
Serve il sostegno del Governo per affrontare la bonifica dell’area in seguito all’incendio divampato lo scorso 26 luglio tra via Laurentina e Vallerano. E’ questa la richiesta del IX municipio emersa nella Commissione capitolina all’Ambiente convocata mercoledì 2 settembre per fare il punto sulla vicenda che ha colpito il quadrante sud di Roma.
«Ora bonifica e responsabilità»
«L’emergenza è finita, ora è il tempo della bonifica e delle responsabilità», hanno sottolineato la presidente del IX municipio Titti Di Salvo e il vicepresidente e assessore all’Ambiente, Augusto Gregori, nel corso della Commissione.
All’incontro erano presenti i rappresentanti del Gabinetto del Sindaco, della Protezione civile, del Dipartimento Ambiente, della Asl Roma 2, dell’Arpa Lazio. Hanno partecipato anche gli agenti della polizia Locale e i Comitati di Quartiere di Fonte Laurentina, Papillo e Vallerano.
«Grazie al lavoro di questi soggetti l’emergenza è rientrata e ora possiamo passare alla fase due», ha sottolineato di Salvo.
«La prima fase è stata quella della gestione dell’emergenza. In queste situazioni la prova più difficile per chi ha responsabilità pubbliche è mantenere equilibrio: non alimentare l’allarme più di quanto l’evento già determini, senza però sottovalutare o tralasciare nulla», ha dichiarato la presidente.
«È quello che abbiamo fatto fin dall’inizio, basandoci sulle informazioni e sulle valutazioni di Arpa e Asl, in stretto rapporto con il Gabinetto del Sindaco, i Dipartimenti di Roma Capitale, Protezione Civile, Polizia Locale e Vigili del Fuoco«, ha aggiunto Di Salvo.
Il rogo del 26 luglio ha portato alla luce una situazione ben più grave del previsto: nel sottosuolo dell’area si nasconde una ingente quantità di rifiuti interrati e disposti a strati che ha alimentato la combustione proseguita sotto la superficie per settimane. Solo il 17 agosto i Vigili del Fuoco hanno potuto dichiarare le fiamme definitivamente spente, dopo circa venti giorni di attività del rogo.
Anche nei giorni successivi allo spegnimento, però, la zona ha continuato a emettere fumi avvertiti in vari quartieri di Roma sud alimentando la preoccupazione dei residenti che hanno soprannominato l’area «la piccola Terra dei Fuochi». L'accaduto ha richiamato l'attenzione della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie che ha condotto un sopralluogo insieme ai rappresentanti territoriali. Inoltre la Procura di Roma, come anticipato dal Municipio, ha aperto due filoni d’indagine: uno per accertare le cause dell’incendio, l’altro sull’attività illecita di sversamento dei rifiuti.
Conclusa la fase emergenziale il 17 agosto, il Municipio ha chiesto la prosecuzione del monitoraggio dell’aria da parte di Arpa, affiancata dalla Asl per verificare l’eventuale presenza di fibre di amianto, anche nei pressi delle scuole.
Sul versante delle diossine in quella occasione sono arrivate indicazioni definite dal Campidoglio «rassicuranti»: gli ultimi quattro campionamenti di Arpa Lazio, condotti tra l’8 e il 12 agosto, hanno registrato valori compresi tra 0,06 e 0,08 pg/m³, al di sotto della soglia di riferimento indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’ambiente urbano. Arpa era intervenuta già in occasione dell’incendio del 26 luglio, proseguendo i rilevamenti nei giorni successivi: i dati raccolti mostrano un calo delle concentrazioni di diossine rispetto ai picchi registrati durante le fiamme.
Chiusa la gestione dell’emergenza, si apre ora la fase relativa alla discarica abusiva interrata scoperta a seguito del rogo. Si tratta di terreni di proprietà privata: il Municipio ha chiesto di procedere con le intimazioni ai proprietari, mentre l’accertamento di eventuali responsabilità penali resta in capo alla magistratura.
«Abbiamo coinvolto fin da subito anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, con la quale avevamo già lavorato sul caso di Largo Jacovitti», ha detto Di Salvo.
«Non è un tema che nasce oggi», ha sottolineato la presidente. Il 16 aprile «avevamo convocato un Consiglio municipale straordinario sulle ecomafie, perché siamo convinti che serva un impegno straordinario e comune di tutte le istituzioni e dei cittadini per spezzare una filiera criminale che riguarda il nostro territorio e supera i suoi confini».
«Non dobbiamo alimentare paure, ma nemmeno nascondere i problemi. Dobbiamo affrontarli con i dati, le istituzioni e la forza della legge», ha aggiunto Di Salvo.
«L’emergenza dell’incendio per fortuna è finita, oggi metteremo in chiaro le responsabilità su quanto è venuto fuori, cioè la discarica abusiva», ha anticipato il vicepresidente del Municipio IX e assessore municipale all’Ambiente, Augusto Gregori, prima dell’avvio della Commissione.
«In questi casi le istituzioni devono lavorare insieme, quindi ci aspettiamo una mano dal governo, che comunque sta già arrivando come abbiamo visto con la commissione parlamentare d’inchiesta», ha precisato.
Il rogo, divampato nell’area compresa tra la Laurentina, Vallerano e il Grande Raccordo Anulare, ha svelato, quindi, la presenza di una discarica abusiva con tonnellate di rifiuti interrati.
«Sono terreni privati, quindi l’iter sarà lungo», hanno sottolineato Gregori e Di Salvo precisando che l’amministrazione non era a conoscenza della presenza dei rifiuti sotterranei: «Quando abbiamo istituito il tavolo del decoro abbiamo mappato tutto il territorio per quanto riguarda micro discariche, discariche e accampamenti abusivi e quel sito lì non c’era. Nessuno ha fatto denunce, se ci sono le facessero emergere», hanno concluso.
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