
Se Dante avesse abitato non nella prima, ma nella seconda Roma, (che giusto per informazione aveva ancora 200 anni prima di passare definitivamente nelle mani ottomane), avrebbe ambientato una delle sue bolge infernali allo stadio Şükrü Saracoğlu di Fenerbace. La Roma ospite del Fenerbache strappa un punto prezioso nella prima trasferta di Champions League e all’esordio dopo 7 anni di assenza. Finisce 1-1 con gol di Cristante e di Brown per i turchi.
Nonostante un inizio accorto e scioccato tipico della trasferta rovente, i giallorossi si fanno largo tra i fischi assordanti attraverso l’unico sistema funzionante in queste trasferte ostili. Attraverso la tranquillità che solo il possesso palla può garantire. Una rete di passaggi che ha fatto da ponte tra l’inizio arrembante dei turchi, trascinati dalla loro torcida che, seppur nell’iconoclastia dello stadio privo di qualunque bandiera o simbolo durante tutti i 90 minuti, ha fatto della voce all’unisono più che un dodicesimo uomo, un secondo allenatore, di quelli con la vena al collo pronta ad esplodere.
La prima metà di partita testimonia dunque di un sostanziale equilibrio, con la Roma a fare la partita e il Fenerbache pronto a recuperare con Kantè, appoggiarsi sul gigante ex laziale Muriqi per innescare il mancato acquisto dell’estate romanista Mason Greenwood.
Il più vivo della Roma è pero sempre Malen. Dopo aver fatto girare la testa a Skriniar e compagnia difendente, taglia il campo da sinistra fino a innescare Bryan Cristante che dal limite spara un destro a incrociare sul quale non può nulla Ederson. La Roma continua a fare la partita senza sostanzialmente subire, ma senza nemmeno affondare il colpo.
Nemmeno il tempo di finire il tè caldo turco della ripresa che un’imbeccata di prima del solito Greenwood trova il terzino iperoffensivo Brown che con uno scavino alla Totti, batte Svilar sul secondo palo. La Roma accusa il colpo e dopo qualche minuto rischia di capitolare sul destro di Muriqi a tu-per-tu con Svilar che ci mette i piedi e salva la Roma. Esattamente la dinamica della gara in casa contro l’Atalanta. Dopo il gol subito a inizio ripresa la Roma rischia di prendere il secondo per amnesia difensiva.
Quella volta Gasp fu costretto a levare 2 centrali su 3 per risistemare l’assetto difensivo. Questa volta l’equilibrio sostanziale lo ritrova di nuovo con il possesso e con gli stessi undici meno il cambio di Pisilli al posto di Kone.
La Roma torna a creare senza però trovare la chiave per offendere. Un fallo su Dybala al limite dell’area del Fenerbache fa pensare al penalty, ma è solo l’illusione della caduta. Il fallo dal limite genererebbe anche un buonissimo schema a liberare il destro di Malen ma la difesa ribatte.
La partita è viva ma arida di vere occasioni. L’agonismo sale anche grazie all’ingresso dell’ex Romelu Lukaku a duellare con Ndicka al posto di Muriqi.
Nonostante l’incessante trama giallorossa, l’occasione più clamorosa del match ce l’ha l’ex Manchester City Nathan Ake, con un colpo di testa morbido che si stampa sulla parte interna della traversa. Brown, il terzino-centravanti dei turchi, non raccoglie la respinta clamorosamente.
Finisce così. La Roma si regala il primo pareggio stagionale giocando in una trasferta complicata dal punto di vista tecnico e ambientale. Un punto prezioso con il rammarico dell’ingresso nel secondo tempo un po’ più lascivo ma di fronte la squadra di Gasperini ha trovato un Fenerbache organizzato e pieno di campioni nel pieno della loro carriera come Greenwood e alcuni meno giovani, ma con molto ancora da dare nel calcio che conta. La trasferta di Fenerbache sarà durissima per molti.
Onesto e chiaro nella lettura della partita, mister Gasperini tesse più le lodi del Fenerbache che i demeriti della Roma. In particolare si sofferma sul fatto che, nonostante le due squadre giochino due stili di calcio molto diversi, quello di Kartal non è stato improvvisato.
La vera sorpresa è stata proprio nella conferenza successiva, quella dell’allenatore del Fenerbache Ismail Kartal, che annuncia le inaspettate dimissioni per aiutare il club.
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