Roma, 13 settembre 2026
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Lazio, il sogno vittoria sfuma nella ripresa: Moreira entra e trascina il Milan al rimontone dell'Olimpico

​La cornice del match è surreale: uno Stadio Olimpico con le tribune deserte a causa della protesta della tifoseria laziale, che prima del fischio d'inizio ha comunque voluto far sentire la propria vicinanza alla squadra scortandola dal centro sportivo di Formello fino a Ponte Milvio

di Stefano Quagliozzi TEMPO DI LETTURA 2'
Lazio, il sogno vittoria sfuma nella ripresa: Moreira entra e trascina il Milan al rimontone dell'Olimpico

Un tempo a testa, quattro gol complessivi, capovolgimenti di fronte e un finale al cardiopalma. Il big match della quarta giornata di Serie A tra Lazio e Milan regala uno spettacolare 2-2 allo Stadio Olimpico, al termine di una sfida dai due volti in cui le intuizioni dei tecnici e le giocate dei singoli hanno spaccato in due la partita.

La squadra di Gennaro Gattuso assapora a lungo la possibilità di scrivere una pagina storica per il club biancoceleste, vedendo tuttavia sfumare la quarta vittoria consecutiva in avvio di campionato proprio sul più bello. Dall'altra parte, il Milan di Rúben Amorim conferma un carattere incrollabile e preserva l'imbattibilità stagionale, agganciando un punto preziosissimo grazie a una ripresa arrembante e all'impatto devastante dei cambi.

​La cornice del match è surreale: uno Stadio Olimpico con le tribune deserte a causa della protesta della tifoseria laziale, che prima del fischio d'inizio ha comunque voluto far sentire la propria vicinanza alla squadra scortandola dal centro sportivo di Formello fino a Ponte Milvio. C'è spazio anche per l'emozione quando la curva ospite riserva calorosi applausi al grande ex Gattuso, che ricambia l'affetto con calore prima di concentrarsi sul campo. Nelle formazioni ufficiali, il tecnico biancoceleste sceglie di far rifiatare Pinamonti puntando dal primo minuto su Noslin e inserisce Sutalo al posto dell'infortunato Doekhi.
Amorim risponde confermando Ramos al centro dell'attacco, sostenuto dalla fantasia di Cissè e Loftus-Cheek.
​Sotto gli occhi attenti del presidente Lotito e dell'ex Pedro, presenti in tribuna, la gara si sblocca subito a favore dei padroni di casa. La Lazio parte con un piglio arrembante, dominando il palleggio e sfruttando al meglio la corsia esterna.

Al 10' arriva il merito vantaggio: Zaccagni inventa un traversone perfetto su cui Cancellieri deve solo appoggiare in rete, cogliendo impreparata la retroguardia rossonera e in particolare Estupiñán. La rete subita intorpidisce il Milan, mentre la Lazio continua a spingere sull'acceleratore, sfiorando a più riprese il raddoppio prima con Frattesi e poi con lo stesso Zaccagni, ipnotizzato da Maignan.
​Il secondo gol biancoceleste è nell'aria e si concretizza prima dell'intervallo. Taylor pennella un pallone invitante a centro area su cui Noslin si avventa in spaccata: la sfera impatta prima contro la traversa e poi finisce nuovamente all'attaccante, lesto a ribadire in rete di testa anticipando il tentativo di rinvio di De Winter.

Il Milan incassa il colpo e manifesta enormi difficoltà nel creare gioco; l'unica fiammata porta la firma del grande ex Gila con un sinistro a girare che Mandas blocca senza patemi.
​Con le squadre negli spogliatoi sul 2-0, la partita sembra saldamente nelle mani dei biancocelesti, ma la contromossa di Amorim all'intervallo ribalta totalmente l'inerzia tattica. Il tecnico rossonero rivoluziona la squadra con un triplo cambio drastico: fuori Loftus-Cheek, Estupiñán e Modrić, dentro Pulisic, Musah e il neoacquisto Moreira. La mossa si rivela azzeccatissima e la nuova linfa trasforma il Diavolo. Al 5' della ripresa Pulisic impegna Mandas e, un minuto più tardi, serve un assist perfetto a Moreira, che con un sinistro preciso riapre la contesa mettendo a segno la sua prima rete nel campionato italiano.

​La Lazio sbanda vistosamente e il Milan ne approfitta immediatamente. Passano appena due minuti e Moreira sale di nuovo in cattedra: l'esterno rossonero riceve palla al limite dell'area e lascia partire una conclusione a giro di sinistro da antologia che si spegne nell'angolo basso, dove Mandas non può arrivare. Un micidiale uno-due in centoventi secondi che ristabilisce la parità e crea uno shock all'ambiente laziale.

​Sulle ali dell'entusiasmo, la squadra di Amorim continua a spingere alla ricerca del clamoroso tris, andandoci vicinissima con un destro piazzato di Cissè. Gattuso prova a correre ai ripari per riordinare la linea difensiva e arginare le folate avversarie. Nel finale, l'arrembaggio dei milanesi si infrange contro la resistenza della retroguardia di casa, ormai rintanata a difesa del pareggio.

​Al triplice fischio del signor Marcenaro la contesa si chiude su un 2-2 che rispecchia l'andamento a due facce della partita. La Lazio vede sfumare il sogno del quarto successo consecutivo ma si gode, seppur momentaneamente, la vetta solitaria della classifica. Il Milan festeggia la reazione di carattere e l'esplosione del suo nuovo talento Moreira, rimanendo pienamente in corsa per le posizioni di primissimo piano.

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