandolo per tempo, anziché farlo diventare un’emergenza».
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