Roma, 27 ottobre 2026
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Scuole occupate a Roma, la protesta dilaga: dal Mamiani al Tasso, decine di istituti coinvolti

Nuova occupazione al liceo di Prati, mentre la mobilitazione coinvolge scuole dal centro alla periferia. Tra gli istituti interessati nelle ultime settimane anche Cavour, Morgagni, Plinio, Gullace, Argan, Piaget e Croce-Aleramo. Gli studenti contestano i tagli all’istruzione, il carovita e le politiche del governo

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Scuole occupate a Roma, la protesta dilaga: dal Mamiani al Tasso, decine di istituti coinvolti

La protesta studentesca continua ad allargarsi a Roma. L’ultimo istituto occupato è lo storico liceo classico Terenzio Mamiani, in viale delle Milizie, nel quartiere Prati, dove gli studenti sono entrati nella notte tra domenica e lunedì, dando il via a una nuova mobilitazione. L’occupazione si aggiunge a quelle registrate nei giorni scorsi in numerose scuole della Capitale, dal centro ai quartieri periferici. Il quadro aggiornato al 27 ottobre comprende istituti di diverso ordine e indirizzo, con iniziative che si sono susseguite nell’arco di diverse settimane. Non tutte le occupazioni segnalate nei giorni precedenti risultano necessariamente ancora in corso, ma la mobilitazione continua a estendersi in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.

L’elenco delle scuole coinvolte

Tra i primi istituti romani interessati dalle occupazioni di ottobre figurano i licei Cavour e Newton. Nei giorni successivi la protesta ha raggiunto il Morgagni, il Plinio Seniore, il Gullace, il Francesco D’Assisi, il Maria Montessori e il Benedetto da Norcia. Nella mobilitazione sono stati coinvolti anche l’Istituto superiore Leopoldo Pirelli, l’Istituto Giorgio Ambrosoli e l’Istituto tecnico cine-tv Roberto Rossellini. Al liceo Paolo Toscanelli di Ostia è stata inoltre segnalata una protesta sulle condizioni degli ambienti scolastici. La nuova ondata ha raggiunto poi il liceo classico Torquato Tasso, l’Istituto magistrale Margherita di Savoia, il liceo artistico Giulio Carlo Argan e l’Istituto Piaget-Diaz, a Tor Sapienza. Tra gli istituti interessati dalle mobilitazioni viene segnalato anche il liceo artistico Ripetta. Nelle ultime ore l’elenco si è ulteriormente allungato con il Mamiani, a Prati, e l’Istituto di istruzione superiore Croce-Aleramo, nel quartiere Colli Aniene, dove gli studenti hanno occupato la sede di via Sommovigo. Lunedì era stata inoltre segnalata l’occupazione dell’Istituto J. Von Neumann, a San Basilio. Si tratta di un elenco degli istituti segnalati nelle cronache delle ultime settimane, non di una certificazione di quali edifici siano ancora occupati in questo momento: la situazione può cambiare da una giornata all’altra.

«Più fondi per la scuola e meno per le guerre»

Le ragioni della protesta sono diverse, ma tra le principali rivendicazioni dei collettivi ci sono la richiesta di maggiori finanziamenti per l’istruzione pubblica, la denuncia delle condizioni di alcuni edifici scolastici e la contestazione delle politiche del governo in materia di riarmo e costo della vita. Al Mamiani gli studenti hanno diffuso un comunicato in cui collegano la mobilitazione alle proteste dei giovani e dei lavoratori in Italia e all’estero. La critica riguarda anche il definanziamento della scuola pubblica e della sanità, oltre alle difficoltà che, secondo i promotori, impediscono alle nuove generazioni di costruire prospettive concrete di emancipazione. In altri istituti, le rivendicazioni riguardano problemi più immediati: bagni non funzionanti, infiltrazioni, spazi inagibili, carenze strutturali e servizi insufficienti. È il caso del Piaget di Tor Sapienza, dove gli studenti hanno denunciato le condizioni dei servizi igienici e l’assenza di spazi adeguati per le attività scolastiche e ricreative.

Le tensioni al Giordano Bruno

La giornata di lunedì è stata segnata anche da momenti di tensione all’Istituto magistrale statale Giordano Bruno, nella zona del Tufello. Sette minorenni con il volto travisato e in possesso di catene sono stati accompagnati in Questura per gli accertamenti e, al termine delle verifiche, riaffidati ai genitori. Intanto, la mobilitazione guarda già al prossimo appuntamento di venerdì 30 ottobre, quando è previsto lo sciopero generale. I collettivi studenteschi hanno annunciato la partecipazione alla giornata di protesta, con l’obiettivo di collegare le rivendicazioni della scuola a quelle dei lavoratori. La situazione resta in evoluzione: mentre nuove scuole entrano nella mobilitazione, il confronto si concentra sulle richieste degli studenti, sulle condizioni degli edifici e sulle conseguenze delle occupazioni per il regolare svolgimento delle lezioni.

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