
La Roma domina, accusa il colpo e si rialza in una di quelle partite che dovresti vincere per infiniti meriti, ma spesso non riesci perché “questo è il calcio”. Ecco la Roma quella partita l’ha vinta, ribaltando un risultato con due gol nel recupero di Hermoso e Soulè. Finisce 2-1 e idealmente Gasperini risponde a Chivu che nel pomeriggio ribalta miracolosamente il Napoli di Allegri. Per l’Atalanta, che aveva assaporato l’impresa grazie al gol di Ederson, è la prima sconfitta stagionale.
In una prima metà di gara che doveva essere per lo più di studio e aggressione, la Roma chiude l’Atalanta nella propria metà campo. In un Olimpico versione bolgia, la Roma sembra quanto mai dominante.
Mi verrebbe da dire che le parti si sono invertite rispetto alle passate stagioni, eccezion fatta per lo scorso anno con un sostanziale equilibrio. Il processo di atalantizzazione della Roma di Gasperini sembra finalmente compiuto.
La Roma crea tanto ma soprattutto è di una pericolosità spaventosa per Carnesecchi e compagni. Le occasioni più ghiotte passano, ironia della sorte, dai due atalantini giallorossi. Entrambi con la propria specialità:Il colpo di testa. Prima Mancini su un’imbeccata da esterno di qualità (chissà se quello che cercava la Roma nel mercato) di Rodrigo Mora, sempre più vicino a Papu Gomez nelle movenze, si ritrova a colpire di testa tutto solo da pochi metri e costringe Carnesecchi agli straordinari. Carnesecchi che poi si supera sul secondo colpo di testa angolatissimo di Cristante. I tiri fuori nemmeno si contano, quelli in porta sono pochi ma pericolosi. Il gol ancora si fa attendere, nonostante una sterzata di Malen in area e i continui cross e angoli continuino a piovere nell’area della squadra di Sarri. La resistenza del comandante tiene la squadra a galla.
Il primo tempo si chiude quindi con statistiche bulgare. Possesso palla 63 a 37. Tiri totali 18 a 1. Gol attesi 1.50 a 0.06. Di contro le grandi occasioni per i giallorossi sono poche (appena due) così come i tiri nello specchio (solo 4)
Il calcio, come la natura, si dimostra sempre per quello che è. Imprevedibile. Tempo due minuti dall’inizio della ripresa e l’Atlanta va in vantaggio al primo tiro in porta e il secondo totale grazie al destro deviato del suo capitano Ederson. I cambi di Sarri cambiano la partita, specie con l’ingresso di Kristovic al posto di uno spento Scamacca. Tanti sono i duelli vinti dal montenegrino che Gasp si vede costretto a cambiare 2 centrali su 3. Entrano Balerdi e Ghilardi. Il cambio che spiazza tutti però è quello di Malen, senza il quale la Roma perde oggettivamente di pericolosità. Entra Castro che si fa vedere subito prontissimo e spara un bolide sul palo dopo un dribbling bellissimo in area. La porta sembra stregata dalla dea.
A testimonianza della mala sorte giallorossa e di Castro in particolare, dopo il palo l’argentino ex Bologna colpisce anche la traversa.
Con il più casuale dei colpi di testa della serata, Mario Hermoso, l’unico della retroguardia giallorossa ad essere rimasto in campo, pareggia i conti a due minuti dal 90esimo. La Roma sta bene, crea per arrivare al conto totale di 37 tiri. Il bombardamento sortisce gli effetti sperati. Soulè in area sterza e la spara incrociandola a fil di palo. L’Olimpico esplode e Gasperini dimostra che questa Roma sa vincere anche quelle partite maledette che spesso lasciano almeno due punti per strada.
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