
Una parte poco conosciuta del patrimonio storico e artistico della Capitale torna accessibile ai visitatori. È terminato il restauro della cripta della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, nel rione Pigna, a pochi passi da piazza Argentina. Dal 5 novembre al 10 dicembre sarà possibile visitarla gratuitamente ogni giovedì, dalle 15 alle 20. L’intervento, realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma con i fondi Pnrr Caput Mundi, ha permesso di recuperare gli ambienti sotterranei, tutelarne le decorazioni e renderli nuovamente agibili. La cripta custodisce una significativa testimonianza dell’arte funeraria tra il XVII e il XVIII secolo.
I lavori hanno interessato le due sale della cripta. Sono state consolidate e restaurate le decorazioni realizzate con elementi ossei provenienti dall’ossario, le pareti con affreschi a finto marmo e la raffigurazione della Deposizione, compromessa dall’umidità. È stato inoltre ricostituito il pavimento e sono state riposizionate le lapidi dopo gli scavi. Per rendere nuovamente accessibili gli ambienti sono stati rifatti la pavimentazione, realizzata una passerella e installata una nuova illuminazione a led. È stato anche riaperto l’ingresso storico alla cripta e predisposto un programma di monitoraggio e manutenzione periodica. «Abbiamo lavorato sulla cripta come su un insieme unitario, nel quale architettura, apparati decorativi e preesistenze archeologiche, grazie a un nuovo percorso, raccontano la storia del luogo», ha spiegato Marta Baumgartner, archeologa della Soprintendenza e curatrice dell’intervento. Le scelte, ha aggiunto, sono state guidate dai principi del minimo intervento e della reversibilità, per rendere nuovamente fruibili gli spazi senza modificarne l’identità.
Il complesso delle Sacre Stimmate di San Francesco comprende la chiesa, l’oratorio, la sagrestia e il cimitero. Sorge nell’area dell’antico Campo Marzio, oggi rione Pigna, a poca distanza da piazza Argentina. Nel XIII secolo nella zona era presente un edificio di culto dedicato ai quaranta martiri di Sebaste. Nel Cinquecento passò all’Arciconfraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco, che continuò a utilizzare il cimitero per i propri membri almeno fino al Seicento. L’edificio venne ricostruito nel XVIII secolo dall’architetto Giovan Battista Contini. La chiesa conserva opere d’arte come il crocifisso ligneo di Alessandro Algardi e il dipinto di Francesco Trevisani raffigurante San Francesco con le stimmate. Anche l’attuale configurazione delle due sale della cripta risale al Settecento. Sotto la pavimentazione sono inoltre emersi muri di epoca romana, probabilmente riconducibili al Diribitorium, l’edificio destinato allo scrutinio delle votazioni che si svolgevano negli adiacenti Saepta Julia, costruiti da Giulio Cesare. «La città conserva, anche nei luoghi meno visibili, un patrimonio di grande valore», ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. Grazie alle risorse del Pnrr, ha aggiunto, la cripta viene restituita alla cittadinanza e alla possibilità di conoscere più da vicino la storia e la complessità della Capitale.
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