Roma, 19 luglio 2026
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«Non dimenticate Gaza»: la lettera del professore agli studenti del Vivona scatena un caso politico. Scattano le indagini scolastiche

Un docente del liceo Vivona finisce al centro di un’indagine dopo una lettera rivolta agli studenti con un riferimento a Gaza. Proteste di studenti e istituzioni sul ruolo della scuola e della libertà di insegnamento

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
«Non dimenticate Gaza»: la lettera del professore agli studenti del Vivona scatena un caso politico. Scattano le indagini scolastiche

Una lettera di saluto rivolta agli studenti al termine dell’Esame di Stato si è trasformata in un caso destinato ad alimentare il dibattito sul ruolo della scuola e sulla libertà di insegnamento. Al centro della vicenda c’è un professore del liceo Vivona di Roma che, nel suo messaggio conclusivo, ha invitato i maturandi a coltivare senso critico, umanità e attenzione verso le tragedie contemporanee, citando anche il conflitto in corso nella Striscia di Gaza.

L’iniziativa ha portato all’avvio di verifiche da parte dell’Ufficio scolastico regionale, una decisione che ha immediatamente provocato reazioni da parte di studenti, rappresentanti istituzionali e organizzazioni del mondo della scuola.

La lettera agli studenti finisce al centro delle verifiche

Il messaggio, consegnato ai ragazzi al termine del loro percorso scolastico, conteneva riflessioni sul valore della responsabilità civile e sull’importanza di non restare indifferenti davanti alle sofferenze che attraversano il mondo.

Tra i riferimenti presenti nella lettera figuravano anche richiami alla letteratura italiana e un invito a mantenere viva l’attenzione sulla crisi umanitaria di Gaza. Proprio quest’ultimo passaggio avrebbe dato origine agli approfondimenti disposti dagli uffici competenti.

Secondo alcuni, il contenuto della lettera avrebbe oltrepassato il perimetro della neutralità che dovrebbe caratterizzare l’attività scolastica. Una valutazione che, però, è stata contestata da numerose voci del mondo dell’istruzione.

Gli studenti: «Solidarietà al nostro professore»

La vicenda ha trovato ampia eco tra gli stessi studenti del liceo, che hanno espresso sostegno al docente.

L’Organizzazione Studentesca Autonoma (OSA) ha parlato apertamente di un provvedimento ingiustificato, sostenendo che richiamare i valori dell’umanità e della pace non possa essere interpretato come un tentativo di condizionare il pensiero degli alunni.

Anche alcuni rappresentanti degli studenti dell’istituto hanno criticato l’iniziativa dell’Ufficio scolastico regionale, definendo preoccupante l’ipotesi che un messaggio educativo possa trasformarsi in oggetto di accertamenti amministrativi.

Il Campidoglio difende il valore educativo della scuola

Sul caso sono intervenuti anche esponenti delle istituzioni capitoline e regionali. Tra questi l’assessora alla Scuola di Roma Capitale, Claudia Pratelli, che ha espresso vicinanza al docente e alla comunità scolastica del Vivona.

Un insegnante che invita studentesse e studenti a non voltarsi dall’altra parte di fronte alla sofferenza, a interrogarsi sulle responsabilità della storia e del presente, non tradisce la propria funzione educativa: ne incarna il significato più profondo,

ha dichiarato l’assessora.

Pratelli ha inoltre ribadito che la scuola pubblica deve continuare a essere uno spazio dedicato alla formazione del pensiero critico e della cittadinanza consapevole, senza alimentare un clima di timore tra chi svolge attività didattica.

Un dibattito che va oltre il singolo episodio

Anche dal Municipio competente sono arrivate prese di posizione a sostegno del professore. L’assessora municipale alla Scuola, Paola Angelucci, ha espresso forti perplessità sull’apertura dell’indagine, sottolineando l’importanza di difendere il confronto delle idee all’interno degli istituti scolastici.

Il caso riapre così una discussione più ampia sul confine tra libertà di insegnamento e dovere di imparzialità nella scuola pubblica. Da un lato chi ritiene necessario mantenere una rigorosa neutralità su temi politici e internazionali; dall’altro chi considera parte integrante della funzione educativa la capacità di stimolare riflessioni sui grandi temi dell’attualità.

Mentre sono in corso gli accertamenti dell’Ufficio scolastico regionale, la vicenda continua ad alimentare il confronto tra istituzioni, docenti e studenti, trasformando una semplice lettera di fine anno in un caso che va ben oltre le mura del liceo romano.

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