
A tre mesi dall’apertura, «Cartier e il Mito ai Musei Capitolini» registra numeri da record: 152.600 visitatori dal 14 novembre al 15 febbraio, di cui oltre 39mila possessori della Roma Mic card. L’esposizione, ospitata a Palazzo Nuovo fino al 15 marzo 2026, conferma l’interesse del pubblico italiano e internazionale per il dialogo tra alta gioielleria e antichità classica.
La mostra, allestita nelle sale del primo piano di Palazzo Nuovo, porta per la prima volta in questa sede una rassegna temporanea di tale portata. Le creazioni della Maison Cartier, in gran parte provenienti dalla Cartier Collection, sono poste in dialogo con le sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani, nucleo originario del museo, e con reperti provenienti dalla Sovrintendenza Capitolina, da istituzioni italiane e internazionali e da collezioni private.
Il risultato di 152.600 ingressi in tre mesi testimonia la forza attrattiva di un progetto espositivo che intreccia storia dell’arte, archeologia e gioielleria, valorizzando uno dei poli museali più rappresentativi di Roma.
Rilevante il dato relativo alla Roma Mic card: più di 39mila visitatori hanno usufruito della tessera per accedere gratuitamente alla mostra. La card, al costo di 5 euro, consente l’ingresso gratuito e illimitato per 12 mesi nel Sistema Musei di Roma Capitale, includendo anche alcuni siti archeologici e storico-artistici della città, tra cui la Fontana di Trevi.
L’acquisto è riservato ai maggiorenni residenti e domiciliati a Roma e nella Città Metropolitana, oltre agli studenti delle università pubbliche e private del territorio. Un’opportunità che si conferma strumento strategico per ampliare la fruizione del patrimonio culturale.
«Cartier e il Mito ai Musei Capitolini» propone un viaggio dall’Ottocento a oggi, raccontando come Cartier abbia studiato e reinterpretato il repertorio estetico e simbolico dell’antica Grecia e di Roma. L’esposizione esplora l’evoluzione dell’immaginario classico tra XIX e XX secolo, dai “pastiches” dei grandi collezionisti e orafi come i Castellani allo stile neoclassico Garland, fino alle opere del secondo dopoguerra ispirate a Jean Cocteau e alle creazioni contemporanee.
Particolare attenzione è dedicata al legame tra Cartier e l’Italia, soprattutto Roma. Le collezioni permanenti di Palazzo Nuovo, istituite nel 1733 da Clemente XII Corsini, sono composte quasi esclusivamente da sculture in marmo, molte provenienti dalla raccolta Albani, modelli fondamentali per la formazione del linguaggio artistico europeo.
Una sezione approfondisce tecniche e processi di lavorazione dei gioielli, con riferimenti all’età romana, mentre il percorso mette a confronto le creazioni della Maison con le divinità antiche di Palazzo Nuovo, da Afrodite a Dioniso, da Apollo a Eracle, da Zeus a Demetra.
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Maison Cartier e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Un progetto che, numeri alla mano, si conferma tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione romana.
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