Roma, 4 novembre 2026
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L'Afrodite Charis lascia il Palatino e arriva a Palazzo Altemps: la statua esposta al posto del Trono Ludovisi

La scultura romana, rinvenuta nel 1862 vicino alla Domus Tiberiana, sarà visibile temporaneamente al Museo Nazionale Romano fino alla conclusione della mostra di Reggio Calabria. Realizzata in marmo di Thasos, è alta 130 centimetri

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
L'Afrodite Charis lascia il Palatino e arriva a Palazzo Altemps: la statua esposta al posto del Trono Ludovisi

L'Afrodite Charis, una delle sculture conservate al Museo Palatino di Roma, torna visibile al pubblico grazie al trasferimento temporaneo a Palazzo Altemps. Da ieri la statua è esposta nella sede del Museo Nazionale Romano, occupando il basamento normalmente riservato al Trono Ludovisi.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Museo Nazionale Romano e il Parco archeologico del Colosseo, mentre il Museo Palatino è attualmente chiuso al pubblico.

Il Trono Ludovisi si trova infatti in prestito al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria per la mostra Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca, in programma dal 22 ottobre al 31 dicembre 2026. L'Afrodite Charis resterà esposta a Palazzo Altemps per il restante periodo della mostra.

La storia dell'Afrodite Charis, ritrovata sul Palatino nel 1862

La statua fu rinvenuta nel 1862, durante gli scavi condotti dall'archeologo Pietro Rosa nei pressi della Domus Tiberiana, davanti al Tempio della Magna Mater.

Alta 130 centimetri e realizzata in marmo di Thasos, è una copia romana di un modello classico raffigurante Afrodite, reinterpretato attraverso una particolare torsione del corpo.

La scultura è priva della testa, del braccio sinistro e dell'avambraccio destro, mentre piedi e caviglie sono frutto di un'integrazione moderna.

La figura femminile indossa un chitone senza maniche, scolpito per riprodurre la leggerezza del tessuto e lasciare scoperto un seno.

Secondo alcune interpretazioni, l'opera potrebbe derivare da un modello di Callimaco del V secolo a.C.. Un'altra ipotesi la identifica con Venere Genitrice, forse destinata a un sacello del Tempio della Magna Mater.

Si tratta, tuttavia, di attribuzioni e interpretazioni non definitive.

Perché la statua sostituisce il Trono Ludovisi

La scelta di collocare l'Afrodite Charis sul basamento del Trono Ludovisi non è casuale.

Le due opere condividono la stessa varietà di marmo e presentano alcune affinità iconografiche, in particolare nella rappresentazione della figura femminile e nel trattamento delle vesti sottili, aderenti al corpo con effetti di trasparenza.

Pur appartenendo a contesti differenti per epoca, funzione e provenienza, le sculture consentono quindi di mantenere una continuità tematica nella sala di Palazzo Altemps.

Dal Museo Nazionale Romano al Palatino, il percorso della scultura

Probabilmente destinata alla decorazione delle residenze imperiali sul Palatino, l'Afrodite Charis ha già fatto parte in passato delle collezioni esposte al Museo Nazionale Romano.

La statua fu conservata nella sede storica delle Terme di Diocleziano fino al 1936 e vi tornò dal 1946 al 1995, quando venne trasferita definitivamente al Museo Palatino.

Con il nuovo allestimento temporaneo, il pubblico potrà riscoprire una scultura che per decenni è stata parte del patrimonio espositivo del Museo Nazionale Romano.

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