
Nel mese di maggio, in Italia, i prezzi delle abitazioni usate registrano una lieve flessione mensile dello 0,2%, portando il valore medio a 1.902 euro al metro quadrato.
È quanto emerge da un’analisi del portale immobiliare Idealista, che parla di «un aggiustamento contenuto, che riflette probabilmente una maggiore cautela degli acquirenti in un contesto di inflazione in risalita e tassi sui mutui ancora elevati».
Il quadro di medio periodo resta però positivo: i prezzi risultano in crescita dell’1,9% su base trimestrale e del 4,3% su base annua.
Sul piano regionale, a maggio sono cinque le Regioni che chiudono in crescita e dodici quelle in calo. In testa ci sono Emilia-Romagna con +0,4% e Lombardia con +0,3%, seguite da Veneto con +0,2% e, con variazioni più contenute, Sicilia e Liguria, entrambe a +0,1%.
Il Lazio resta stabile, insieme ad Abruzzo e Basilicata.
Sul fronte opposto, dodici Regioni segnano una contrazione. Le perdite più consistenti si registrano in Valle d’Aosta con -3,5%, Trentino-Alto Adige con -1,2% e Molise con -1%. Altre nove Regioni mostrano cali più contenuti, compresi tra il -0,5% della Toscana e il -0,1% di Sardegna, Marche, Piemonte, Puglia e Friuli-Venezia Giulia.
In termini di valori assoluti, il Trentino-Alto Adige resta la Regione più cara d’Italia, con 3.298 euro al metro quadrato. Seguono Liguria a 2.547 euro, Toscana a 2.460 euro e Valle d’Aosta a 2.431 euro.
Sopra la media nazionale anche Lombardia con 2.411 euro al metro quadrato, Lazio con 2.220 euro, Emilia-Romagna con 1.950 euro e Veneto con 1.917 euro. In fondo alla classifica si colloca il Molise, con 902 euro al metro quadrato.
Lo scenario provinciale risulta frammentato: 50 province segnano contrazioni, 49 sono in crescita e sette restano invariate.
I cali più significativi riguardano Belluno con -7%, Aosta con -3,5%, Sondrio con -2,6%, Lucca con -2,1% e Trieste con -2%.
Le performance migliori si registrano invece a Rimini con +2,8%, Verona con +2,2%, Agrigento con +1,4%, Venezia e Cremona, entrambe a +1,2%.
Le province di Milano e Roma si muovono con variazioni minime: rispettivamente +0,2% e +0,1%.
Per quanto riguarda i valori assoluti, Bolzano è la provincia più cara d’Italia con 4.592 euro al metro quadrato. Seguono Milano con 3.782 euro, Lucca con 3.265 euro, Firenze con 3.231 euro e Savona con 3.154 euro, tutte oltre la soglia dei 3.000 euro al metro quadrato.
All’estremo opposto si trovano Biella con 613 euro al metro quadrato, Caltanissetta con 627 euro e Isernia con 665 euro.
Tra le metropoli italiane, Torino guida i rialzi con un rimbalzo dell’1,5%, seguita da Venezia con +1% e Palermo con +0,8%.
Roma è sostanzialmente stabile su base mensile, con un aumento dello 0,1%, ma mostra la dinamica annua più vivace tra le grandi città: +6,8%.
Arretrano invece Milano con -0,2%, Napoli e Bologna, entrambe a -0,3%. Si tratta di variazioni contenute, che confermano una fase di consolidamento nei mercati a maggiore tensione.
Tra gli altri capoluoghi, i ribassi più netti interessano Campobasso con -2,5%, Vercelli con -2,2%, Trieste con -2,1% e Bergamo con -2%.
Le crescite più decise si registrano invece a Caltanissetta con +3,8%, Nuoro con +2,2% e Imperia con +2,1%.
Milano si conferma la città più cara d’Italia con 5.181 euro al metro quadrato. Seguono Venezia con 4.957 euro, Bolzano con 4.793 euro e Firenze con 4.626 euro.
Tra le dieci città più care figurano anche Roma, con 3.407 euro al metro quadrato, e Napoli, con 2.823 euro al metro quadrato.
I capoluoghi più accessibili restano Caltanissetta con 664 euro al metro quadrato, Ragusa con 725 euro e Biella con 762 euro.
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