
Studenti commissariato Giordano Bruno (Foto Rete Studenti Medi)
Critiche e condanne da Flc Cgil e Rete degli Studenti Medi contro l'intervento della polizia al liceo Giordano Bruno di Roma, avvenuto questa mattina nella sede di via delle Isole Curzolane, durante un'occupazione studentesca.
La deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Elisabetta Piccolotti annuncia invece interrogazioni al governo per chiarire le modalità dell'operazione, che ha portato sette minorenni negli uffici della Questura per l'identificazione.
«Riteniamo gravissimo che di fronte alla mobilitazione di ragazze e ragazzi la risposta possa essere quella dell'intervento delle forze dell'ordine e dell'intimidazione», ha dichiarato Fabrizio Stocchi, segretario generale della Flc Cgil Rieti-Roma Est-Valle dell'Aniene.
Il sindacalista ha chiesto di fare chiarezza sull'accaduto, richiamando anche le segnalazioni relative al liceo Amaldi, dove sabato scorso alcuni studenti sarebbero stati sottoposti a perquisizioni preventive prima dei cortei.
«Il dissenso degli studenti non può essere trattato come una questione di ordine pubblico, né la repressione può sostituire il dialogo e l'ascolto», ha sottolineato Stocchi.
Critiche anche dalla Rete degli Studenti Medi del Lazio, che ha definito l'intervento una «risposta repressiva di gravità inaudita». Il coordinatore regionale Simone Montori ha contestato la decisione di accompagnare i ragazzi in commissariato durante la mobilitazione.
La deputata Piccolotti ha annunciato la presentazione di nuove interrogazioni al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e al governo.
«Siamo allarmati dalle continue segnalazioni che ci arrivano dalle scuole», ha dichiarato, criticando il ricorso alle forze dell'ordine nei confronti degli studenti minorenni.
Sulla vicenda è intervenuto anche Luca Blasi, assessore alla Cultura e alle Politiche abitative del Municipio Roma III ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che in un post sui social ha raccontato di essersi recato al Giordano Bruno su richiesta di studenti e genitori.
«Sono intervenuto oggi nella sede di via delle Isole Curzolane del liceo Giordano Bruno su sollecitazione di studenti e genitori, nel tentativo di fermare l'intervento delle forze dell'ordine», ha scritto Blasi, definendo l'accaduto «un'intimidazione delle istituzioni nei confronti di giovanissimi che si stanno mobilitando per il loro futuro».
«La scuola deve essere una palestra di democrazia, non di autoritarismo», ha aggiunto l'assessore, ribadendo il proprio sostegno agli studenti e chiedendo alle istituzioni di rispondere alle loro istanze attraverso il dialogo, anziché con «denunce e minacce».
L'episodio si inserisce in una fase di mobilitazioni che coinvolge numerose scuole della Capitale che da questo lunedì sono state occupate dagli studenti, come il Tasso, il Margherita di Savoia e l'Argan, dove sono state segnalate tensioni tra studenti e dirigenza scolastica.
Secondo quanto riferito da fonti della Questura, la polizia è intervenuta intorno alle 14 su richiesta della dirigente scolastica, che aveva segnalato la presenza di persone estranee alla scuola.
Gli agenti hanno individuato sette minorenni a volto coperto e in possesso di catene, che secondo la Questura non erano iscritti all'istituto. Dopo l'identificazione, sono stati riaffidati ai genitori.
Altri cinque giovani sono stati identificati nel giardino perimetrale della scuola. La ricostruzione della polizia differisce da quella delle organizzazioni studentesche, che collegano l'intervento alla protesta in corso.
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