
Sdraiato sul prato all’ingresso di Villa Pamphili, canta che non crede più nell'amore e preferisce restare «soltero». Sicuramente qualcuno l'avrà già visto senza saperlo in qualche meme, o ricondiviso da un amico. È da questa immagine che nasce il fenomeno musicale del momento: «Soltero», il brano di Leonardo De Andreis, artista classe 2001, diventato in poche settimane uno dei casi virali più clamorosi tra TikTok e Spotify.
Originario di Pomezia, De Andreis era già salito su un palco importante nel 2018, quando si classificò terzo a Sanremo Young, il talent di Rai 1 condotto da Antonella Clerici. All’epoca aveva raccontato la sua passione per la musica e il rapporto con la disabilità motoria, spiegando: «A otto anni ho visto Michael Jackson in televisione e ho pensato che avrei voluto essere come lui. Cantare è la mia vita».
Dopo quell’esperienza, la musica non si è mai fermata. Ma nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che è accaduto tra lo scorso Natale e questi primi giorni del 2026.
Pubblicata a fine 2024, «Soltero» è rimasta per mesi lontana dai riflettori. Poi, improvvisamente, l’algoritmo di TikTok ha fatto il resto. In una sola settimana il brano è passato da poco più di 10 mila visualizzazioni a oltre 30 milioni, conquistando il primo posto nella playlist «Viral 50» di Spotify Italia e entrando nella top dei singoli più ascoltati. A rilanciarlo sono stati anche numerosi artisti tra cui Tedum Alfa e Sarah Toscano.
«Mia personale opinione, le relazioni non son nulla di vero, mai ricevuto un affetto sincero, a questo punto io rimango soltero».
Il segreto del successo sta in un raro equilibrio: un sound che richiama la fine degli anni Novanta e gli inizi degli anni Duemila, un testo malinconico, innocuo ma diretto, con un ritornello diventato un mantra.
Il sound inevitabilmente ricorda gli artisti romani che hanno guardato da sempre più oltreoceano, come Eros Ramazzotti, Giorgia o Renga. Nei commenti i fan lo accostano addirittura a Neffa, alcuni si meravigliano che non abbia ancora fatto un featuring proprio con Giorgia.
Ha risvegliato un misto di nostalgia, bontà musicale e comfort zone sentimentale che a buona parte degli italiani mancava. Da un lato in risposta al genere it-pop adesso svuotato dei suoi contenuti e rimasto solo formalità espressiva; dall'altro alla trap e al rap, che guardano, salvo rari casi, sempre più all'incasso che al testo e al contesto. Sarà l'eterno ritorno musicale: come dopo il cantautorato degli anni '70 e '80 si tornerà, dal 2026, a nuovi Nek, Ramazzotti, Antonacci, Alex Britti, Pausini e Gigi D'Alessio?
C’è infine un elemento più sottile che ha contribuito all’impatto emotivo di «Soltero». La presenza scenica di Leonardo De Andreis, segnata da una disabilità che sembra vissuta con leggerezza e mai esibita, ha rafforzato nel pubblico la percezione di autenticità e vulnerabilità. Non come gesto di compassione, ma come empatia naturale, che nasce dal contrasto tra una fragilità evidente e una voce sicura, capace di reggere una hit pop. È anche per questo che molti spettatori hanno avuto la sensazione di trovarsi davanti «alla persona giusta» nel momento giusto, trasformando una semplice canzone virale in una storia condivisa.
Il successo è arrivato senza strategie né rilanci promozionali e quel ragazzo che canta sull’erba di un parco romano è oggi il simbolo del primo vero tormentone del 2026.
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