
«La voce di Ilaria risuonerà in ogni corridoio, in ogni aula, in ognuno di noi». È uno dei passaggi della lettera che una delegazione di studenti della Sapienza ha dedicato alla famiglia di Ilaria Sula, la studentessa uccisa nel marzo 2025.
Il messaggio è stato letto oggi davanti all'aula bunker di Rebibbia, dove è attesa la sentenza di primo grado nel processo a Mark Samson, reo confesso dell'omicidio della ragazza.
«Siamo studenti, coetanei, ragazzi che vedono in Ilaria una parte di sé, dei propri sogni, del proprio domani», si legge nella lettera.
Gli studenti ricordano Ilaria non soltanto come vittima di un delitto, ma come una giovane con aspirazioni e progetti: «Ilaria non è soltanto un nome nei fascicoli, è una presenza che ha camminato con noi in questi mesi».
Con queste parole i ragazzi hanno ribadito l'impegno a mantenerne viva la memoria: «Lei è e sarà parte della nostra comunità, che porterà in alto il suo nome, per sempre».
La lettera arriva nel giorno in cui è prevista la conclusione del processo di primo grado. Come già riportato, la Procura di Roma ha chiesto l'ergastolo per Samson, contestando l'omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, oltre all'occultamento di cadavere.
Ilaria era scomparsa il 25 marzo 2025 ed era stata ritrovata senza vita il 2 aprile, all'interno di una valigia abbandonata in un dirupo a Capranica Prenestina. L'Università La Sapienza, dove la ragazza studiava, si è costituita parte civile nel procedimento ed è rappresentata dall'avvocato Roberto Borgogno.
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