
La Corte dei Conti ha parificato il rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2025. La magistratura contabile ha certificato il rispetto degli equilibri di finanza pubblica, con un avanzo disponibile pari a 321,8 milioni di euro e tutti i principali indicatori di bilancio in territorio positivo.
Il giudizio è stato pronunciato dalla sezione regionale di controllo presieduta da Stefano Siragusa, che ha definito il 2025 «l’anno più proficuo» per i conti regionali e ha parlato, pur invitando alla moderazione, di un risultato storico.
Accanto ai dati positivi, la requisitoria del procuratore generale Paolo Luigi Rebecchi ha però evidenziato alcune criticità, in particolare sulla velocità di attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr, sul ricorso ai medici a gettone, sulla spesa farmaceutica e sul contenzioso tra la Regione e le strutture sanitarie accreditate.
Il risultato di competenza della Regione Lazio si attesta a 1,094 miliardi di euro, mentre l’equilibrio di bilancio raggiunge gli 856 milioni e quello complessivo i 463,8 milioni.
Il risultato di amministrazione complessivo ammonta invece a 3,849 miliardi di euro. Di questi, 2,724 miliardi sono costituiti da quote accantonate, 802,8 milioni da risorse vincolate e 321,8 milioni rappresentano la parte disponibile.
Un dato in discontinuità rispetto ai disavanzi che hanno caratterizzato per anni la finanza regionale. Secondo Rebecchi, il risultato evidenzia «un percorso di riequilibrio e di prudenza intrapreso dall’amministrazione regionale».
Positivi anche i dati relativi alla liquidità. Al 31 dicembre 2025 il saldo di cassa ha raggiunto i 3,66 miliardi di euro, rispetto ai 3,58 miliardi dell’anno precedente.
Le somme sottoposte a pignoramento presso il tesoriere regionale sono inoltre diminuite da oltre 70 milioni di euro nel 2023 a 15,6 milioni nel 2025, con un’incidenza sul fondo di cassa scesa allo 0,43%.
La Corte dei Conti ha riconosciuto alla Regione una buona capacità complessiva di realizzazione delle entrate e il mantenimento di un elevato livello di autonomia finanziaria.
Le entrate destinate al finanziamento della sanità continuano a costituire oltre il 75% delle entrate tributarie regionali, con una capacità di riscossione superiore al 90%.
Migliora anche la gestione dei debiti fuori bilancio. Nel corso del 2025 il loro riconoscimento è avvenuto attraverso l’ordinario procedimento legislativo, recependo le indicazioni formulate dalla Corte negli esercizi precedenti.
I debiti riconosciuti ammontano complessivamente a 15,4 milioni di euro, dei quali circa 14,4 milioni hanno prodotto effetti sul bilancio dell’esercizio e sono riconducibili prevalentemente a sentenze esecutive.
Uno dei principali richiami della procura contabile riguarda l’attuazione degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal Piano nazionale complementare.
Per la Missione 6 Salute, le risorse Pnrr accertate dalla Regione ammontano a circa 1,083 miliardi di euro, mentre i pagamenti risultano pari a 404,3 milioni, circa il 37% del totale.
Rebecchi ha invitato la Regione ad accelerare la spesa e a concludere i progetti entro i tempi stabiliti, per evitare il mancato utilizzo delle risorse e possibili conseguenze sul piano della responsabilità erariale.
Il presidente della Regione Francesco Rocca ha respinto l’ipotesi di ritardi sostanziali. Secondo il governatore, la differenza sarebbe dovuta al mancato allineamento tra il sistema informatico regionale e la piattaforma nazionale Regis.
«Stiamo rispettando tutti i tempi, anche per quanto riguarda la spesa», ha dichiarato Rocca, spiegando che alcune voci indicate come critiche sarebbero già state verificate con l’unità di missione del ministero.
La Corte dei Conti ha chiesto alla Regione di contenere il ricorso ai cosiddetti medici a gettone, considerato non soltanto un tema di razionalizzazione della spesa, ma anche una questione strategica per il rafforzamento del sistema sanitario regionale.
La procura ha sollecitato una programmazione più stabile del fabbisogno di personale, nuove assunzioni e una maggiore valorizzazione dei professionisti già presenti nel servizio sanitario, affinché il ricorso ai gettonisti torni a essere limitato a situazioni eccezionali e temporanee.
Resta aperto anche il problema dello sforamento del tetto della spesa farmaceutica, determinato soprattutto dagli acquisti diretti. La Corte ha riconosciuto le iniziative adottate dalla Regione sulla centralizzazione degli acquisti e sull’assegnazione dei budget alle aziende sanitarie, chiedendo però di rafforzare il monitoraggio e il controllo dell’appropriatezza prescrittiva.
Sul fronte delle liste d’attesa, la Corte ha riconosciuto un miglioramento degli indicatori, pur ribadendo che il monitoraggio dei tempi di accesso alle cure deve rimanere una priorità assoluta per la Regione.
La quota di prestazioni erogate entro i tempi stabiliti dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa è passata dal 78,9% del 2023 all’85,3% del 2024, fino a raggiungere il 96% nel 2025.
Il tempo medio di attesa sarebbe inoltre sceso da 42 a 10 giorni. Tra le misure citate figurano l’integrazione delle strutture private accreditate nel sistema Recup, l’apertura delle agende, l’introduzione della piattaforma regionale Laic e il recupero delle prestazioni arretrate.
La procura contabile ha infine richiamato l’attenzione sul numero e sul valore delle controversie tra l’amministrazione regionale e le strutture sanitarie accreditate.
Secondo Rebecchi, il livello di conflittualità registrato non può essere considerato fisiologico e richiede interventi sui controlli preventivi, sull’attività amministrativa e sulla definizione dei rapporti convenzionali.
L’obiettivo è ridurre il rischio che i contenziosi producano effetti negativi sugli equilibri economici del sistema sanitario regionale.
Rocca ha rivendicato il risultato della parifica, sottolineando che la Regione non si trova più in una condizione di difficoltà finanziaria e amministrativa.
«Non ricordo un giudizio di parifica negli ultimi 15 o 20 anni senza riserve. È il segno di una Regione che sta amministrando in maniera corretta e trasparente», ha dichiarato il presidente.
Secondo Rocca, l’avanzo di oltre 320 milioni è il risultato della programmazione finanziaria e del confronto costante con la Corte dei Conti e produrrà conseguenze positive per i cittadini del Lazio.
Di segno opposto la valutazione di Eleonora Mattia, consigliera regionale del Partito democratico e presidente del Comitato regionale di controllo contabile.
Mattia ha sostenuto che dietro i dati positivi restano problemi strutturali, indicando tra le principali criticità i ritardi nella spesa dei fondi Pnrr, il costo dei medici a gettone e gli impegni finanziari di lungo periodo collegati alla gestione del debito regionale.
Per l’esponente dem, il risultato contabile non può quindi cancellare le difficoltà ancora presenti nell’accesso ai servizi sanitari e nella gestione delle risorse pubbliche.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi