
Il Lazio corre sulle energie rinnovabili e conquista il primato nazionale per nuova potenza fotovoltaica installata, ma continua a fare i conti con ritardi autorizzativi e infrastrutturali che rallentano la transizione energetica. È il quadro emerso dal Forum Energia 2026 di Legambiente Lazio, l'associazione ambientalista regionale, durante il quale è stato presentato il nuovo Dossier Energie Rinnovabili 2026.
I dati raccontano una regione che accelera sul fronte della produzione pulita. Nel 2024 la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili è cresciuta del 19,2%, trainata soprattutto dal fotovoltaico, che ha registrato un aumento del 44,5% e rappresenta ormai oltre un terzo della produzione energetica regionale.
A confermare il trend è soprattutto la crescita della capacità installata. Il Lazio si è infatti classificato al primo posto in Italia per nuova potenza fotovoltaica nel 2024, passando da 2.026 a 3.295 MW, con un incremento del 62,7%. Viterbo si conferma la provincia italiana con la maggiore potenza fotovoltaica installata, pari a 1.580 MW, grazie alla presenza di grandi impianti. Roma, invece, è prima per numero di installazioni, soprattutto sui tetti degli edifici.
Accanto ai risultati positivi, il dossier evidenzia però un rallentamento che continua a pesare sullo sviluppo delle rinnovabili. Nel Lazio risultano infatti 178 impianti tra fotovoltaico, eolico e agrivoltaico ancora in attesa di valutazione, per una potenza complessiva potenziale di 5.158 MW.
La provincia maggiormente interessata è Viterbo, dove si concentra la quota più consistente dei progetti in fase autorizzativa, con 3.851 MW previsti. Un dato che evidenzia da un lato l'interesse degli investitori verso il territorio e dall'altro la lentezza delle procedure necessarie per la realizzazione degli impianti.
Nonostante il boom delle rinnovabili, il Lazio continua a produrre meno della metà dell'energia che consuma. Il dossier segnala infatti un deficit di produzione elettrica pari a 13.960,3 GWh, equivalente al 60,7% del fabbisogno regionale. Una situazione che rende ancora necessario il ricorso massiccio all'energia proveniente da altre regioni.
Anche gli obiettivi fissati al 2030 richiedono una decisa accelerazione. Il Lazio dovrà infatti raggiungere 4.757 MW aggiuntivi di potenza da fonti energetiche rinnovabili. L'avanzamento registrato nel 2024 corrisponde al 40% del target previsto, ma il percorso resta ancora lungo.
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, ha sottolineato come
«nel Lazio si dimostra quanto la transizione energetica sia possibile, come vediamo dalla crescita del fotovoltaico o dall'espansione delle comunità energetiche».
Secondo il presidente dell'associazione ambientalista, la regione resta comunque lontana dagli obiettivi «a causa dell'enorme numero di progetti bloccati in attesa di autorizzazione».
Per Scacchi «accelerare su rinnovabili, accumuli e semplificazione amministrativa è una scelta politica non rinviabile, una necessità ambientale, economica e sociale».
Un appello che arriva mentre il Lazio prova a consolidare il proprio ruolo di laboratorio della transizione ecologica, ma deve ancora superare ostacoli burocratici e ritardi strutturali che ne limitano il potenziale.
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