
C’è l’Oscar vinto per «La rosa tatuata», ci sono i ritratti firmati da grandi artisti, i premi conquistati in una carriera straordinaria e persino una collezione di ceramiche dedicate agli animali domestici. Ma soprattutto c’è l’atmosfera di una casa che sembra aver fermato il tempo. È l’ultima dimora romana di Anna Magnani, nel rione Campo Marzio, un appartamento che continua a custodire la memoria privata di una delle interpreti più amate del cinema italiano. A raccontarne gli ambienti e i dettagli è Architectural Digest Italia, che ha dedicato alla casa un servizio in esclusiva. L’abitazione, di circa 60 metri quadrati, si trova all’interno di un ex atelier d’artista, sviluppato su due livelli grazie agli alti soffitti. Secondo la ricostruzione pubblicata da Ad, prima di Magnani vi avrebbe soggiornato anche Pablo Picasso, durante il periodo romano legato alla scenografia del balletto «Parade».
A custodire l’appartamento è oggi il figlio dell’attrice, Luca Magnani, architetto, che continua ad abitarlo. Tra i cimeli più preziosi c’è la statuetta conquistata nel 1956 come miglior attrice protagonista per «La rosa tatuata» di Tennessee Williams, riconoscimento che fece di Magnani la prima interprete non anglofona a vincere l’Oscar in quella categoria. Nell’ingresso è conservata anche una dedica di Bette Davis, lasciata in occasione della presentazione a New York di «Bellissima» di Luchino Visconti. Nel salotto trova spazio un’opera di Leonor Fini, artista molto amata dall’attrice. Lungo le scale sono esposti altri riconoscimenti, tra cui David di Donatello, Nastri d’Argento, la Coppa Volpi di Venezia e l’Orso d’Argento di Berlino. Tra gli ambienti più personali c’è la camera da letto, rimasta intatta. Su un comò ottocentesco è esposta la collezione di ceramiche che raffigurano gli animali domestici di Magnani. Alle pareti, invece, ci sono i ritratti realizzati da Renato Guttuso e Carlo Levi.
Prima di trasferirsi nell’appartamento di Campo Marzio, Magnani aveva vissuto per oltre vent’anni in una villa al Celio, in via di Porta Metronia, e successivamente a Palazzo Altieri. Per gli ultimi anni scelse una dimora più raccolta nel cuore della città, che alternava alla villa sul promontorio del Circeo. Dalla terrazza, affacciata verso Villa Medici, poteva osservare i tetti di Roma, città alla quale era profondamente legata. Oggi l’appartamento, che resta una proprietà privata e non è aperto alle visite, conserva non soltanto i simboli di una carriera irripetibile, ma anche le tracce della quotidianità e degli affetti di Nannarella.
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