
Nell’edizione 2026 del Festival di Sanremo, Roma è presente attraverso artisti che con la Capitale hanno un legame verificabile di nascita, crescita o formazione. Non una “scuola” unica né un’estetica condivisa, ma percorsi diversi che hanno avuto nella città – o nel suo territorio immediatamente circostante – il contesto iniziale di sviluppo artistico.
Il riferimento territoriale più esplicito arriva dalla scena rap. Nayt, in gara con Prima che, è cresciuto a Roma, nel quartiere del Quadraro. In interviste recenti rilasciate alla stampa nazionale ha raccontato il peso della periferia nella costruzione del proprio linguaggio musicale e della propria visione artistica, rivendicando un’esperienza urbana concreta, non simbolica. La dimensione romana entra così nel suo percorso non come cornice narrativa, ma come elemento strutturale del racconto.
Il rapporto con Roma è centrale anche nella storia di Fulminacci, all’anagrafe Filippo Uttinacci. Nato nel 1997, il cantautore ha raccontato più volte di essere nato e cresciuto a Casal Lumbroso, in una zona periferica tra Roma e Fregene, affacciata sul Grande Raccordo Anulare. Una posizione “ai bordi” della città che, come lui stesso ha spiegato, gli ha permesso di guardare Roma senza darla per scontata, mantenendo uno sguardo esterno e curioso.
Vincitore della Targa Tenco come miglior Opera Prima, Fulminacci ha ricostruito il proprio percorso romano anche attraverso i luoghi della formazione, dal liceo classico Dante Alighieri fino ad alcuni quartieri entrati direttamente nella sua scrittura, come San Giovanni, citato in una sua canzone. A Sanremo 2026 presenta Stupida sfortuna, proseguendo un percorso autoriale che intreccia esperienza personale e osservazione della realtà urbana.
Ditonellapiaga, nome d’arte di Margherita Carducci, è nata a Roma. Le fonti giornalistiche la descrivono come un’artista formatasi nella Capitale, dove ha sviluppato i primi interessi musicali e culturali prima di proseguire gli studi universitari fuori città. Il suo legame con Roma è legato soprattutto alla formazione e all’ambiente creativo in cui ha mosso i primi passi, più che a un quartiere specifico. A Sanremo presenta Che fastidio!, brano che conferma una ricerca pop personale e riconoscibile.
Il legame con l’area romana passa anche dal litorale. Mara Sattei è nata a Fiumicino, comune alle porte di Roma. In diverse interviste ha indicato il mare come elemento centrale della propria crescita personale e artistica. Prima dell’affermazione nazionale, il suo percorso musicale si è sviluppato tra l’area metropolitana e la città, in un contesto di formazione graduale. A Sanremo 2026 è in gara con Le cose che non sai di me.
Al suo ritorno sul palco dell'Ariston, prima della sua esibizione di oggi, una voce dal pubblico ha anche "svelato" la sua fede per i giallorossi. La cantante, infatti, è una nota romanista.
Tra gli artisti romani in gara c’è anche Tommaso Paradiso, nato e cresciuto a Roma. La Capitale è da anni un riferimento costante del suo immaginario musicale, evocata come scenario emotivo e generazionale più che come descrizione geografica puntuale. A Sanremo presenta I romantici, inserendosi in continuità con una scrittura che ha spesso lavorato su memoria, relazioni e identità urbana.
Romano di nascita è anche Leo Gassmann. Il suo percorso è legato a una formazione musicale strutturata e a un ambiente familiare profondamente connesso alla storia dello spettacolo italiano. Già presente in passato sul palco dell’Ariston, torna a Sanremo 2026 con Naturale, consolidando una presenza ormai stabile nel panorama pop nazionale.
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